Francia, il candidato all’Eliseo Eric Zemmour: “Servono istituti separati per i bambini disabili”

In un recente comizio politico, il candidato del neonato partito Reconquête per l’Eliseo ha dichiarato inoltre: "L'ossessione dell'inclusione è un cattivo servizio reso agli altri scolari e anche a loro, i poveri disabili, che sono completamente sopraffatti dagli altri"

Il giornalista francese, candidato alla presidenza della Repubblica, ha fatto ancora parlare di sé con un discorso molto criticato durante un comizio nel Sud del Paese. Eric Zemmour, per chi non lo conoscesse, è un giornalista, scrittore e opinionista che dal 1996 scrive su Le Figarò, uno dei più importanti quotidiani d’Oltralpe. Benché egli definisca il suo orientamento come “gollista-bonapartista”, richiamandosi a due grandi padri della nazione, Zemmour è stato più volte ripreso dai commentatori e dagli avversari politici per le sue dichiarazioni di estrema destra, definite sessiste e razziste.

Eric Zemmour è un giornalista, scrittore e opinionista de Le Figarò, candidato alla presidenza della Repubblica

In un recente comizio politico, il candidato del neonato partito Reconquête per l’Eliseo ha dichiarato: “Servono istituti specializzati, escludendo ovviamente i disabili lievi”. Ha inoltre aggiunto: “L’ossessione dell’inclusione è un cattivo servizio reso agli altri scolari e anche a loro, i poveri disabili, che sono completamente sopraffatti dagli altri. Servono insegnanti specifici che se ne occupino”. Sarebbe utile capire dove Zemmour tracci la linea per definire disabili gravi e lievi, ma andiamo avanti. Nella stessa occasione il 63enne originario di Montreuil ha proposto di reintrodurre i grembiuli per tutti gli studenti delle scuole elementari francesi.

Le polemiche non si sono fatto attendere, ma la sorpresa è stata quella di una condanna unanime e trasversale da parte della gran parte del mondo politico francese. “Segregazione ad ogni livello”, ha denunciato Damien Abad, capogruppo dei deputati Républicains, anche lui disabile. Abad ha inoltre scritto su Twitter: “Dobbiamo avere l’ossessione dell’inclusione. Chiedo che presenti scuse pubbliche”. La sottosegretaria Sophie Cluzel l’ha definita un’affermazione pietosa: “Sono furiosa, sono mamma di una ragazzina disabile. E che vuol dire? Comincia con gli stranieri, poi con i disabili, dove vuole arrivare quest’uomo?”. Cluzel era stata incaricata dal governo per i diritti delle persone disabili a partire dal 2017.

Ancora più sorprendenti sono le parole di sgomento di Marine Le Pen, candidata del Rassemblement National e alleata in Europa di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, quindi non esattamente una marxista ortodossa, che ha giudicato “imperdonabile” l’attacco di Zemmour “ai bambini resi vulnerabili da una disabilità”. L’esponente della Republique en Marche, Matthieu Annereau, non vedente, ha detto che quella evocata in Francia sarebbe “l’esclusione di 12 milioni di persone disabili, profondamente nauseante”. Eric Zemmour si è difeso affermando che le sue parole siano state fraintese, decontestualizzate e strumentalizzate dai media e dagli avversari politici. Ha inoltre attaccato la sedicente “ideologia egualitaria” della società francese. La difesa sembra poco attendibile considerando la sua storia di dichiarazioni forti e spesso controcorrente.

Il clima politico francese si sta scaldando di giorno in giorno in vista delle presidenziali che si terranno ad aprile e, considerando che la competizione vede quattro partiti di destra, questo spinge i candidati a una retorica sempre più estrema per potersi distinguere nel dibattito pubblico. A margine dei fatti si potrebbero dire tante cose, ma ce n’è una che forse vale la pena di sottolineare: attaccare “L’ideologia egualitaria”, in un Paese che ha come motto “libertà, fraternità e uguaglianza” più o meno a partire dalla Rivoluzione Francese, forse non è l’affermazione più azzeccata per chi vuole diventare presidente di quel Paese.