Francesca Sivieri, la maestra che lesse le fiabe nel parco: “Sul volto dei bimbi si accese il sorriso, la dad li mortifica”

Un anno fa divise l'Italia leggendo ai bimbi le fiabe nel parco: ammirata e imitata in tante scuole, attaccata da un sindacalista. Oggi Francesca Sivieri alterna presenza e dad per i 15 bimbi della materna e vede i propri figli adolescenti "spenti" per le lezioni a distanza

La maestra Francesca Sivieri guida le lezioni da casa

“La possibilità di far tornare in classe a piccoli gruppi i bambini della scuola dell’infanzia è stata una prima vittoria. A maggio mi piacerebbe rifare una lettura all’aperto”: così Francesca Sivieri, 44 anni, la maestra delle letture nei prati dopo il termine del lockdown dello scorso anno, descrive la sua esperienza didattica con i nuovi alunni. Nel maggio 2020, Francesca Sivieri insegnava alla scuola materna Meucci di Prato e salì alla ribalta delle cronache nazionali perché le sue letture nei parchi pubblici, promosse prima attraverso il “passaparola” con i genitori dei  piccoli alunni, poi allargate ad altri bambini, nacquero per rompere l’isolamento forzato in cui erano costretti gli alunni.

Le critiche del sindacalista

Il 18 maggio finì il lockdown totale, ma le scuole rimasero chiuse e la maestra Francesca, con una coperta e un libro organizzò il raduno pomeridiano in un giardino. Le letture furono subito un successo, ma un dirigente del comparto scuola Firenze-Prato del sindacato Cisl sollevò perplessità sull’iniziativa volontaria e pure alcune maestre storsero il naso. Divampò una polemica a livello nazionale ma, piano piano, giunse la solidarietà di tante colleghe e genitori e l’esempio di Francesca fu seguito da maestri e maestre in altre città italiane.

“Pandemia, i bimbi sacrifcati”

Dal settembre scorso Francesca Sivieri insegna alla scuola materna di Migliana a Cantagallo, in Val Bisenzio: “La mia classe – racconta Francesca – è composta da 15 alunni di 5 anni. Per fortuna, grazie al decreto, c’è stata la possibilità di fare un giorno si e uno no in presenza con gruppi di 5 bambini. All’inizio i piccoli chiedevano come mai eravamo così pochi. Col tempo, però, si sono sentiti anche un po’ privilegiati. Nella didattica in presenza dedico sempre molto spazio alla lettura e sto facendo con loro un progetto sulle competenze di base, quelle necessarie per affrontare la prima elementare”. E con la didattica a distanza come reagiscono i bambini dell’asilo? “L’infanzia – risponde la maestra – è la più sacrificata in questa pandemia: le famiglie si stanno arrangiando come possono e talvolta i bambini della materna hanno fratelli o sorelle alle elementari e quindi c’è da gestire più situazioni a casa. La presenza dell’adulto è fondamentale, per poter seguire”.

“Scuole sicure”

Le scuole nonostante l’applicazione di rigidi protocolli igienico-sanitari, investimenti economici per il rispetto delle regole continuano ad essere la nota dolente in Italia di un servizio educativo non sempre adeguato alle esigenze di apprendimento e socializzazione: “I bambini si adattano a tutto – prosegue Francesca Sivieri – ma hanno vissuto un anno difficile: senza scuola, senza socialità, senza sport e ci sarà da investire molto nel loro futuro. Con grande serenità seguono le regole di igienizzazione delle mani, rispettano il distanziamento, fanno l’intervallo in giardino per classi singole e nonostante tutto questo si sono chiuse le scuole quando all’interno dei plessi non c’è mai stato un vero pericolo”. La didattica a distanza, inoltre, penalizza moltissimo gli studenti stranieri anche se non è il caso della classe di Francesca: “In Val di Bisenzio c’è scarsa presenza di stranieri, io ho pochi alunni e tutti partecipano molto volentieri. Vedo che le famiglie hanno desiderio di integrarsi. Le mie colleghe a Prato, invece, hanno classi dimezzate e questo non è bello: si nega il diritto all’istruzione. Questi bambini sono bilingue e senza la partecipazione anche da casa si crea un divario che avrà conseguenze in futuro”.

Francesca Sivieri durante una lazione in dad dalla sua abitazione con i bambini della materna

“La dad spenge il sorriso dei miei figli”

Francesca ha due figli: Pietro che frequenta la prima superiore all’istituto professionale Buzzi e Matteo in terza liceo classico e anche loro hanno seguito le lezioni a distanza, alternate a quelle in presenza, in base alle percentuali stabilite dal decreto per le superiori. Quando Francesca era a casa ha avuto la possibilità di osservare le loro video lezioni: “I miei figli – dice con molta amarezza – li ho visti e li vedo spenti. Non hanno avuto modo da settembre di fare gruppo, di vivere la classe. Partecipano alle lezioni on line ma è come se si fossero arresi a questo sistema che li vuole confinati a casa. Ho fatto due colloqui con i professori e sono rimasta male, delusa perché i docenti chiaramente non associano il nome dei ragazzi al loro volto. Io rispetto tutte le opinioni ma la scuola oggi deve servire ad altro”.

La maestra Francesca Sivieri durante le letture nel parco vicino alla scuola effettuate del maggio 2020

“Ricordare quel giorno, tornando nel parco”

Fra poche settimane sarà trascorso un anno dalle letture nel prato per i suoi bambini e Francesca ipotizza una lettura “celebrativa” di quel momento: quell’esperienza è vero che ha fatto tanto parlare ma con immediatezza e spontaneità ha generato felicità, facendo sorridere i bambini: “Sono molto combattiva e non mi arrendo. Quello è stato un momento apprezzato da bambini e genitori e mi piacerebbe ricordarlo perché la lettura permette di viaggiare con la mente. Capisco che in giro c’è molta paura per i contagi ed è più facile oggi generare cattiveria quindi devo pensare bene a cosa fare”.