Guide islamiche a scuola di cittadinanza democratica e cultura italiana, nel segno dell’integrazione

Dal 28 maggio prenderà il via la seconda edizione del progetto formativo "Formare per conoscere, conoscere per convivere" promosso dall'Istituto Sangalli

Un corso di formazione per le guide religiose delle comunità islamiche, ovvero gli imam, e per le murshidat, cioè le donne chiamate a insegnare e predicare. Obiettivo: “Rafforzare valori, conoscenze e consapevolezze essenziali e indispensabili all’esercizio di una cittadinanza democratica nel nostro Paese”, si legge nella nota dell’ente promotore.

Si intitola “Formare per conoscere, conoscere per convivere. Religioni e cittadinanza” e prenderà il via venerdì 28 maggio nella suggestiva Sala del Gonfalone, a Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio regionale della Toscana. Il progetto formativo è stato promosso per il secondo anno consecutivo dall’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose. Il corso coinvolgerà dieci ‘alunni’ d’eccezione, donne e uomini selezionati grazie all’Unione delle Comunità islamiche d’Italia (Ucoii) provenienti dalla Toscana e da altre regioni del Centro-Nord. I corsisti selezionati potranno usufruire a borse di studio finanziate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Sei venerdì e sabato consecutivi (dal 28 maggio al 3 luglio) a lezione su temi giuridici, sociali, storici, culturali, religiosi, artistici e di comunicazione pubblica. Non mancherà l’analisi dell’attualità, con dibattiti sui diritti delle donne musulmane tra pregiudizi, discriminazioni e stereotipi, le difficoltà delle sepolture dei musulmani durante il Covid e poi la recente firma del protocollo di intesa per l’accesso delle guide spirituali, sia uomini che donne, nelle carceri italiane. All’avvio ufficiale del corso prenderanno la parola le autorità politiche della Regione e Yassine Lafram, presidente dell’Ucoii. Protagonista della prima giornata la fumettista Takoua Ben Mohamed, testimonial del progetto europeo contro l’islamofobia.

Oltre alle guide spirituali anche dieci insegnanti delle scuole toscane parteciperanno alle lezioni, valide per l’aggiornamento continuo professionale su temi come religione, cittadinanza, sociologia e arte italiana. “Solo conoscenza e formazione possono contribuire al miglioramento della realtà sociale e della convivenza civile, specialmente nella fase di emergenza sanitaria che stiamo faticosamente superando e riguardo alla quale occorre fare molta attenzione – spiega Massimo Giannini, direttore scientifico dell’Istituto Sangalli di Firenze e responsabile del progetto formativo –. L’integrazione delle comunità religiose è oggi una priorità soprattutto quando la convivenza deve fare i conti con problematiche delicate e dirette espressioni della vita reale. In questo senso il nostro corso rappresenta un’esperienza straordinariamente innovativa sulla scena italiana e internazionale, che speriamo faccia da pilota per ulteriori iniziative in sinergia fra soggetti ed enti privati e pubblici nel segno dell’allargamento dei diritti e delle libertà, nonché del rispetto delle diversità culturali e religiose“.