Fine vita: Marco Cappato e Mina Welby assolti nel processo sul caso Davide Trentini. “È un precedente giudiziario. Ora serve la legge”

La Corte d'Assise di Genova conferma l'innocenza dell'attivista e di Mina Welby nel caso di suicidio assistito dopo quello di dj Fabo. "Abbiamo lanciato un referendum sull'eutanasia, la politica dia delle risposte"

Marco Cappato e Mina Welby sono innocenti: a stabilirlo, nuovamente è la Corte di Assise di Genova, dopo la sentenza di Massa nel Processo che riguardava l’aiuto al suicidio a Davide Trentini. Un caso diverso da quello di Dj Fabo per alcuni elementi molto significativi, ma che non sembra ancora sufficiente per invitare il Parlamento a legiferare. Per questo l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato una campagna di raccolta firme per chiedere un referendum sul tema dell’eutanasia.
Luce! ha intervistato Marco Cappato.

 

Marco Cappato è un politico e attivista italiano, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – Ph. Micheal Braha

Marco, perché questa sentenza è importante?
“Perché fissa un precedente di interpretazione della sentenza della Corte Costituzionale di un anno e mezzo fa sul tema del fine vita. La Corte Costituzionale ha stabilito che, a certe condizioni, si può avere il diritto di essere aiutati a morire (e quindi non debba essere applicato l’articolo 580 del Codice Penale, relativo all’istigazione aiuto al suicidio).
Le condizioni sono: la volontà lucida della persona, la sofferenza insopportabile, la malattia irreversibile e l’essere tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale. In questo caso abbiamo un elemento di importante novità sull’interpretazione di quest’ultima condizione”.

 

Qual è la differenza di questa sentenza sul caso Davide Trentini rispetto a Dj Fabo?
“Ci sono due interpretazioni della formula relativa al sostegno vitale: una più restrittiva, ovvero che il paziente deve essere attaccato a delle macchine. Nel nostro caso invece anche cure farmacologiche salva vita sono da considerarsi allo stesso modo, anche se la loro interruzione non andasse a provocare immediatamente la morte. Davide Trentini non  era attaccato ad una macchina e quindi la Corte di Appello, rigettando l’appello del PM, ha confermato la nostra interpretazione”.

 

Marco Cappato e Mina Welby, insieme all’avvocato Filomena Gallo – Ph. Micheal Braha

Ora cosa manca, dopo questa pronuncia?
“È importante che si arrivi ad una legge.  La pronuncia è arrivata 4 anni dopo l’autodenuncia, iter del genere non sono sostenibili per un malato, per questo deve intervenire la politica. Immaginiamo un malato che voglia ottenere quel diritto preventivamente. Cosa fa, aspetta?
In un anno e mezzo dalla sentenza della Corte Costituzionale nemmeno una persona è stata aiutata in Italia a morire legalmente. La Corte ha fissato il principio ma per definire le procedure, le responsabilità, i tempi e le scadenze (ad esempio entro quando deve rispondere il sistema sanitario) è necessaria una legge.

 

Perché la politica non interviene su temi come questo?
“Perché, evidentemente, essendo temi che interpellano la coscienza delle persone e dei parlamentari, si prestano poco alle manovre di maggioranza e opposizione e non sono “utili” per i capi politici.
Noi sappiamo, è un’indiscrezione, che ci sarebbe all’esame un testo parlamentare che si limita a recepire la sentenza della Corte Costituzionale. Ma avrebbe due limiti: innanzitutto è partito da un caso preciso, e poi copre solo l’aiuto al suicidio e non l’eutanasia ad opera del medico su richiesta del paziente”.

Chi rimarrebbe fuori da questa legge e dalla sentenza della Corte Costituzionale?
“Verrebbero esclusi tutti quei malati che soffrono, nel quadro di malattia irreversibile, ma che non sono tenuti da trattamenti salva vita. Il caso più comune è quello dei malati oncologici terminali, che non sono dipendenti da terapia farmacologica ma da cure palliative”.

Cappato, Welby e i legali dopo la sentenza della Corte d’Assise di Genova – Ph. Micheal Braha

Cosa serve oggi in Italia?
“Serve una depenalizzazione piena dell’eutanasia e per fare questo abbiamo depositato una richiesta di referendum. Chiediamo l’abolizione dell’articolo del Codice Penale (riguardante l’omicidio del consenziente), mantenendo le aggravanti per minori e persone con deficienza psichica. Raccoglieremo le firme per depenalizzare il reato, aprendo la strada ad una legge per l’eutanasia”.

Quali Paesi possono essere considerati un buon esempio su questo tema?
“Belgio, Olanda, Lussemburgo, l’Oregon e la Spagna si sono già mossi in questa direzione. La Svizzera, inoltre è l’unico Paese che ammette all’eutanasia anche cittadini non residenti. Ora è tempo di lavorare anche per una legge in Italia”.