Quel filo invisibile fra regista e produttore: “Padri felici di due gemelli, raccontiamo la nostra famiglia normale in un film”

Terzo capitolo artistico per Marco Simon Puccioni e il compagno Giampietro Preziosa, genitori tramite maternità surrogata di Denis e David. Dopo due docufilm, il lungometraggio sulla loro storia è al secondo posto nella classifica dei film di Netflix più visti in Italia: "La società civile va più veloce della legge"
Parla di genitorialità “Il filo invisibile“, film diretto da Marco Simon Puccioni con Filippo Timi, Francesco Scianna credibili e intriganti nelle parti dei due papà e un disinvolto Francesco Gheghi in quella di loro figlio

Si parla spesso, qualche volta a proposito e molte a sproposito, di genitorialità all’interno di una famiglia che, per essere tale e quindi riconosciuta dalla legge, deve essere composta da un padre e da una madre, da un uomo e una donna. Non sono previste, o quasi, deroghe a questa regola, anche se le famiglie arcobaleno sono una realtà, anche se poi da tempo la società e gli individui che la compongono la pensano –e si comportano spesso– in maniera diversa. A stigmatizzare l’argomento è appena uscito un film che alimenta la discussione con il fluente e fruibile linguaggio della commedia. Si chiama Il filo invisibile, è stato proposto nelle sale cinematografiche il 21, 22 e 23 febbraio 2022 ed è sbarcato su Netflix dal 4 marzo 2022, con grande successo visto che il lavoro diretto dal regista Marco Simon Puccioni è attualmente secondo nella classifica dei film più visti in Italia e al quinto posto su tutta la produzione di Netflix Italia e quindi fra serie, film, documentari e quant’altro.

 Parla di genitorialità “Il filo invisibile“, film diretto da Marco Simon Puccioni con Filippo Timi, Francesco Scianna credibili e intriganti nelle parti dei due papà e un disinvolto Francesco Gheghi in quella di loro figlio

Parla di genitorialità Il filo invisibile, film diretto da Marco Simon Puccioni con Francesco Scianna (Simone), Filippo Timi (Paolo) e Francesco Gheghi (Leone)

Ottimi risultati raggiunti, quindi, già da subito. Merito del talento alla regia di Puccioni, che ha ben diretto un cast molto reattivo, con Filippo Timi, Francesco Scianna credibili e intriganti nelle parti dei due papà e un disinvolto Francesco Gheghi in quella del loro figlio. Ma soprattutto del tema, che nel film viene ben tratteggiato, reso vivo, perché è vissuto in prima persona con lucidità, impegno e quindi viene rivisitato intensamente, sottolineato dal regista che, insieme al suo compagno, il produttore Giampietro Preziosa, ha la soddisfazione e la gioia di avere –tramite maternità surrogata– due gemelli, Denis e David.

La nascita di Leone nel film Il filo invisibile

La nascita di Leone nel film Il filo invisibile

“Ho curato lo sviluppo del progetto del film con la Inthelfilm, fino a che Valeria Golino con la sua HT l’ha portato a Netflix che lo ha prodotto e lo distribuisce – spiega il regista Marco Simon Puccioni –. Ho scelto di fare una commedia su questi temi importanti per far godere di un linguaggio più fruibile il grande pubblico, più vicino a tutti, di più facile comprensione. Anche perché tratta un tema nuovo, delicato, ancora molto discusso della realtà. Un argomento importante per chi, come noi, lo vive in prima persona, ma anche per tanti altri che comunque sono sensibili ad argomenti di questo tipo. E la commedia mi sembrava il miglior modo per farlo vedere a tutti e allargare la discussione il più possibile”.

In realtà voi la discussione l’avete lanciata già prima, con due documentari?

“Sì, siamo partiti con Prima di tutto, il docufilm che è uscito 9 anni fa, prodotto con Rai Doc 3, che racconta la nostra storia, di come Giampietro ed io siamo diventati genitori. Parla del nostro viaggio per incontrare la nostra portatrice e la nostra donatrice, fino ai primi due anni. Tratteggiando come sono stati accolti nella società i nostri due gemelli. Quali sono le difficoltà e quali sono i diritti che vengono riconosciuti in Italia, piuttosto quelli che sono vigenti in America”.

Il secondo documentario invece?

Il regista Marco Simon Puccioni e il suo compagno, il produttore Giampietro Preziosa sono genitori tramite maternità surrogata, dei gemelli Denis e David

Il regista Marco Simon Puccioni e il suo compagno, il produttore Giampietro Preziosa, sono genitori tramite maternità surrogata, dei gemelli Denis e David

“È uscito lo scorso anno e ripercorre la quotidianità con mio marito e nostri due gemelli. Si chiama Tutti insieme e racconta la storia dal punto di vista dei ragazzi che, essendo più grandi (dai 3, 4 anni ai 10), oggi sono in grado di spiegare bene come loro hanno vissuto la loro esperienza in una famiglia monogenitoriale. Il tutto sia in prima persona, che nel rapporto con gli amici, con la scuola, con la quotidianità”.

Alla fine siete fieri di avere costruito un bel trittico visuale sulla monogenitorialità?

“Certo, anche perché l’ultimo, Il filo invisibile, pur essendo una fiction, tende a evidenziare i pareri della società sull’argomento. In realtà su questi temi abbiamo anche realizzato un libro per la casa editrice Chipiùneart, si chiama come il primo docufilm, Prima di tutto, ed è una favola per bambini dai 5 agli 11 anni, che racconta attraverso le illustrazioni, attraverso una favola di due marinai (io e Giampietro) che si innamorano e che vengono catturati in una tempesta. Per fortuna ci sono due fate che li aiutano a diventare genitori. Una dà le uova e l’altra che presta la propria pancia come contenitore”.

Anche Nichi Vendola ha optato per una paternità in linea con la vostra, che rivendica con gioia.

Da Tuttinsieme la famiglia di Puccioni, Giampietro Preziosa insieme ai figli Denis e Davide

Da ‘Tuttinsieme’ la famiglia di Marco Simon Puccioni e  Giampietro Preziosa insieme con i figli (all’epoca piccoli) Denis e Davide

“È stato Nichi, anni fa, a sposarci, a sancire la nostra unione con un rito civile. Siamo diventati amici. E, in qualche modo, la sua scelta di diventare padre e genitore è stata influenzata dal nostro primo documentario. La differenza è che lui il figlio l’ha avuto con il suo compagno americano in America e oggi entrambi sono genitori a tutti gli effetti – spiega Giampietro Preziosa –. Anche io in America sono riconosciuto come genitore legale, nel certificato di nascita c’è il nome mio e di Marco, mentre in Italia non compaio. Dovrei chiedere di regolarizzare questo aspetto, anche se adesso per fortuna la Corte, a proprio giudizio, consente per alcuni la paternità. Si può fare appello e ottenerla, dopo una serie di adempimenti”.

Un percorso ancora troppo tortuoso?

Parla di genitorialità “Il filo invisibile“, film diretto da Marco Simon Puccioni con Filippo Timi, Francesco Scianna credibili e intriganti nelle parti dei due papà e un disinvolto Francesco Gheghi in quella di loro figlio

“Diciamo che speravamo che la legge si migliorasse prima, ma qua purtroppo vedo che le cose stanno andando ancora troppo lentamente. Vedremo, anche perché se passa ancora qualche anno i nostri figli compiranno 18 anni e a quel punto potranno decidere loro da chi essere adottati. Forse ce la faremo prima noi in questo modo che anelando una legge che ci renda giustizia”.

Come vivete la vostra storia di genitori a Roma?

“Bene. Per fortuna la società civile è più avanti e supera di slancio la burocrazia. Siamo sempre stati accolti in maniera positiva. La gente ha voluto conoscerci, non ci sono stati pregiudizi sulla scelta di due uomini di avere insieme e crescere dei figli. È chiaro che, rispetto agli altri, noi dobbiamo dimostrare un po’ di più, ma ci siamo conquistati la stima di tutti. Io sono rappresentante di classe. Lo sono stato al nido, alle elementari, lo sono adesso alla scuola media, con buona pace di tutti”.

Anche Tiziano Ferro è felice di essersi messo in gioco come genitore e padre in una coppia maschile…

 “Il filo invisibile“, è stato proposto nelle sale cinematografiche il 21, 22 e 23 febbraio 2022 ed è sbarcato su Netflix dal 4 marzo 2022

“Il filo invisibile” è stato proposto al cinema a febbraio ed è ora sbarcato su Netflix

“La differenza è che lui ha adottato i figli. E, avendo sposato un compagno americano in America, lo può fare. Per noi 12 anni fa era un problema, ma anche oggi sarebbe difficile fare le valige e spostarci in America. Abbiamo i nostri interessi, le nostre attività qui e sarebbe impensabile. Almeno al momento, magari la vecchiaia la passiamo a Los Angeles. Grazie poi al fatto che i nostri figli sono americani, quando avranno 18 anni, grazie a loro io e Marco potremo fare la richiesta per diventare cittadini americani”.

Dopo il trittico, ci sarà un altro film sull’argomento?

“Ci piacerebbe che fossero i nostri figli, fra qualche anno, quando saranno un po’ più grandi, a girare il quarto episodio. A dire la verità, con i loro mezzi, con la loro personalità, sarebbero già in grado di farlo: hanno una bella capacità digitale e poi sono appassionati di cinema, di teatro, di musica. C’è una grande sintonia fra noi”.

Cosa significa per voi la famiglia oggi?

“Un percorso di crescita da affrontare insieme a tutti i suoi componenti: io, Gianpietro, Denis e David – dice Marco Simon Puccioni –. Del resto se mettete insieme i titoli dei nostri film e docufilm (Prima di tutto, Tutti insieme, Il filo invisibile), viene fuori una frase con il suo bel significato. Per noi infatti prima di tutto vengono i nostri figli; Tutti insieme, noi quattro affrontiamo la vita; poi il filo invisibile è il filo conduttore che unisce i componenti della nostra famiglia”.