Gas, carbone e petrolio: la dipendenza energetica ‘pesa’ enormemente sui nostri bilanci

Il drammatico conflitto in corso in Ucraina non ha fatto che rendere più evidente il problema: l'Italia insieme con Germania e Francia, è quello che ne consuma di più (48% del totale UE), registrando consumi per oltre 100 milioni di Tep

Il 45% del gas e del carbone, il 25% del petrolio: a tanto ammonta la dipendenza energetica europea dalla Russia. Il drammatico conflitto in corso in Ucraina non ha fatto che rendere evidente un problema che ‘pesa’ in maniera determinante sui nostri bilanci, e condiziona le scelte geopolitiche. Al di là della guerra che si sta combattendo, infatti, le fibrillazioni del mercato, già nello scorso autunno, avevano portato ad un aumento sostanzioso dei prezzi del gas e dell’ energia, a causa degli squilibri causati dalla pandemia nel rapporto tra domanda e offerta, e della sempre minore autosufficienza energetica degli stati Ue.
In particolare, per quanto ci riguarda, l’Italia è tra i primi paesi Ue per consumi e importazioni di energia. E, dopo la Germania, è in assoluto il secondo paese Ue per importazioni di gas naturale, con oltre 66 miliardi di metri cubi di gas immessi solo nel 2020. Per questo siamo molto sensibili ed esposti agli sbalzi dei prezzi, soprattutto quando, come sta accadendo in questi giorni, si consumano su scadenze di brevissimo periodo.

Una slide fornita da Elettricità futura per mostrare l’impatto delle energie rinnovabili sulla spesa annua per la bolletta elettrica

Una slide fornita da Elettricità futura per mostrare l’impatto delle energie rinnovabili sulla spesa annua per la bolletta elettrica

L’indipendenza energetica

Conseguire un’indipendenza energetica è dunque un tema strategico di grandissimo rilievo. Ma come fare? Non stiamo parlando infatti di volumi marginali: il consumo finale di energia nel 2020 nell’Unione europea è stato infatti di 885,7 milioni di tonnellate petrolio-equivalenti (unità di misura che corrisponde alla quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio grezzo, utilizzata da Eurostat, come indicatore dei consumi dei paesi dell’Unione).

Una slide fornita da Elettricità futura per mostrare l’impatto delle energie rinnovabili sulla spesa annua per la bolletta elettrica

Una slide fornita da Elettricità futura per mostrare l’impatto delle energie rinnovabili sulla spesa annua per la bolletta elettrica

La situazione in Italia

Il nostro Paese, insieme con Germania e Francia, è quello che ne consuma di più (48% del totale UE), registrando consumi per oltre 100 milioni di Tep (dati Eurostat 2020).

E, allo stato attuale, ben il 78% dell’energia che serve a far funzionare il nostro sistema produttivo è proveniente dalle importazioni. Un dato 2019, che nel tempo si è ridotto solo lievemente e che varia molto in base alla fonte considerata.

Nonostante l’Italia sia nota nel mondo come ‘il Paese del sole’ solo una parte minoritaria dell’energia consumata nel nostro paese risulta dunque originata da fonti ‘pulite’, mentre la maggior parte è prodotta dalla combustione di fonti fossili, che importiamo dall’estero. In particolare (elaborazione openpolis su dati Ispra), da noi il consumo di energia dal gas è aumentato quanto quello delle rinnovabili.

Enerigia rinnovabile

I prezzi del gas e del carburante salgono e il rublo si è rafforzato dopo che il 23 marzo il Cremlino ha invitato i Paesi non amici a pagare per la Russia gas in rubli

Se infatti negli ultimi 30 anni, la quota di energia rinnovabile sul totale di quella consumata, ha fatto registrare un aumento pari a 23 milioni di tonnellate equivalenti -superando già nel 2007 i combustibili fossili che nello stesso arco di tempo hanno visto un calo di 8 milioni circa di tonnellate- il gas ha avuto, nello stesso periodo, una crescita solo lievemente inferiore, ovvero di circa 22 Mtep. E questo anche in virtù del fatto che Ue lo considera una fonte energetica di sostegno alla transizione ecologica, in quanto risulta avere un minore impatto inquinante rispetto agli altri combustibili fossili, come carbone e petrolio.
I dati dimostrano dunque che la strada da percorrere per l’agognata e quanto mai urgente autosufficienza energetica è ancora quantomai lunga ed accidentata. La speranza è che o tragici eventi delle ultime settimane, velocissimo il processo di transizione verso fonti sostenibili ed autoprodotte che è assolutamente necessario.