Giacomini: “Cambio vita e torno alla natura. Il bosco casa di tutti ma siamo ospiti, rispettiamolo”

La storia di Giacomini: allo stress di un lavoro impiegatizio manageriale ha preferito lunghe camminate nei boschi a contatto con la natura. "Bisogna avere una certa predisposizione, non solo per l'ambiente ma anche per i rapporti personali"

Cambiare vita oltre i cinquant’anni? Sì può! E la storia di Marco Giacomini lo dimostra. Dopo aver lavorato al Nuovo Pignone e in altre società di rilevanza internazionale, stanco di occuparsi di logistica e acquisti, ma soprattutto di passare le sue giornate al chiuso di una stanza, ha deciso di diventare una guida ambientale. Dalla passione innata per la scoperta della natura, dei sentieri, è nata poi l’idea di trasformarla in una vera e propria carriera. Certo, non da un giorno all’altro e nemmeno una scelta per tutti, tiene a precisare: “Io ho potuto farlo grazie all’appoggio della famiglia e alla solidità economica accumulata”. Insomma una scelta personale. Ma per chi vuole riscoprire il contatto con l’ambiente, autentico, incontaminato, basta anche una passeggiata tra i boschi… magari accompagnati da una guida esperta come lui.

Marco che formazione professionale ha?

“Dopo aver conseguito il diploma di perito elettrotecnico, a 19 anni, mentre facevo il militare, fui chiamato dal Nuovo Pignone. Mi sono occupato per anni di commesse per la realizzazione di centrali per la produzione dell’energia elettrica. Facevo di tutto: dagli acquisti, al rapporto con i fornitori, alle visite in cantieri sparsi per il mondo”.

E poi?

“Non ero soddisfatto, cercai quindi di ampliare la mia professionalità, le mie competenze, cambiando lavoro e frequentando l’università di Scienze Politiche. Fui assunto dalla Sun Chemical, dove mi sono confrontato con il ruolo di responsabile dell’ufficio acquisti”.

Marco Giacomini al Nuovo Pignone nel 1985

Conseguita la laurea e cambiato lavoro si sarà fermato…

“Macché, successivamente ho lavorato in un’azienda di stampaggio materie plastiche, poi in un’azienda per la produzione di macchine per lettura assegni, poi in un’azienda di meccanica di precisione, infine in una multinazionale inglese specializzata nel commercio del packaging per il settore moda. Ho sempre pensato che sia possibile, anzi necessario, adeguare il proprio percorso di vita alle proprie aspettative”.

Una carriera rilevante

“Posso dirti che da ogni lavoro ed esperienza ho imparato qualcosa. Ho dovuto gestire lavorativamente decine di persone, avere e coltivare i rapporti con clienti in tutto il mondo. Cercare soluzioni innovative per far funzionare meglio “la macchina”. Tutte queste esperienze, spero, mi abbiano aperto la mente”.

Sembra tutto molto bello

“Direi molto stressante. Infatti ho deciso di cambiare totalmente vita, o meglio di cambiare totalmente lavoro”.

Di punto in bianco?

“No, è stata una decisione ponderata. Ho sempre amato la natura. Ho iniziato facendo il ciclista agonistico fino a 19 anni. Nel tempo ho scoperto il piacere di andare in bicicletta o camminare nei boschi. Il gusto di scoprire nuovi sentieri, nuovi panorami, l’avventura”.

Marco ha frequentato il corso indetto dalla Regione Toscana per Guide Ambientali, facendo della sua passione una professione

L’avventura?

“A volte anche disavventure: molti anni fa, con l’incoscienza dei vent’anni, insieme ad altri tre amici ci siamo persi in inverno, con la neve fino alla vita, nel Pratomagno. Credevamo di trovare un rifugio, ma sbagliammo strada e ci sorprese la notte”.

Una brutta esperienza…

“Non so come riuscimmo a passare la notte. Con le prime luci dell’alba scendemmo dal versante sbagliato (ride) e finalmente trovammo una strada… Sono stato in ospedale una settimana, per un principio di assideramento ai piedi. Gli altri tre non ne ebbero bisogno; tutto è bene quello che finisce bene. Considera che uno dei tre amici, Alessandro Vergari, dopo quell’esperienza decise di diventare guida ambientale e oggi è presidente della Walden Viaggi”.

Giacomini, ha una famiglia?

“Sì, mia moglie, incontrata al Pignone, psicoterapeuta libera professionista. E ho tre figli: Anna, 19 anni che studia biotecnologie all’università, Pietro, 18 anni che fa la quinta geometra e la piccolina, Diana che fa la seconda media. Abbiamo la macchina, ma per scelta ci spostiamo prevalentemente in bici”.

I familiari l’hanno appoggiata nella scelta di cambiare vita?

“Soprattutto mi ha aiutato mia moglie, ma la scelta è stata condivisa anche con i ragazzi. All’inizio è stato necessario trovare un equilibrio, perché questo lavoro mi porta spesso lontano da casa anche per lunghi periodi, ma essendo libera professione ho la possibilità di gestire il mio tempo, di scegliere quando lavorare”.

Ma in cosa consiste il lavoro di guida ambientale?

“Consiste nel portare, accompagnare le persone nell’ambiente esterno, nei boschi, in natura. È un lavoro che deve piacere tantissimo, altrimenti non si riesce a farlo. Bisogna avere una certa predisposizione, non solo per l’ambiente ma anche per i rapporti personali: non sai mai la tipologia di persone che troverai. Lavoro prevalentemente per tour operator, italiani e internazionali. Lavoro anche in proprio, principalmente per escursioni giornaliere, qualche volta per escursioni di più giorni come i Cammini“.

“I boschi – dice Giacomini – sono la casa di tutti, ma vanno rispettati, noi siamo solo ospiti”

Nei suoi cammini incontra anche persone che vivono isolate?

“Può capitare e questo è molto affascinante, a cominciare ad esempio dagli ‘Elfi’ che vivono tra Pistoia e Porretta. Vivono in modo anacronistico ma sono persone normali come noi e non esemplari da circo. Bisogna quindi avvicinarli con rispetto”.

E la sua salute è migliorata?

“Da quando sono guida ambientale non mi sono più ammalato, sono quattro anni che non ho più avuto febbre. Non so più cosa sia il mal di testa”.

Se qualcuno volesse venire a camminare con lei, come dovrebbe fare?

“L’unico modo è cercarmi su Facebook, Marco Giacomini, e magari mandarmi un messaggio”.

Quindi, a posteriori, è soddisfatto di questo cambio di vita?

“Si, lo rifarei. Non saprei se consigliarlo. Io ho potuto seguire la mia passione grazie all’appoggio della famiglia e alla solidità economica derivata dai tanti anni di lavoro impiegatizio. È una questione molto personale…”

Martin Luther King diceva: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”. Cosa ne pensa?

“Sottoscrivo, la vita è una continua ricerca di equilibrio”.