Francisco Vera, l’attivista colombiano di 11 anni che sfida il mondo per un presente più ‘green’

È ancora un bambino ma ha gi ricevuto minacce di morte sul suo profilo Twitter. Nonostante ciò il giovane naturalista, che fa parte della generazione dei "Friday for Future", continua a portare avanti la battaglia contro il cambiamento climatico

Francisco Vera, 11 anni, colombiano, ha una missione: lottare contro la crisi climatica e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione. Come? Ad esempio piantando centinaia di alberi, ma anche continuando a portare avanti la sua battaglia nonostante le minacce di morte ricevute.

Fa parte della generazione dei “Friday for Future”,  i giovani di tutto il mondo che negli ultimi anni si sono mobilitati per chiedere alle istituzioni, ai governi, alle organizzazioni internazionali e alle multinazionali di prendere decisioni importanti e concrete finalizzate alla salvaguardia del Pianeta. Dalla Colombia, nonostante la giovane età, Francisco si è più volte rivolto al senato del suo Paese e ha organizzato proteste a livello nazionale.

Possiamo essere tutti guardiani della vita – ha dichiarato il giovane in un’intervista a Reutuers – Siamo la speranza di tutta la società, di tutta l’umanità in fondo, perché nelle nostre mani non c’è solo il futuro, molti dicono che i bambini sono il futuro, noi siamo anche il presente. Oggi ci sono milioni di bambini che chiedono un ambiente sano, un ambiente dignitoso, un presente dignitoso, ed è proprio per questo che le nostre cause, la nostra agenda, ciò che facciamo è il presente, non solo il futuro”.

Un presente fatto di azioni concrete, non solo per l’ambiente – Vera e il suo gruppo di giovani attivisti per l’ambiente hanno piantato più di 200 alberi in diverse città come Bogotà, Villeta (la sua città natale), Pasto, Medellin e Cali – ma in generale per un presente e un futuro più giusti. L’11enne si è anche fatto portavoce della richiesta per un migliore accesso all’istruzione per i bambini durante la pandemia di coronavirus.

Una richiesta alla quale, all’inizio del 2021, il giovane ambientalista si è visto ‘rispondere’ con minacce di morte anonime su Twitter. La notizia ha causato una grande indignazione in Colombia e ha fatto scalpore in tutto il mondo. Ma a 9 mesi di distanza non è stato ancora individuato né fermato il colpevole. E la paura, per Francisco e la sua famiglia, rimane.

Nonostante sia solo un bambino sua madre, Ana Maria Manzanares, sa che l’attivismo di suo figlio lo mette a rischio, soprattutto rispetto a gruppi di persone che vorrebbero il suo silenzio: “Sto sempre in guardia. La minaccia potrebbe non concretizzarsi mai. Ma dal momento in cui te ne parlano, in un paese come la Colombia, ti aspetti che tutto possa accadere in qualsiasi momento”.

Nel 2020, per il secondo anno consecutivo, il paese sudamericano si è classificato al primo posto nel mondo per la mortalità dei difensori dell’ambiente, secondo Global Witness, registrando ben 65 uccisioni. Manzanares ammette che aveva previsto le minacce, ma non si aspettava che arrivassero così presto. Tuttavia non vuole ostacolare la passione del figlio per la natura. Quello che chiede è che venga fatta giustizia.

Ormai noto ambientalista e difensore della straordinaria biodiversità del suo paese, che si estende dalle alte Ande alle coste dei Caraibi e del Pacifico, Francisco Vera non si è fermato, ma continua a portare avanti le sue campagne ‘green’ sui social. E intanto  il governo colombiano gli ha affiancato una guardia del corpo. Quello che tutti si augurano è che presto chi lo ha minacciato di morte possa essere arrestato e che nessuno cerchi più di ostacolare un bambino che ha scelto di battersi per il presente e il futuro di tutti.