I Manitoba, da X Factor al secondo disco: “Nella musica ci guida l’istinto. E noi siamo pieni di speranza e pazienza”

Filippo Santini e Giorgia Rossi Monti sono legati nella vita e nell'arte. Di nuovo a Firenze dopo X Factor, lavorano al secondo disco. "Componiamo d'istinto, poi il nostro 'artigiano interiore' leviga l'opera. In questo periodo c'è anche Dante fra le nostre fonti d'ispirazione. Ciò che pensiamo è nascosto nei brani"

Parafrasando un noto film di qualche anno fa, potremmo titolare il pezzo ‘Giovani, carini e pienamente occupati’. Perché i Manitoba, pur essendo sulla breccia oramai da qualche anno, sono ancora giovani, di bell’aspetto e, soprattutto, molto impegnati a costruire la loro storia personale e professionale. Nel segno dell’amore. Quello con la A maiuscola, universale, rivolto al mondo come a se stessi ed alle proprie passioni. Al punto che, sei chiedi loro su cosa debbano puntare i giovani musicisti per tentare il ‘grande salto’, ti rispondono senza pensarci su, parafrasando Sant’Agostino: “Sull’amore, lui che tutto muove: amate (voi stessi, gli altri, il vostro lavoro) e poi fate come e cosa volete”.

Filippo Santini e Giorgia Rossi Monti sono i Manitoba. I due sono una coppia sia nella vita che nel percorso artistico

Il secondo consiglio dei Manitoba  è “tenete duro. Anzi, teniamo duro. In fondo anche noi siamo solo all’inizio”. Filippo Santini e Giorgia Rossi Monti, 29 anni lui e 26 lei,  entrambi fiorentini, sono reduci dall’avventura milanese di X Factor. Stanno lavorando al loro secondo disco, dopo Divorami (2018), prodotto dalla mitica Sugar di Caterina Caselli, vera e propria fucina degli ultimi talenti musicali italiani provenienti dal cosiddetto underground, in grado però di scalare immediatamente  le vette del mainstream.
“Per noi X Factor è stato un passaggio – precisano Filippo e Giorgia – Avevamo bisogno di farci sentire e loro davano l’opportunità di fare un proprio pezzo. Non ragioniamo in termini di mainstream o underground. Ma in termini di possibilità: vogliamo avere la possibilità di farci sentire, e lotteremo sempre per farlo. Con il nostro stile e la nostra verità”.
Li abbiamo intervistati, a cavallo tra vita di coppia, pandemia e… Luce!

A proposito di verità, voi siete una coppia nella musica e nella vita, come incide questo sulla vostra creatività? 
“Abbiamo un equilibrio, dopo 8 anni insieme. Se così non fosse, non saremmo qui. È dura amarsi e creare, non lo nascondiamo, ma è anche bello cadere e rialzarsi insieme.”

Avete un metodo di lavoro o vi affidate all’istinto?
“Istinto, che poi viene lavorato. Ci lasciamo guidare dalle melodie e poi arriva il nostro artigiano interiore che leviga la pietra. ‘Divorami’, il nostro album, è proprio ‘istinto levigato’, diciamo così”.

La vostra generazione è naturalmente cosmopolita, voi invece avete un solido rapporto con le vostre radici fiorentine, perché?
“Ti diciamo la verità: siamo anche milanesi, dentro. Milano per noi è importante quanto Firenze. Diciamo però che sì… amiamo molto queste due città, e non ci piace lamentarci. Firenze ad esempio non è New York, lo sappiamo, ma ha la sua grande storia. E siamo sicuri che la storia di una città come Firenze non è solo passato, ma anche futuro. Basta avere speranza, e pazienza. E noi siamo pieni di speranza, e ancora di più di pazienza”.

Che riflessioni vi ha portato a fare questa pandemia dal punto di vista personale?
“Che c’è bisogno di fare quando c’è l’opportunità di fare. O meglio: ci mancano le persone e la possibilità di parlarci da vicino. Niente è scontato”.

E da quello artistico?
“Ogni frase e ogni nota hanno un bellissimo senso profondo e misterioso, e questa pandemia effettivamente ce lo ha ricordato”.

C’è un dibattito sull’opportunità o meno che personaggi del mondo dello spettacolo o dello sport  intervengano in questioni che hanno a che fare con l’attualità politica. Qual è il vostro parere al riguardo?
“Entrambi abbiamo delle opinioni: politiche, religiose, e anche sociali. Preferiamo non dirle in modo diretto, ma piuttosto raccontarle in modo quasi ermetico nelle nostre canzoni. Anche nelle nostre dirette Instagram qualcosa di tutto questo dibattito politico e sociale viene fuori. Basta guardarle o ascoltarle (sul nostro canale o su Controardio) per capire cosa intendiamo. Gli ospiti che abbiamo avuto sono indicativi”.

A proposito, il vostro rapporto con i social, quanto sono importanti?
“Molto. Ma non perché ci piace farci le ‘fotuzze’, ma perché ci piace usare i social come parte della nostra creatività, del nostro messaggio”.

Quali sono i vostri ascolti al momento?
“Battiato, Bianconi, Gorillaz, Georgia, Dua Lipa, Dante Alighieri…”.

Per finire, la parola luce cosa vi ispira?
“Un bel finale. Luce per noi è sinonimo di un gran bel finale. Speriamo sia così per noi e per tutti. Un finale che sia anche un po’ un nuovo inizio…”.