Il ddl Zan torna al Senato. Sarà la volta buona? Renzi invoca compromessi, la Lega: “Nodi giuridici”

Il testo sul reato di omotransfobia torna in discussione il 27 ottobre su decisione a maggioranza della conferenza dei capigruppo di palazzo Madama. Zan (Pd): “Ora andiamo fino in fondo, fino all’approvazione”. Ma c'è il rischio che "salti tutto"

Dopo mesi di stallo il Ddl Zan torna in discussione al Senato il 27 ottobre. A stabilirlo è stata a maggioranza la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama. “Ora andiamo fino in fondo, fino all’approvazione“, ha twittato il primo firmatario del disegno legge Alessandro Zan (Pd), che da settimane è impegnato nella presentazione del suo nuovo libro autobiografico “Senza Paura. La nostra battaglia contro l’odio lungo lo Stivale”.

Soddisfazione espressa anche dalle senatrici dem Simona Malpezzi, capogruppo del partito a Palazzo Madama e Monica Cirinnà. Mentre l’omologa pentastellata Alessandra Maiorino ha scritto su Facebook: “Il Movimento 5 Stelle è pronto a sostenere questa legge di civiltà che abbiamo contribuito a scrivere e implementare coi centri rifugio e sportelli di ascolto per persone Lgbtq+. Mi auguro che Italia Viva abbia frattanto deciso da che parte stare e che Forza Italia mediti sulle parole di Elio Vito rispetto ad una destra di livello europeo”.

Dal canto suo, il leader di Italia Viva Matteo Renzi spinge per il compromesso: “Ci sono punti del ddl Zan in cui non c’è consenso, non solo da parte dei cattolici, ma anche di parte della Cgil e delle femministe. Se si modifica il testo, in 15 minuti si porta a casa il risultato”. Per chiudere, ha detto ancora Renzi: “Senza un compromesso non si sarebbero fatte neppure le unioni civili”. Mentre il presidente leghista della Commissione Giustizia del Senato e relatore Andrea Ostellari ha precisato che i nodi della discussione saranno gli articoli 1, 4 e 7 del testo: “Bisogna metterci mano, sono nodi giuridici che erano stati segnalati anche dalle altre forze”, ribadendo che la rapida approvazione del testo dipende da quello che emergerà dal tavolo con la capigruppo. Altrimenti, come già aveva annunciato a luglio: “Salterà tutto“.