“Ho sempre pensato che a me non sarebbe accaduto. Mi sbagliavo. Ho subito per anni violenza psicologica, poi ho detto basta”

Una lettrice di Luce! ha voluto raccontare la sua esperienza di vittima di violenza psicologica. Anni di umiliazioni, offese, gelosia e sbalzi d'umore del suo compagno l'hanno portata a rinunciare a se stessa, ad annullarsi. #ilgiornodopo ha detto basta e ha capito qual è il vero senso della sua vita: "Mi devo volere bene"

“La mia storia non è di violenza fisica ma psicologica. Cara Letizia (Cini, ndr) di persona non ci siamo mai incontrate ma mi ispiri fiducia. Ho letto la tua storia su Facebook perciò ho deciso di confessare anch’io una situazione abusante sulla mia persona”.

La testimonianza di una lettrice di Luce!, Claudia Antonini, per la campagna social di sensibilizzazione sulla violenza sulle donne #ilgiornodopo.

“Pensavo che a me non sarebbe accaduto. Mi sbagliavo”

L’uomo in questione è colui col quale ho avuto una lunga relazione (più di sei anni). Ho sempre pensato che certi rapporti devastanti non mi sarebbero accaduti… Mi sbagliavo.
Sono incappata in un uomo narciso, un perfetto carnefice, un manipolatore. È stato molto difficile resistere al suo fascino e corteggiamento, perché è lì che risiede il suo gran talento. Mi sembrava che tutti i miei sogni sentimentali, all’improvviso, con lui potessero realizzarsi. C’era una intensa passionalità e un’intesa magica. Si mostrava dolce, tenero, attento, premuroso ed innamoratissimo. Mi faceva sentire speciale. Col tempo tutto questo si è trasformato in una trappola, a piccole dosi mi ha istillato il veleno. Lunatico, con sbalzi di umore esagerati. Gelosia ingiustificata, scenate con urla, critiche sul mio modo di vestire, sul mio peso, sui miei figli, la mia famiglia, le mie abitudini. E poi offese alla mia persona, al mio carattere. Prima sottilmente poi sempre più spavaldamente fino a farmi sentire inadeguata, instabile, umiliata.

“Ho fatto di tutto per lui, l’ho amato fino ad annullarmi”

Ho fatto di tutto per assecondare i suoi bisogni di ammirazione, ho evitato di contraddirlo, di contrastarlo. A volte avevo paura anche di esprimere un’opinione per non causare le sue scenate da “diva cinematografica”. Gli piaceva farsi ammirare dalle donne e dalle persone in generale, vanitoso, pavone. Ma guai se qualcuno rivolgeva a me anche un semplice saluto! Negli gli anni mi ha inflitto distacchi e silenzi punitivi, per poi tornare in lacrime a farsi perdonare. Questo mi ha fatto provare rabbia, gelosia, dipendenza, ansia. L’ho amato troppo, fino ad annullarmi, fino a farmi manipolare nel più intimo dei pensieri.

“Avevo capito che aveva dei mostri dentro. Lui mi derise”

Le umiliazioni morali erano diventate intollerabili e sempre più frequenti. Le sue crisi di insicurezza laceranti. Anni fa gli posi la “conditio sine qua non” di affidarsi ad uno psicoterapeuta, perché avevo capito che aveva dei mostri dentro. Lui mi prese in giro: per tornare insieme andò a due sedute, poi mollò. L’uomo delle mille promesse mai mantenute, che però millantava in giro per farsi ammirare. Non ha mai ammesso, né ammetterà mai, di avere un disturbo della personalità. Così ho cominciato io a chiedere aiuto a specialisti della materia, a leggere saggi in merito, a partecipare a conferenze, a cercare di essere il più lucida e neutra possibile per capire.

“Una prostrazione psicologica, emotiva e sentimentale”

È un “narcisista patologico overt”. Questa patologia non lo rende in grado di amare il prossimo ma solo se stesso. Il disturbo nasce nell’infanzia-adolescenza, causato da ben precise situazioni (purtroppo verificatesi tutte nel suo caso). Le caratteristiche sono, oltre a tutte quelle già dette, l’incontrollabile gelosia, l’essere dispettoso, machiavellico e vendicativo in primis sul partner. È un manipolatore perverso così sopraffino da avermi messo in una situazione di prostrazione psicologica, emotiva e sentimentale. Se non è violenza questa. Non ammette l’evidenza, trasforma la realtà, la falsifica pur di aver ragione. Lui non si mette in discussione, non sbaglia mai, non chiede scusa, non si assume responsabilità di sorta. Accusava me delle cose che faceva lui. Una violenza sottile che mi ha destabilizzata. Il tratto di misoginia molto spiccato mi aveva messo all’angolo. Si è nutrito della mia positività e del mio essere molto accuditiva. Praticamente il pane quotidiano con cui sfamare un narcisista overt. La tristezza infinita è stata sapere che questo tipo di personalità malata mette in atto certi meccanismi con coscienza e volontà, per innalzarsi denigra il partner, per uscire vincitore la svilisce.

“Avevo rinunciato a me stessa. Poi ho detto basta”

Mi son resa conto che, negli anni, ho rinunciato a me stessa in sua funzione, ho tralasciato le mie amicizie, i miei interessi. Mi ha messo in una gabbia di emozioni contrastanti, portandomi a volte alle stelle e sempre più di frequente agli inferi. Poi un giorno (neanche tre mesi fa), all’ennesima umiliazione, ho detto basta. Basta abuso emotivo, basta sottomissione sentimentale. Anche queste sono forme di violenza in piena regola. Per me lui è morto. Mi devo voler bene.

Care lettrici, cari lettori, uscite dal silenzio

La campagna social #ilgiornodopo lanciata da Eva Dal Canto in risposta al video di Beppe Grillo (in cui difendeva il figlio indagato per violenza sessuale), sta stimolando molte persone a raccontare sui social esperienze e ricordi legati a episodi di stupri, molestie, violenze.  Claudia Antonini ha voluto raccontare la sua esperienza delle violenze subite, come hanno fatto prima di lei anche le giornaliste Letizia MagnaniValentina Bertuccio D’Angelo  e  Letizia Cini (Qui il video dell’intervista di Letizia Cini su Lady Radio). Se volete condividere la vostra testimonianza, e partecipare alla campagna  #ilgiornodopo, scriveteci a  redazione@luce.news