Helen Mirren vittima del politiclly correct: “Non può interpretare Golda Meir, lei non è ebrea”

Maureen Lipman ha messo in discussione la scelta della celebre attrice 76enne come ex primo ministro israeliano Golda Meir perché non ebrea

L’attrice premio Oscar Helen Mirren

Di ruoli nella sua lunga e straordinaria carriera ne ha interpretati tantissimi. Premio Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione di Elisabetta II in The Queen – La regina (2006), Orso d’oro alla carriera durante la 70ª edizione del Festival di Berlino nel 2020 e ancora, attiva da quattro decenni in teatro (in particolare shakespeariano), in televisione e nel cinema, Helen Mirren continua ad appassionare il suo pubblico. Ma questa volta non è per la sua bravura di attrice che si parla di lei: la 76enne infatti è l’ultima di una lunga serie di vittime del politicamente corretto.

A scagliare l’accusa è la collega attrice (ebrea) Maureen Lipman, la quale ha criticato la scelta della Mirren come interprete dell’ex primo ministro israeliano Golda Meir, nel film che ne ripercorre la vita in questi giorni in uscita nelle sale, perché non ebrea. “L’ebraicità del personaggio è così importante“, ha detto Lipman in un’intervista al The Jewish Chronicle. “Sono sicura – ha aggiunto – che sarà meravigliosa, ma non sarebbe mai stato permesso a Ben Kingsley di interpretare Nelson Mandela. Non poteva nemmeno provarci”.

Maureen Lipman

Nel 1969 Golda Meir, conosciuta come “la grande vecchia della politica israeliana”, divenne la prima donna premier del Paese. La sua storia è stata oggetto di molte rappresentazioni romanzate, sia in teatro, sia sul grande che sul piccolo schermo. Helen Mirren, comunque, in passato ha già interpretato personaggi ebrei, apparendo ad esempio come agente del Mossad nel film del 2010 Il debito – The Debt e nei panni della rifugiata ebrea Maria Altmann nella pellicola del 2015 Woman in Gold.

L’editore del The Jewish Chronicle, Stephen Pollard, ha però twittato in sua difesa: “Adoro Maureen Lipman, ma non potrebbe sbagliarsi di più su questo”, ha scritto, aggiungendo che “la logica della sua posizione è che l’unico personaggio che ogni attore può interpretare è se stesso“, rievocando un vivace dibattito sui casting che ha animato Hollywood per diversi anni. Per molti, ad esempio, i personaggi gay, trans o disabili dovrebbero essere interpretati rispettivamente solo da attori gay, trans o disabili. Altri invece sostengono che lo scopo della recitazione sia interpretare proprio qualcuno diverso da sé.

Nella pellicola Mirren interpreta la prima donna ad essere diventata Primo ministro israeliano Golda Meir

Quella del politically correct, in effetti, è una tendenza che sta prendendo sempre più piede anche nel mondo dello spettacolo, dalle critiche per la blackface (ovvero l’usanza di far interpretare artisti neri a persone bianche) che hanno riguardato anche la Rai, dove a farne le spese è stato il programma Tale quale show, al rispetto per la religione appunto, con il caso di Tamsin Greig che il mese scorso, in un’intervista al Daily Telegraph, ha detto che “probabilmente non avrebbe dovuto” interpretare una madre ebrea nella Friday Night Dinner di Channel 4, perché nonostante le sue origini ebraiche lei è una cristiana praticante.