Finchè divorzio non ci separi: meglio soli che sposati in Italia è più che un modo di dire

Dall'introduzione del divorzio nel 1970 lo scioglimento del matrimonio è diventato quasi un must, tanto che oggi quasi uno su due finisce con la separazione

Se è vero che la prima causa di divorzio è il matrimonio, oggi sembra conseguenza quasi inevitabile. Divorzi e separazioni non sono mai stati così alti come in questo momento nel nostro Paese. Secondo dati raccolti dal sito Incontri-ExtraConiugali.com, oggi in Italia ogni 100 matrimoni vi sono 48 divorzi. Erano 2,9 su 100 nel 1975 e 20 su 100 nel 2007. Il dato è chiaro e conferma una tendenza sempre più evidente nel corso degli anni.

Il primo lunedì di gennaio è diventato ironicamente famoso nel mondo come “divorce monday, ovvero il giorno dell’anno in cui il maggio numero di coppie giunge al punto di rottura e prende la decisione di separarsi. In Italia nel 2018 990mila donne e 681mila uomini, risultavano divorziati, contro una media annuale negli anni ’70 che si aggirava sulle 20mila persone. Un altro aspetto che riguarda il nostro Paese è che ci si sposa sempre meno: secondo l’Istat, rispetto al 1963, anno record per i matrimoni celebrati in Italia (420mila), nel 2018 ne sono stati celebrati 196 mila, meno della metà. Sempre più persone, inoltre, si trovano a ricorrere la separazione dopo il fatidico “sì”. Oggi, secondo le stime del sito di appuntamenti, ci sarebbero 48 divorzi ogni 100 matrimoni. Un matrimonio su due finisce con la separazione.

La legge sul divorzio è stata introdotta in Italia il 1° dicembre del 1970. Cinque anni dopo, su 100 persone sposate non si raggiungevano 3 divorziati. Nel 2007 chi aveva fatto ricorso allo scioglimento del matrimonio erano già un quinto dei coniugi. Negli ultimi 15 anni la percentuale è più che raddoppiata. Il trend ha subito una lieve battuta d’arresto nel 2019, per poi intensificarsi enormemente con la pandemia. Non è difficile da credere, considerando i periodi di lockdown con convivenza forzata, le difficoltà economiche e le ripercussioni psicologiche ed emotive. L’emergenza sanitaria è stata un difficile banco di prova per molte coppie.

Alex Fantini, ideatore del sito d’incontri per persone sposate, sostiene che l’adulterio può avere un effetto benefico sul rapporto e che circa il 58% delle coppie, così facendo, sia riuscita a restare insieme. “Questo gennaio 2022 sarà anche il mese d’oro dell’infedeltà coniugale –prosegue Fantini – e molte coppie potranno trovare un aiuto per riuscire a salvare il loro rapporto. Per molti, infatti, la scappatella è solo una valvola di sfogo che sovente consente di salvare un matrimonio in crisi, ma non tutte le coppie possono salvarsi”. Fino a pochi anni fa l’istituto era un contratto senza scadenza, con la classica formula religiosa “finché morte non vi separi”. Oggi i matrimoni durano mediamente 17 anni. “Ma è anche vero che il 12% delle separazioni avviene entro i primi 5 anni di convivenza”, aggiunge sempre Fratini.

È evidente come quello sul divorzio sia uno stigma che va man a mano affievolendosi nel corso degli anni, per effetto di un processo di secolarizzazione della società. La legge 898 che introduceva la possibilità di porre fine al legame tra marito e moglie nel diritto di famiglia fu ampiamente criticata, al punto da portare, per la prima volta, i cittadini alle urne per confermare o abrogare quanto deciso dalla politica: era il 12 maggio del 1974. A tal proposito, sono ancora molto attuali le parole di Nino Manfredi, attore amatissimo, che in un famoso spot per il “No” (contrario all’abrogazione della legge) spiegava, non senza ironia, le ragioni dietro il divorzio: