Francesca Pascale si sbattezza: “La Chiesa che discrimina gli omosessuali e fa ingerenza politica mi ha deluso”

La ex compagna di Silvio Berlusconi si espone sulla proposta di legge contro l'omotransfobia: "Come si possono avere colori politici sui diritti umani? Mi dispiace vedere lo scontro tra i partiti su un tema come l’omofobia: lo trovo degradante per la politica".

C’è chi trova la fede durante il cammino della vita, ma c’è anche chi la perde. Questo è il caso di Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi (dal 2012 al 2019) e militante della prima ora di Forza Italia. Alla base delle ragioni che l’hanno portata a perdere fiducia nei confronti delle istituzioni religiose e, quindi, giungere alla decisione di sbattezzarsi, la Pascale, individua la posizione del Vaticano nei confronti della proposta di legge contro l’omotransfobia promossa da Alessandro Zan:

Sono pronta a ‘sbattezzarmi’. Rimango credente, ma una Chiesa che discrimina gli omosessuali e che fa ingerenza politica sul Ddl Zan mi ha deluso. Berlusconi è arrabbiato con me per la posizione sul Ddl Zan e perché vado ai Pride. Mi chiede perché, io gli rispondo: perché ci credo. Questa volta non sono d’accordo con lui e spero cambi idea”.

Il disegno di legge contro l’omotransfobia, sostiene Pascale “per me può e deve essere approvato così com’è, all’unanimità, senza distinzioni di partito. Come si possono avere colori politici sui diritti umani? Mi dispiace vedere lo scontro tra i partiti su un tema come l’omofobia: lo trovo degradante per la politica. E mi auguro, soprattutto se ci sarà un rinvio della discussione a settembre, che il Ddl Zan non diventi motivo di campagna elettorale sulla pelle delle persone e alle spalle della comunità Lgbt che aspetta una legge da decenni”.

Pascale ha combattuto molte battaglie per i diritti civili al fianco di Berlusconi: “Ma adesso mi stupisce che Forza Italia non lasci libertà di voto sui diritti civili. Almeno la metà dell’elettorato forzista la pensa come me, come Elio Vito, Stefania Prestigiacomo, Renata Polverini e gli altri che alla Camera hanno già votato a favore e come Barbara Masini che al Senato si appresta a farlo. Masini in aula ha fatto coming out. Però l’altra cosa che mi dispiace è che si pensi debbano votare pro Ddl Zan gli interessati, gli omosessuali. Questa è una legge che devono votare tutte le persone perbene”.

Pascale infine conclude parlando dei problemi che potrebbero nascere a Bruxelles alla luce della posizione di FI e Lega sul tema omotranfobia: “Mi chiedo come i forzisti spiegheranno in Europa al Ppe, Partito popolare europeo, l’appiattimento della Lega che sta con Orban. Temo lo sia per gran parte degli elettori forzisti. Essere come la Lega, semplicemente non conviene: allora tanto vale votare l’originale. Chi non è di sinistra, ma cerca una destra liberale, non la trova più. Mi dà amarezza una politica che non si assume responsabilità neppure davanti alle aggressioni verso gli omosessuali”.