La Germania sfratta le famiglie afghane per far posto ai rifugiati ucraini in fuga dalla guerra

Centinaia di persone, di famiglie, fuggite dopo il ritorno dei talebani al potere sono ora costrette a lasciare le loro case per la decisione del governo tedesco di dare priorità a coloro che arrivano dal Paese in guerra
Afghani-evacuati-Germania

Un volo Lufthansa pronto a partire verso la Germania con centinaia di profughi afghani

A Berlino centinaia di famiglie di rifugiati afgani sono state sfrattate per fare spazio ai profughi in arrivo dall’Ucraina, come riporta la rivista Foreign Policy. “Gli sfratti non sono stati pubblicizzati intenzionalmente”, afferma Tareq Alaows, un membro del Consiglio per i rifugiati di Berlino, un gruppo di diverse organizzazioni che si occupa di migliorare le condizioni di vita nella capitale tedesca e di far rispettare i loro diritti. “Alcune persone vivevano nelle loro case da anni e sono state strappate dalle loro strutture sociali, compresi i bambini che sono stati trasferiti in luoghi lontani dalle loro rispettive scuole”.
Intanto il governo tedesco ha detto che sta lavorando per trovare una soluzione sicura per le queste persone che hanno perso nuovamente la loro casa, ma alcuni rifugiati sostengono di essere stati costretti a spostarsi già più e più volte.

Intere famiglie afghane sfrattate

Intere famiglie rifugiate dall’Afghanistan in Germania costrette a lasciare le loro abitazioni per fare posto alle persone in fuga dall’Ucraina

Hanno bussato alla porta quando Parwana Amiri stava facendo colazione con suo marito e le sue due figlie piccole. Fuori c’era un ospite inatteso, un assistente sociale, che portava una notizia ancora più inaspettata: la famiglia avrebbe dovuto sgomberare la propria casa per accogliere i rifugiati appena arrivati dall’Ucraina. Nessuna domanda, nessuna negoziazione, solo “fuori entro 24 ore”, è stato detto loro. È quanto riporta Foreign Policy, che ha raccolto centinaia di storie simili. Amiri (uno pseudonimo che ha chiesto venga usato per la sua sicurezza), 33 anni, attivista sociale afghana, è arrivata a Berlino alla fine di gennaio, fuggendo dai talebani con l’aiuto del governo tedesco dopo aver ricevuto minacce di morte per due anni consecutivi; ora è una delle centinaia di connazionali che, in tutta la Germania, sono stati messi da parte per far posto ai nuovi rifugiati arrivati dall’Ucraina. Anche un uomo di 30 anni, che ha chiesto di rimanere anonimo, è arrivato nello stato europeo a gennaio con la madre e due fratelli minori, uno dei quali soffre di una malattia cardiaca. Dopo che la famiglia è stata sfrattata dallo stesso complesso in cui aveva vissuto Amiri, lui – unico a parlare inglese della famiglia – è stato separato dai familiari e gli è stato offerto un alloggio in un’altra parte della città.

Liberare i “centri di arrivo” per gli ucraini

Centri di arrivo dei rifugiati_ Germania

Germania, centinaia di persone vivono stabilmente nei centri di arrivo per rifugiati nonostante vengano considerati alloggi temporanei

La decisione degli sfratti è stata presa dal Dipartimento per l’integrazione, il lavoro e i servizi sociali del Senato di Berlino, il quale sostiene che essa è “basata su considerazioni operative necessarie e difficili” e che non c’erano alternative. Tareq Alaows, parlando con Foreign Policy, riferisce che il governo ha giustificato il provvedimento dichiarando che gli afghani sono stati allontanati dai cosiddetti “centri di arrivo“, dove dovrebbero comunque rimanere solo per brevi periodi. Alcune famiglie, tuttavia, vivevano lì da anni, mentre altre erano alloggiate in strutture simili ad alberghi, tutte pagate dal governo tedesco. “Sono poche le persone le cui condizioni di vita sono migliorate, mentre la maggior parte ha paura di parlare, temendo che le loro dichiarazioni possano avere un impatto sul loro status di immigrati”, ha aggiunto il membro del Consiglio per i rifugiati,  spiegando che nella sola Berlino sono state liberate forzatamente circa 10 residenze. “Naturalmente non è colpa degli ucraini, ma dobbiamo riflettere sul nostro spirito di solidarietà se si rivolge solo a certe persone. Negli ultimi mesi è stato dimostrato che un trattamento diverso dei rifugiati è possibile, e che questo deve essere radicato sistematicamente nella nostra società” prosegue Alaows.

Il governo: “Misura dolorosa ma necessaria”

“Ci dispiace che questo abbia causato ulteriori difficoltà alle famiglie afgane [e che] le persone coinvolte si siano dovute spostare dal loro ambiente familiare e adesso possano avere difficoltà a mantenere le loro relazioni sociali”, ha detto Stefan Strauss, l’addetto stampa del dipartimento. Strauss riferisce che Berlino ha un totale di 83 diverse sistemazioni per i rifugiati, che ospitano già circa 22mila persone, ma che gli ucraini in arrivo hanno bisogno di essere raggruppati in pochi centri di arrivo definiti per semplificare la procedura. Inoltre il funzionario ha spiegato che alle persone afghane sfrattate è stata data un’altra sistemazione “permanente” di qualità equivalente, escludendo bagni e cucine in comune. Non sempre, però, la situazione è così rosea.

Container alloggi per rifugiati

Altre famiglie invece vengono sistemate in container adibiti ad alloggi o in ex strutture alberghiere

I rifugiati in Germania

Prima dell’invasione russa dell’Ucraina, la Germania era il più grande Paese europeo ad ospitare i rifugiati, aprendo le sue frontiere già nel 2015 alle persone in fuga dalla guerra in Siria. Si stima che nello Stato vivano oggi più di 1,24 milioni di profughi. Quando i talebani hanno invaso la capitale afgana lo scorso agosto, il governo tedesco ha fatto fuggire circa 5.000 persone, la maggior parte delle quali afgane. “Da allora ha evacuato ulteriormente circa 4.000 persone, e noi ne abbiamo gestite altre 3.000”, ha detto Theresa Breuer, co-fondatrice dell’associazione no-profit Kabul Luftbrücke. Questo porta il numero totale di afghani arrivati in Germania dopo la presa di potere dei talebani a circa 12.000.
Da quando è iniziata l’invasione russa in Ucraina, il confine con la Polonia è diventato un primo punto di ingresso per molti profughi fuggiti dalla guerra e finora sono stati registrati 60.000 nuovi arrivati. L’ex aeroporto Tegel di Berlino, già vuoto, è stato trasformato nel più grande centro di arrivo della città, con una capacità di ospitare fino a 2.600 persone a notte. Proprio come la maggior parte degli afghani, solo una manciata di ucraini però rimarrà stabilmente nella capitale tedesca; la maggior parte di loro è invece diretta in uno dei 16 Länder del Paese.

Immigrati e richiedenti asilo: problemi burocratici

Amiri, che è arrivata in Germania alla fine di gennaio, è stata registrata a Berlino, dove ora ha un permesso di residenza di tre anni. “Il mio ex capo è stato ucciso a Kabul, e dopo aver ricevuto anche io una serie di minacce ho temuto per la mia vita. Mia figlia continua a chiedere se i talebani verranno qui, e finalmente posso dirle ‘no’. Questa è la prima volta che mi sento al sicuro, e sono grata perché la Germania sta costruendo un futuro per le mie figlie“, ha detto l’attivista. Lei la sua famiglia sono già stati trasferiti due volte dallo sfratto avvenuto marzo e ora vivono in un ex hotel nella periferia nord di Berlino, a Reinickendorf, reclamizzato come un rifugio temporaneo per persone “senza dimora”. Il nuovo alloggio, inoltre, non è economico: 37 euro a notte a persona, circa 4.500 euro al mese. Una somma esorbitante anche per la lussuosa capitale. E non è nemmeno chiaro quanto tempo potranno rimanere: la prima residenza della famiglia, un piccolo ma ben fornito appartamento container, spettava loro fino a quando non fossero stati in grado di trovare un proprio appartamento. Il termine ultimo per restare nel nuovo rifugio scadrà alla fine di luglio. “Non sappiamo dove ci manderanno dopo” afferma la donna.

famiglie in fuga dall'Afghanistan

Famiglie in fuga dall’Afghanistan lo scorso agosto: la Germania ha accolto circa 12mila persone. Dall’Ucraina, invece, sono entrati finora 60mila profughi

Anche gli assistenti sociali tedeschi hanno espresso la loro frustrazione per il trattamento che il governo riserva agli afgani, così come ad altri rifugiati mediorientali e nordafricani. Uno dei maggiori problemi emersi, sostengono, è che la maggior parte delle persone che cercano sicurezza in Germania entrano nel sistema di asilo, che concede loro una residenza temporanea che viene rivalutata ogni sei mesi, ma la maggior parte degli afgani evacuati dallo scorso agosto ha saltato completamente questo processo, ricevendo immediatamente permessi di residenza di tre anni. “Questo significa che subito dopo il loro arrivo, gli afgani sono entrati nella stessa categoria – e sono trattati come – dei richiedenti asilo che hanno ottenuto il permesso e che hanno già vissuto in Germania per anni, che sono in grado di parlare la nostra lingua e di orientarsi nel nostro sistema”, ha spiegato un funzionario. “Ecco perché, anche se [Amiri] è appena arrivata qui, non le è stata offerta la stessa assistenza. Secondo il suo status di immigrata, dovrebbe vivere in Germania già da anni”.

Amiri però non perde la speranza e in lei spunta anche una solidarietà sincera per i nuovi profughi in arrivo dall’est Europa: “Quando per la prima volta abbiamo visto cosa stava accadendo in Ucraina, ho pianto per quella gente. Conosco la guerra e i suoi orrori. Piango ancora per loro”,dichiara a Foreign Policy. Poi però conclude con un messaggio rivolto al Paese che la ospita: “Chiedo solo di essere trattati tutti allo stesso modo: un rifugiato è un rifugiato“.