Il globo luminoso con il mondo senza confini di Perez Gil, “adottato” da Luce! sarà esposto alla stazione di Firenze

"Aka.Luce" della giovane artista messicana fa parte della rassegna "Cento sfere terrestri" che dal 27 agosto a fine novembre saranno esposte fra Milano e il capoluogo toscano come messaggio per la salvaguardia del pianeta. Quindi saranno battute all'asta al fine di sostenere istituzioni e progetti a scopo umanitario

In quel crocevia di arrivi, partenze e scambi che a Firenze è la stazione di Santa Maria Novella, il 27 agosto verrà posto un globo: il globo di Luce!. Un’ opera d’arte che la nostra testata,  mecenate, ha deciso di “adottare” per contribuire concretamente al verde, la salute pubblica, la ricerca e l’ambiente nel nostro Paese. Un mondo, largo 1 metro e 30 e alto 1 metro e 70, che a livello topografico ricalca la Terra, ma i cui confini – a ben guardare – vengono cancellati, o meglio sovrapposti, per tessere nuove geografie. Come quelle tratteggiate dai volti delle persone che lottano per l’unione dei popoli, ogni giorno e da ogni latitudine. O quelle disegnate dalle tante manifestazioni per i diritti umani che hanno scosso e acceso scintille a livello globale. ma di cui sul mappamondo non c’è traccia. Ad aver dato forma a queste nuove “umane geografie”, costellazioni di luci nel mondo, è stata l’artista Cecilia Maafs Pérez Gil, autrice dell’opera, che così racconta il suo, il nostro, “Aka.Luce”.

 

“Cercare la luce che è dentro di noi”

 

“Questo globo ci dice che dobbiamo cercare la luce, nonostante questa sia costantemente offuscata. Una luce che esiste e che non va presa da chissà dove: è già dentro di noi, l’umanità ce l’ha sempre avuta fra le mani. L’uomo, infatti, ha sempre creato cose fantastiche”, dice l’artista e artigiana messicana, di appena 29 anni, “deve solo ricordarselo”. Mimando questo lavoro di ricerca interna verso la dissepoltura, la riscoperta della luce, la Gil realizza un mondo scartato nella sua superficie.

“La topografia del globo è quella naturale, a significare che la Terra rimarrà lì, nella sua interezza, con o senza di noi. Nel realizzare i continenti non ho dato importanza né alle barriere fisiche né a quelle politiche. Bensì, scartando la superficie, ho fatto emergere la luce che ci unisce e che cancella confini che vorrei venissero eliminati. Come ad esempio quello fra l’America del Nord e l’America del sud o tra l’Europa e l’Est Europa”.

 

Ponti fra nuovi continenti

 

Dai crateri, di cui “Aka.Luce” è frastagliato, emergono dei collage colorati, che simulano nuovi continenti da esplorare, ma anche nuovi ponti su cui l’umanità può incontrarsi: “Ho scelto fotografie di persone di ogni età, provenienza, sesso o identità sessuale, che simboleggiano l’energia delle persone, la positività dell’umanità. A queste ho unito immagini e simboli di manifestazioni contro il razzismo, alcune antifasciste e a favore dei diritti per le minoranze Lgbt, che hanno animato il mondo intero”. Accanto ai volti e alla collettività, “ci sono poi foto di quello che oggi rappresenta la sostenibilità: tecnologie che rendono possibili le energie rinnovabili, ma anche immagini tratte dall’agricoltura, una pratica che l’uomo porta avanti da sempre”, spiega l’artista. E ancora: simboli di lotta, unione e la parola luce, scritta in varie lingue, che attraversano l’intero globo e trasformano i confini in contatti.

 

Neanche la scelta dei materiali è lasciata al caso: Aka.Luce è fatto con la tecnica della cartapesta “in omaggio a una delle più vecchie tecniche utilizzate per la costruzione di decorazioni e sculture pagane e popolari in tutto il mondo” e in alluminio “il metallo più presente sul Pianeta che, anche solo per questo, rappresenta una luce, trovata dalla società sulla Terra”, racconta l’artista.

 

Cento sfere terrestri

 

Come ci spiega il ceo di Weplanet, Paolo Casserà, che ha dato vita all’iniziativa insieme alla curatrice Beatrice Mosca: “Il globo adottato da Luce! farà parte delle cento sfere terrestri, simbolo della difesa del pianeta” che dal 27 agosto al 7 novembre verranno esposte nelle città di Milano e Firenze. Un’idea, “100 Globi per un Futuro sostenibile”, che ha preso forma grazie alla creatività di tanti artisti e all’impegno di aziende che, come il nostro giornale, hanno deciso di sensibilizzare e raccogliere fondi a favore dell’ambiente e della salute dei cittadini, contribuendo al raggiungimento dei 17 Global Goals delle Nazioni Unite. Un grande piano d’azione che vede impegnati i 193 paesi membri dell’Onu nel raggiungimento entro il 2030 dei 17 obiettivi prioritari per uno sviluppo sostenibile del pianeta.

 

Un’asta per quattro buone cause

 

Il globo di Luce!, insieme agli altri 99, il 27 novembre verrà battuto all’ Asta benefica organizzata da Sotheby’s e ospitata al Milano Convention Centre. Il ricavato del nostro “Aka.Luce” sarà devoluto a quattro realtà, impegnate sui fronti dell’ambiente e della sanità: all’associazione Umberto Veronesi per la ricerca scientifica, alla fondazione progetto Arca Onlus, che da anni opera a sostegno dei poveri, dei senza tetto, per assisterli e integrarli, all’Ospedale Niguarda di Milano e all’associazione Parco Segantini Onlus (Forestami) per potenziare le aree verdi. “Riguardo all’asta”, dice sorridendo Casserà, “ho delle aspettative, ma in via scaramantica non le dirò. Mi aspetto che partecipino all’asta mecenati generosi e facoltosi che vogliano acquistare un’opera e fare un buon gesto per i quattro beneficiari dell’asta”.

 

Dal 27 agosto il globo di Luce! scintillerà dentro la Stazione centrale di Santa Maria Novella. E fino al 7 novembre, a Firenze, in quel crocevia di scambi, arrivi e partenze mostrerà i valori a cui il nostro giornale cerca di dare luce. Diversità, inclusione, coesione, legate a doppio filo ai temi dell’ambiente e della sostenibilità. Valori, ma anche concrete realtà, che ogni giorno il nostro giornale racconta per mostrare altri mondi possibili, altre mete da seguire. O forse perché, come scriveva la poetessa Amanda Gorman, ci sarà sempre luce “finché saremo coraggiosi abbastanza da vederla. Finché saremo coraggiosi abbastanza da essere noi stessi luce”.