Guerra in Ucraina, la comunità Lgbtqi+ contro la Russia: “Non ci arrenderemo mai, la vittoria sarà nostra”

Dopo l'invasione russa, l'organizzazione Kyiv Pride si mobilita: "Restiamo forti, non facciamoci intimidire". Quali sono i diritti Lgbt in Ucraina e come cambieranno ora

Dopo l’invasione della Russia, la comunità Lgbtqi+ dell’Ucraina si mobilita: “Restiamo forti, non facciamoci intimidire. Putin si romperà tutti i denti cercando di morderci. Non ci arrenderemo mai, la vittoria sarà nostra“. Così su Twitter scrive Kyiv Pride, l’organizzazione non governativa ucraina che riunisce la comunità Lgbtqi+.

La guerra in Ucraina è iniziata.  il timore è tutto per la popolazione civile ucraina. L’esodo è cominiciato. Tantissimi i civili che stanno provando a mettersi in fuga dal Paese. Lunghissime file di auto stanno bloccando le strade che portano in Europa, verso l’Occidente. Migliaia le persone che provano a fare rifornimento ai distributori di benzina, a prelevare quanti più soldi possibili e a mettersi in viaggio per fuggire dalla guerra. Le madri ucraine stanno mettendo adesivi col gruppo sanguigno sui vestiti dei figli. Le organizzazioni umanitarie temono il peggio per i civili e per quei “7,5 milioni di bambini che rischiano di pagare le conseguenze di questa escalation”, denuncia Save The Children. Secondo il magazine americano Foreign Policy, la Russia ha anche preparato “programmi di intimidazione e repressione” di dissidenti e minoranze, “tra le quali la comunità LGBTQI+“, fa sapere Foreign Policy citando un funzionario degli Stati Uniti.

“La Russia ha preparato una lista di persone da arrestare o uccidere”

In base all’articolo dell’autorevole magazine americano, gli Stati Uniti hanno ottenuto informazioni secondo cui la Russia, in seguito all’invasione, potrebbe prendere di mira importanti oppositori politici, dissidenti russi e bielorussi in esilio in Ucraina, giornalisti che si battono contro la corruzione, minoranze etniche e religiose e attivisti per i diritti LGBTQI+. Alcune fonti citate da Foreign Policy come “persone che hanno familiarità con l’intelligence statunitense”, sostengono che la Russia avrebbe redatto “alcune liste di personaggi politici ucraini e altre figure di spicco” da arrestare “o uccidere” in seguito all’invasione. Un funzionario degli Stati Uniti fa sapere che grazie a questi elenchi “che nelle passate operazioni russe hanno comportato uccisioni mirate, rapimenti, sparizioni forzate, detenzioni e uso della portura”, la Russia potrebbe probabilmente prendere di mira in Ucraina “tutti coloro che si oppongono alle azioni russe”. E tra questi anche la comunità LGBTQI+.

“La Russia vuole reprimere la popolazione ucraina”

Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca ha dichiarato alla NBC che gli Stati Uniti hanno informazioni che suggeriscono che in questa guerra “ci sarà ancora maggiore brutalità perché questa non sarà semplicemente una guerra convenzionale tra due eserciti. Sarà una guerra condotta dalla Russia contro il popolo ucraino per reprimerlo, schiacciarlo, danneggiarlo“.

Ucraina, quali sono i diritti della comunità LGBT+ e come cambieranno ora

Dopo l’invasione russa, dunque, la vita in Ucraina per la comunità Lgbt+ potrebbe subire pesanti ripercussioni. Nel Paese gli atteggiamenti sociali prevalenti sono descritti di solito come intolleranti verso le persone Lgbt, ma negli ultimi anni erano stati fatti passi in avanti sul fronte dei diritti. Nel 1991 l’omosessualità venne legalizzata e l’anno successivo il governo ucraino consentì la chirurgia per la riassegnazione di genere e del sesso. Nel 2015 poi il Parlamento approvò una legge per vietare la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere nei luoghi di lavoro. “In questo momento – ha detto a Gaynations Oksana Solonska, un’organizzatrice del Kiev Pride – a livello statale stavamo discutendo di progetti di legge relativi alla protezione dei diritti LGBTQ+. La Russia, invece, ha paura di dire la parola ‘gay’ in televisione e approva leggi che vietano quella che chiamano ‘propaganda dell’omosessualità'”. La comunità Lgbtqi+ non si fa comunque intimorire perché spiega ancora Solonska “è parte integrante della società ucraina ed è pronta a difendere l’integrità dei suoi confini statali”.

La comunità Lgbtqi+ ucraina: “Restiamo forti, non facciamoci intimidire”

Su Twitter Kyiv Pride, l’organizzazione non governativa ucraina che riunisce la comunità Lgbtqi+, invita tutti a “stare a casa e di non andare fuori città. Né in macchina, né con i mezzi pubblici. Sarà più sicuro” e invita la popolazione a uscire “di casa solo quando è assolutamente necessario: cibo o medicine”. In un altro tweet la comunità incoraggia a rimanere forti: “Non ci facciamo intimidire. Putin si romperà tutti i denti cercando di morderci. Abbiamo lasciato molto indietro il passato a cui cerca di farci tornare. Siamo un Paese che ha scelto i valori dei diritti umani, dell’umanità, della vita. Putin vive nel passato, ha un posto lì”. Infine, la comunità sottolinea che “non ci arrenderemo mai, comunque la vittoria sarà nostra”.