Il giuramento olimpico diventa più inclusivo. Cio: “Un cambiamento fondamentale per l’uguaglianza”

Saranno un uomo e una donna per tre categorie, atleti, giudici e funzionari, a giurare con il nuovo testo alla Cerimonia di Apertura il prossimo 24 agosto. Il Cio punta su inclusione, uguaglianza e non discriminazione

È una delle parti più simboliche e importanti della Cerimonia di Apertura ed è stato significativamente cambiato per sottolineare l’importanza della solidarietà, dell’inclusione, della non discriminazione in quello che è, a tutti gli effetti, l’evento sportivo più importante. Il giuramento olimpico ai Giochi di Tokyo 2020+1 non solo avrà una nuova formula, ma anche il numero delle persone che lo reciteranno il prossimo 24 luglio sarà esteso da tre a sei – due atleti, due allenatori e due giudici, un maschio e una femmina ciascuno. Una scelta in linea con la spinta del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) e del Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 verso una sempre maggiore uguaglianza tra uomini e donne, in quanto consente il pieno equilibrio di genere tra coloro che prestano giuramento a nome di tutt* i/le  partecipanti ai Giochi. E rappresenta anche delle decisioni più importanti perse per promuovere le donne nello sport a tutti i livelli e in tutte le strutture, come dichiarato nella Carta Olimpica.

La nuova formulazione

Il nuovo testo del giuramento olimpico è il risultato di una serie di raccomandazioni elaborate dalla Commissione degli Atleti del Cio sulla Regola 50.2 dell’attuale Carta Olimpica, entrata in vigore il 17 luglio 2020, che afferma: “Nessun tipo di dimostrazione o propaganda politica, religiosa o razziale è consentita in qualsiasi sito, sede o altre aree olimpiche”. Lo scopo è quello di aumentare le opportunità di espressione degli atleti stessi durante i Giochi Olimpici, senza che questi si sentano discriminati. Queste raccomandazioni sono state approvate dal Comitato esecutivo del Comitato nell’aprile 2021. La nuova formulazione, a seconda del gruppo che parla, recita: “nel nome delle e degli atlete e atleti”, “nel nome dei e delle giudici”, “in nome degli allenatori e delle allenatrici”.

“Promettiamo di prendere parte a questi Giochi Olimpici, rispettando e attenendoci alle regole e nello spirito di fair play, inclusione e uguaglianza. Insieme siamo solidali e ci impegniamo per lo sport senza doping, senza imbrogli, senza alcuna forma di discriminazione. Lo facciamo per l’onore delle nostre squadre, nel rispetto dei Principi Fondamentali dell’Olimpismo, e per rendere il mondo un posto migliore attraverso lo sport“.

Uno sviluppo significativo e storico, che si pone in continuità con l’evoluzione che il giuramento ha avuto nel corso dei decenni per riflettere la natura mutevole delle competizioni sportive e del contesto in cui queste si svolgevano. Recitato per la prima volta alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Anversa 1920, infatti, si basava sul testo originale scritto dal barone Pierre de Coubertin, fondatore dei moderni Giochi Olimpici. La presidente della Commissione Atleti Kirsty Coventry, in merito all’ultimo cambiamento, ha detto: “Noi olimpionici siamo modelli di ruolo e ambasciatori. Stiamo insieme per inviare al mondo un potente messaggio di uguaglianza, inclusione, solidarietà, pace e rispetto. Le persone selezionate per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 – conclude – saranno in numero uguale per genere e presteranno il giuramento olimpico a nome di tutti gli olimpionici, giudici, allenatori e funzionari che rappresentano, nel vero spirito di solidarietà”.

Uguaglianza di genere ai Giochi Olimpici

I Giochi di Tokyo 2020+1 saranno i primi ad avere una (quasi) completa parità di genere, con il 49% dei partecipanti rappresentato da atlete. In alcuni casi, come ad esempio nel Team Gran Bretagna, addirittura il numero delle donne è superiore a quello dei colleghi (367 gli atleti: 201 sono femmine e i restanti sono maschi). A seguito di una decisione presa dal Comitato Esecutivo del Cio, inoltre, a tutti i Comitati Olimpici Nazionali (Noc) partecipanti è stata offerta la possibilità di essere rappresentati da un minimo di un atleta donna e uno uomo in tutte le edizioni dei Giochi estivi. Infine lo stesso comitato ha modificato le linee guida del protocollo per consentire a un atleta maschio e una femmina di portare insieme la bandiera del proprio Paese durante la cerimonia di apertura, incoraggiando tutte le delegazioni a utilizzare questa opportunità per inviare un forte messaggio di inclusione e parità nelle competizioni sportive, in cui donne e uomini hanno lo stesso rilievo.