George Clooney, Lebron James e Dr Dre: una mano sul cuore e una sul portafoglio per regalare un futuro a migliaia di giovani

Oggi sono personaggi famosi in tutto il mondo nei loro campi, il cinema, la musica e lo sport. Ma non dimenticano le origini e hanno scelto di investire parte dei loro soldi per la formazione dei giovani. Nuove scuole pubbliche, nuovi corsi di recitazione o di musica, ma anche per ruoli tecnici del mondo dello spettacolo. Così anche gli Stati Uniti tornano lentamente alla normalità 'scolastica' post pandemia

Mai dimenticare le proprie radici. Un concetto comune a tante culture diverse ma che alcuni più di altri tendono a ricordare. È il caso di diversi personaggi americani di successo come Dr Dre, Lebron James e George Clooney che, dopo essere partiti dal nulla, hanno raggiunto l’eccellenza nei rispettivi campi di competenza (musica, basket e cinema) e ora vogliono restituire qualcosa alle comunità in cui sono cresciuti. E quale modo migliore se non garantire un’istruzione a tanti giovani che, come loro un tempo, devono combattere per avere un futuro?

Lebron James ha fondato nella sua Akron, piccola cittadina dell’Ohio, la  I Promise School”. Questa particolare struttura accoglie 240 ragazzi a rischio abbandono scolastico. Il progetto messo in piedi da LBJ è innovativo e particolare e vuole accompagnare questi studenti nel loro percorso, dalle elementari fino al diploma e poi alla laurea. 

Dr Dre invece, affiancato dal produttore Jimmy Iovine, ha già annunciato l’apertura di una scuola di specializzazione in campo musicale a Los Angeles, non distante dal famoso quartiere di Compton da cui proviene lo stesso Dre.

George Clooney non è nato in California (è in realtà di Lexington, Texas) ma, come tanti suoi colleghi, all’ombra della scritta Hollywood ha mosso i primi passi da attore.  Ed è proprio la città ‘degli angeli’ che ha voluto omaggiare: insieme ad altre personalità di spicco come Don Cheadle, Eva Longoria e i dirigenti della Creative Artist Agency (CAA), un’agenzia che accompagna nella crescita giovani artisti e talenti dello sport, verrà inaugurata un “high school” orientata all’inserimento dei giovani nel mondo dello spettacolo. Un settore che all’apparenza potrebbe sembrare saturo, ma che in realtà può ancora offrire diverse occasioni. “Ci sono 160mila posti di lavoro nell’industria dell’intrattenimento – sostiene Bryan Lourd, il vice presidente della CAA – 750mila se includiamo anche l’aspetto digitale e tutte le altre mansioni”. 

Pur vivendo nella città dell’entertainment per antonomasia, tanti giovani non sanno da dove cominciare per avvicinarsi a questo mondo: “Non hanno idea di come potresti iniziare a diventare tecnici di produzione o una costumista o una sceneggiatrice” ha detto invece Nicole Avant, produttrice de “il Padrino Nero”. “Dicono: dove invio il mio curriculum? Come diavolo comincio?” 

La pandemia e la didattica a distanza, anche negli States, hanno acuito le già marcate differenze tra chi aveva a disposizione una connessione internet e un computer e chi no. In tal senso saranno fondamentali il ritorno fisico nelle scuola (già avviato in molti Stati, ma per esempio in California rimandato al prossimo autunno) e gli investimenti nel settore dell’educazione. In questo senso, la California per ripartire al meglio ha programmato una spesa di circa 96 miliardi di dollari per il prossimo anno scolastico tra elementari e college: un investimento di circa 21mila dollari per studente. Una cifra che, negli ultimi tre anni, è aumentata circa del 40% ma che comunque rimane inferiore rispetto ai 30mila dollari per alunno dello stato di New York.