I cyber attacks triplicati con la pandemia: da 100 miliardi a 6 trilioni il costo della cyber security nel mondo

Nella tavola rotonda di Parigi Global Thinking foundation mette in dialogo politica, aziende e cittadinanza sul tema (nuovo) della sicurezza digitale

Nell’ultimo anno nel mondo i cyber attacks sono costati dai 100 miliardi ai 6 trilioni di dollari. Una cifra oscillante che, secondo la consulente per le questioni di genere dell’Ocse Mariachiara Cavalleririvela “quanto poco sappiamo di questo mondo e quanto sia difficile in termini di sicurezza digitale riuscire a definire i rischi”. Dal palco parigino dell’esposizione itinerante di Glt foundation si fa luce su cyber security e sicurezza digitale mettendo in dialogo politica, aziende e cittadinanza. “Con la pandemia i cyber attacks sono aumentati esponenzialmente: nel clou del marzo 2020 la media mensile degli attacchi contro le persone (fishing ndrè triplicata. Anche le istituzioni più visibili sono finite nel loro mirino: gli ospedali sono stati attaccati nel Lazio come in tante altre città europee. Nei luoghi più sensibili, la crisi ha svelato le nostre vulnerabilità”. L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo internazionale (Ocse) vede infatti la sfida del digitale non tanto in termini di cyber security, piuttosto di sicurezza digitale. “Non vogliamo garantire solo una sicurezza a livello tecnico, pensando alla cyber security o alla sicurezza informatica”, spiega Cavalleri, “preferiamo guardare agli effetti economici e sociali di propagazione. La meta dev’essere un ecosistema digitale sicuro per dare ad aziende, istituzioni e persone la possibilità di avere fiducia nel digitale e nella sua era“.

Da destra gli speaker della tavola rotonda: Mariachiara Cavalleri advisor sulle questioni di genere Ocse, Janina Landau giornalista Class Cnbc, Claudia Segre presidente di Glt foundation, Alessia Mosca membro cda di Crédit Agricole, Stefania Giannini vicedirettrice Unesco, Erwan Balanant deputato dell’Assemblea nazionale della Francia, Sophie Sidos Vicat la presidente della Fondation Louis Vicat e la rappresentante per l’ambasciatrice d’Italia in Francia

L’era digitale e della rivoluzione agile è in atto. La pandemia è stato solo il trampolino finale o forse l’ennesimo slancio del suo sviluppo. Ma quest’ondata, quest’evoluzione ha bisogno di argini. “Le normative servono ma non sono sufficienti”, dichiara dal palco Alessia Mosca, oggi consigliera d’amministrazione di Crédit Agricole, nota per essere stata la madrina italiana delle quote rosa. A lei infatti si deve la legge Golfo-Mosca del 2011, caso di studi mondiale per aver quintuplicato in 10 anni la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società quotate e pubbliche. Una presenza che dal 2010 al 2020 in Italia è passata dal 7% nel 2010 al 36% nel 2020. Un salto quantico reso possibile solo dall’introduzione obbligatoria delle quote rosa “che sono sempre un mezzo e mai un fine”. Oltre a leggi chiare, Mosca auspica per la cyber security “un cambiamento culturale nella società: dalle scuole, le istituzioni, ai luoghi della cultura. Per questo l’esposizione itinerante di Libere di…vivere è così importante”.

La mostra sulla violenza economica contro le donne di Global thinking foundation

Tema nuovo, la sicurezza digitale richiede una trasformazione sociale urgente e proprio per questo non può permettersi di non essere inclusivo. “Come per ogni transizione, siamo chiamati ad avere una certa creatività. Il digitale è una chiamata alle armi dell’intelligenza collettiva, che non può far a meno della parte femminile della popolazione”, dichiara Mosca. “Sappiamo infatti bene che affrontare le questioni solo dal punto di vista maschile crea, anzi amplifica, i divari nella società“. Per una sicurezza digitale costruita nell’inclusione, la formazione di base sulle competenze scientifico-matematiche delle donne, ma prima di tutto delle bambine, diventa cruciale. “Avvicinare allo studio delle materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) dev’essere una priorità nazionale. Non conoscere questo linguaggio oggi equivale al non saper leggere e scrivere di un secolo fa. In Italia scontiamo un divario di genere sulle competenze scientifico-matematiche enorme, che va risolto. Dobbiamo far vedere alle bambine le stelle per ostacolare questo determinismo”.

L’artista Eleonora Caliri che ha esposto nella Galleria delle libere guerriere

La tre giorni di alfabetizzazione finanziaria, inclusione ed esposizione del femminile di Libere di…vivereper la tappa di Parigi, volge al termine. Dalle Donne da infiniti universi alle nuove eroine del fumetto, a essere protagonista dell’esposizione francese è stata anche l’arte astratta di Eleonora Caliri, classe 1989, che con la sua personale ha inaugurato la Galleria delle Libere Guerriere. Uno spazio che lungo tutto il tour esporrà sia digitalmente che fisicamente il lavoro di artiste donne sotto i 35 anni vicine ai temi dell’inclusione, della parità di genere e del women empowerment.