Greta Thunberg a Youth4Climate: “Dai leader mondiali sentiamo solo parole, bla bla bla”

Da Milano l'attivista svedese ha rivolto un duro attacco contro l'immobilità dei potenti in merito alla crisi climatica: "Non possiamo più permettere al potere di decidere cosa sia la speranza. La speranza non è un qualcosa di passivo, non è un bla bla bla. La speranza vuol dire la verità, vuol dire agire"

Passa come un uragano e, come ormai da qualche anno ci ha abituati, non usa mezzi termini e travolge chiunque con le sue parole. La giovane attivista ambientalista svedese Greta Thunberg è arrivata questa mattina al Mico di Milano, per partecipare a Youth4Climate, la conferenza dei giovani sul clima organizzata dal governo italiano, alla presenza del ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani. Un evento introduttivo alla PreCop26, la riunione dei ministri dell’Ambiente in vista della Cop26, conferenza annuale dell’Onu in programma a Glasgow (Scozia) dal 31 ottobre al 12 novembre.

L’attivista svedese Greta Thumberg arriva alla conferenza Youth4climate
ANSA / MATTEO BAZZI

Ad attenderla 400 ragazzi e ragazze, due per ciascuno dei Paesi dell’Onu, che discuteranno con gli esperti su tutti gli aspetti della crisi climatica. “Sto bene – ha detto Greta ai giornalisti mentre era in fila per sottoporsi al tampone per il Covid – e ho le stesse aspettative di molti altri incontri, molte parole“. L’attacco della coordinatrice dei Fridays for Future è chiaro: serve agire, invece anche in questo caso si continua solo a parlare. E lo ribadisce con forza in apertura della conferenza:

Dai leader mondiali sentiamo solo parole, bla bla bla. Le emissioni continuano ad aumentare. Possiamo invertire questa tendenza, ma serviranno soluzioni drastiche. E dato che non abbiamo soluzioni tecnologiche, vuol dire che dovremo cambiare noi. Non possiamo più permettere al potere di decidere cosa sia la speranza. La speranza non è un qualcosa di passivo, non è un bla bla bla. La speranza vuol dire la verità, vuol dire agire. E la speranza viene sempre dalla gente. Noi vogliamo giustizia climatica, e la vogliamo ora”.

Poi, allargando il discorso, ha aggiunto: “La crisi climatica è sintomo di una crisi di più ampio respiro, la crisi sociale della ineguaglianza, che viene dal colonialismo. Una crisi che nasce dall’idea che alcune persone valgono più di altre”. Secondo l’attivista, “stiamo andando velocemente nella direzione sbagliata. I nostri leader non agiscono volutamente, e questo è un tradimento. Non possono dire che non lo fanno, perché continuano ad aprire miniere di carbone e a sfruttare giacimenti, senza aumentare i fondi ai paesi vulnerabili. Selezionano giovani come noi facendo finta di ascoltarci, ma non è vero. Non ci hanno mai ascoltati”.

Quello di Greta è un grido di accusa, senza timore, di fronte a chi continua a parlare senza agire.

Un appello di cui si fa portavoce anche l’attivista ugandese per il clima, Vanessa Nakate, sul palco milanese per l’apertura di Youth4Climate. I leader mondiali “devono tirare fuori più fondi per aiutare le popolazioni dell’Africa che già oggi soffrono i danni maggiori della crisi climatica, nonostante questo continente emetta solo il 3% dei gas serra. Occorre dare più finanziamenti, oltre a quelli già promessi al 2020 e mai dati. È il momento che smettano di parlare e comincino ad agire. Devono mostrare il denaro ed ascoltare i paesi più colpiti“.

Un appello a trovare insieme, giovani e istituzioni, una soluzione concreta, al di là delle proteste, alla crisi ambientale arriva poi dal ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, che ha aperto i lavori del PreCop 26 di Milano: “Il cambiamento climatico e le disuguaglianze sociali globali devono essere trattati insieme non esiste un’unica soluzione”. “Spero che oltre a protestare, cosa che è estremamente utile – ha aggiunto Cingolani – ci aiuterete a identificare nuove soluzioni visionali, è questo quello che ci aspettiamo da voi”. Il ministro ha poi richiamato all’appello tutti i partecipanti, spiegando che l’intento della giornata è appunto quello di ascoltare le priorità di tutti i centinaia di giovani giunti da tutto il mondo. “Vogliamo ascoltare le vostre idee, proposte e raccomandazioni, abbiamo bisogno della vostra visione e motivazione e del vostro coinvolgimento”. “Uniamo le forze – ha concluso – non dobbiamo rinunciare al nostro futuro e al futuro del nostro Pianeta, siete intervenuti per questo, lo dico come scienziato, l’ho fatto per 35 anni, come ministro temporaneo e come padre di tre bambini”.