“Fuoridaglischemi”, il duo sad-pop che racconta con le note il mondo sociale nascosto

Gabriele Tucci e Manuel Di Cera sono lucani ma da anni vivono e lavorano a Firenze, dove hanno trovato ispirazione anche per molte loro composizioni

“La musica per noi è passione vera, non vediamo di nuovo l’ora di riproporla in concerto nei locali periferici e centrali fiorentini e della Toscana”. Sono lucani, di Nova Siri Scalo, ma da anni vivono e lavorano a Firenze, dove Gabriele Tucci e Manuel Di Cera, dal 2008, hanno formato i ‘Fuoridaglischemi’ un duo musicale sad-pop, cioè pop triste, un trend musicale nato da poco, figlio dell’acoustic pop, di un modo di fare musica che, come il primo Baglioni e più recentemente Ultimo, al sound ballabile e a testi disimpegnati preferisce suoni scarni e tematiche sociali o intime, narrazioni di vita vissuta, con cui i FDS si sono fatti notare anche ad Area Sanremo 2021. “Scriviamo i brani di getto, ma il filo conduttore è quasi sempre impegnato – spiega Gabriele Tucci, autore anche dei testi dei FDS –. Il nostro è un genere spesso declinato per piano o chitarra e voce, che predilige esprimersi in chiave malinconica e fa riflettere l’ascoltatore”.

È il caso del nuovo Ep Dediche?

“Sì, che contiene il nuovo inedito Parlano i silenzi, il brano che è stato in gara ad Area Sanremo e che in questi giorni rilanciamo anche su YouTube con il video che vanta la regia della pistoiese Framerouge, nonché la collaborazione di Franco Palermo, Alice Palermo e Giulia Anastasio. La canzone è centrata sui disturbi alimentari di un’adolescente che soffre e di un padre che soffre gli effetti che questo disturbo ha sulla figlia”.

Diverse vostre canzoni nascono con Firenze dentro?

“È il caso del brano intitolato Il cielo della notte, che si trasforma in una preghiera a Dio ed è ispirato all’empatia fra un clochard e il suo cane, che ho notato alla stazione di Santa Maria Novella, anche se poi il video è stato girato da Framerouge a Pistoia. Un altro brano in cui si specchia in diversi spazi fiorentini, soprattutto in video è Non siamo Storie, che è una riflessione su noi stessi, sul senso della vita e l’esigenza di non sprecarla”.

Progetti futuri?

“Visto che abbiamo avuto tantissimi complimenti dai discografici, vogliamo ritentare Area Sanremo e, prima dell’estate, pubblicheremo un altro singolo, stavolta piuttosto ritmato. Quello del brano inedito Io e la fortuna non ci conosciamo che, con un sound coinvolgente e affabile, tratta dello sfruttamento del lavoro”.