Feste fra bimbi: da spreco e mini disastri ambientali a spunti di educazione per i più piccoli

Il decalopo per evitare surplus di cibo, eccesso di rifiuti non smaltibili: dagli inviti digitali, al noleggio di stoviglie alla cucina fatta in casa, al catering green

Palloncini, coriandoli, buffet, bottiglie e bicchieri usa e getta, e poi? A dispetto del fatto che i nostri figli saranno i futuri abitanti di questo pianeta, e dunque dovremmo far di tutto per lasciarlo pulito il più possibile, le feste dei bambini, se non gestite con attenzione, rischiano paradossalmente di diventare una delle occasioni di maggior spreco, con un impatto estremamente negativo sull’ambiente. Al contrario, se ben gestite, queste occasioni di svago, possono diventare un’occasione per cimentarsi con le buone pratiche di riduzione della nostra impronta ambientale, trasformandoli facilmente in momenti dedicati al valore della prevenzione.

A stilare il decalogo delle buone pratiche per le festicciole dei bambini,  ha pensato Stefania Calleri di Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in Toscana.

Regioni “cattive”

“Ciascuno di noi, nel corso della giornata, produce un elevato quantitativo di rifiuti, tanto che, come riporta l’ultimo rapporto sui rifiuti urbani di Ispra, nel 2020, abbiamo raggiunto l’ammontare di circa 500 chilogrammi di rifiuti urbani a testa” dice Calleri. “In particolare i valori più alti di produzione pro capite sono stati registrati al Centro – Italia con 548 chilogrammi per abitante, mentre al Nord la produzione media è di circa a 518 chilogrammi per abitante, (+2 kg per abitante rispetto al 2018) e al Sud di 445 kg per abitante (- 4 kg). La produzione pro capite più elevata si conferma in Emilia Romagna, con 663 chilogrammi per abitante per anno, in crescita dello 0,3% rispetto al 2018. Le altre regioni con un pro capite superiore a quello medio nazionale sono Toscana, Valle d’Aosta, Liguria, Marche, Umbria, Lazio e Trentino Alto Adige”.

IL compleanno di un bambino

Il decalogo

Ecco allora che per ridurre questi volumi è utile intraprendere la strada della prevenzione, anche nelle cose apparentemente minori come le feste di compleanno, o gli happening dedicati ai più piccoli, con l’obiettivo e quindi di produrre meno rifiuti possibile.

1) Pianificazione

“Prima di tutto, dobbiamo pianificare, pensando a tutto nei minimi dettagli, dal numero di invitati al tipo di festa che si vuole fare, una festa a tema potrebbe, infatti, richiedere qualche accorgimento in più per essere eco-sostenibile” dice Calleri.

2) “Festa green” sugli inviti (sempre digitali)

“Nell’invito (meglio se digitale!) oltre a dire quando e dove si svolgerà la festa, mettiamo in evidenza che si tratta di una festa ‘amica dell’ambiente’”.

3) No usa e getta

Particolare attenzione deve essere poi prestata all’eliminazione di tutti gli oggetti usa e getta, che, purtroppo, sono molto utilizzati durante le feste. A questo proposito è utile ricordare che, dal 3 luglio 2021, è entrata in vigore la direttiva comunitaria, recepita dall’Italia, che bandisce alcuni prodotti in plastica usa e getta, (direttiva UE 2019/904, anche detta Sup – Single use plastic). Da questa data, quindi, non è più possibile utilizzare tutta una serie di prodotti monouso, quali posate, cannucce, piatti in plastica usa e getta, cotton fioc, bastoncini per palloncini realizzati in plastica, nonché alcuni contenitori alimentari in polistirolo espanso e tutti quei prodotti per i quali esistono in commercio alternative economiche più sostenibili.
Il consiglio è dunque quello di sostituire tutti i prodotti usa e getta con alternative durevoli, optiando per piatti, bicchieri, tazze in vetro, ceramica o materiale plastico.

4) Stoviglioteche

“Se non abbiamo le stoviglie per tutti e tutte, rivolgiamoci alle stoviglioteche, dove si possono prendere a noleggio, talvolta anche gratuitamente. Questo servizio, messo a disposizione anche da alcuni Comuni, come Firenze, offre stoviglie rigorosamente lavabili in materiali vari, sempre atossici e sicuri. In Italia, l’elenco è in continuo aggiornamento e ne nascono anche di private con un costo di noleggio” sottolinea Calleri.

5) Tovaglie durevoli

Idem per la tovaglia e i tovaglioli usa e getta, che possiamo sostituire con prodotti durevoli, meglio se in tessuti naturali; se non vogliamo stare a lavarli dopo la festa, e preferiamo una tovaglia e dei tovaglioli in materiale cartaceo, scegliamo quelli dotati di certificazione ambientale.

6) Bando ai palloncini

Vanno poi scelte sempre decorazioni che possono essere riutilizzate in altre occasioni. E, se pure a malincuore, bisogna bandire assolutamente dalla nostra festa i ‘mitici’ palloncini, perché, pur mettendo allegria, ancora la maggior parte di loro sono prodotti in materiale non biodegradabile e si trasformano in un pericolo per gli animali marini, che spesso li ingeriscono.

7) Cannucce lavabili

Da evitare ovviamente anche le cannucce usa e getta; e, se proprio non possiamo farne a meno, dotarsi di quelle durevoli, come ad esempio in alluminio, riutilizzabili e lavabili in lavastoviglie.

8) Quantità di cibo

Infine il capitolo relativo alle quantità di cibo, fattore decisivo importante se vogliamo realizzare una festa green.
“Sappiamo, infatti, che lo spreco alimentare rappresenta una questione etica, sociale, economica ed ambientale che si inserisce nei grandi temi della sostenibilità e della circolarità delle risorse. Le tonnellate di cibo buttato annualmente in Italia ammontano a quasi 2 milioni, anche se, negli ultimi anni, stiamo assistendo ad una decrescita, nel 2020 sono state salvate dallo spreco 222.125 tonnellate di alimenti, pari all’11,6% rispetto al 2019, con un risparmio nazionale di 376 milioni. Una tendenza che si conferma anche nei primi giorni del 2021, (settimana del 18/21 gennaio), come confermato da Waste Watcher International su rilevazioni Ipsos” dice Calleri.

9) Fatto in casa

E allora? Sostituiamo il cibo acquistato da offrire durante la festa con quello prodotto in casa, facendo spesa in modo sostenibile e la cucina sostenibile.

10) Catering eco-sostenibile

Insomma, regole semplici da seguire. Ma, conclude Calleri “se non possiamo, o non vogliamo, fare tutto in casa, rivolgiamoci a chi offre servizi di catering eco-sostenibili e attenti all’ambiente”.