Il Cio ha detto sì alla fascia arcobaleno durante a Tokyo 2020: saranno i Giochi Lgtb friendly

La capitana della nazionale tedesca di hockey su prato, Nike Lorenz, ha annunciato con un post sui social la possibilità che le è stata concessa di indossare la fascia arcobaleno simbolo del movimento LGBT

“L’amore vince sempre”. Una frase che ha attraversato i secoli, da quella locuzione latina “omnia vincit amor” di Virgilio al post su Instagram della capitana della nazionale tedesca di hockey su prato. Perché l’amore non conosce barriere, viaggia attraverso il tempo e lo spazio, non conosce genere né si limita ad un tipo soltanto di esternazione. E così basta guardare il sorriso smagliante di Nike Lorenz alla notizia che, durante le Olimpiadi di Tokyo, potrà indossare la fascia da capitana arcobaleno, per capire che, in effetti, l’amore anche questa volta ha vinto.

Nike aveva espresso infatti l’intenzione di vestire il simbolo del movimento LGBT alle Olimpiadi. La sua richiesta era stata avanzata ufficialmente tramite il comitato olimpico tedesco e il Cio ha accettato. Ricevuta la notizia, sulle pagine social della Germania è immediatamente apparsa la foto della 24enne Lorenz con la fascia rainbow, che indosserà sui calzini domenica, nella partita d’esordio contro la Gran Bretagna.

La stessa 24enne ha festeggiato con il post sui social, dove è apparsa felicissima, ricoperta di nastri arcobaleno e accompagnando la foto con il già citato motto: “L’amore vince sempre”. L’idea le era venuta guardando il connazionale omologo calcistico, il capitano-portiere della Germania Manuel Neuer, che a Euro 2020 aveva scelto di scendere in campo con la fascia arcobaleno al braccio, scatenando inizialmente l’ira dell’Uefa, che alla fine aveva deciso di non multarlo. La spiegazione? “È per una buona causa“. Prima di lui, ai Giochi olimpici invernali di Pyeongchang 2018, un gesto che conquistò il cuore di tutti fu quello tra Gus Kenworthy, sciatore freestyle americano, e il fidanzato Matthew Wilkas, baciato in diretta tv per dire no all’omofobia e invitare tutti ad avere il coraggio di essere se stessi.

Ma il contesto sportivo appare sempre più fluido, specchio fedele di un mondo in trasformazione, dove si moltiplicano i messaggi di amore incondizionato, senza etichette né limiti di genere. E nei Giochi pandemici di Tokyo 2020, quelli con la mascherina, con le mille restrizioni da rispettare, bollenti per l’umidità della capitale nipponica, a farsi largo è anche l’immagine delle Olimpiadi Lgtb friendly.