Il mistero degli angeli bianchi apparsi nel Vicentino. Sgarbi: “Ripetizione locale di Banksy”

Le installazioni, di forma umana, sono apparse rispettivamente il 16 gennaio sulla croce in ferro che sovrasta le rovine di una torre ad Arcugnano e, il 13 febbraio, nel lago di Fimon

C’è chi, come Vittorio Sgarbi, parla del “Banksy vicentino”. Ammesso che si tratti di una sola persona, dell’autore dei due grandi angeli bianchi, installazioni artistiche eteree quanto misteriose, che all’improvviso hanno fatto la loro comparsa ad Arcugnano (Vicenza), non c’è traccia. Il Corriere del Veneto ne ricostruisce le tappe delle apparizioni e il clima che si vive nel piccolo comune. Qui gli 8mila cittadini si interrogano tanto sul perché quanto sul chi (e come) le abbia messe proprio lì. Per ora la petizione lanciata dal sindaco Paolo Pellizzari non ha avuto risposta, ma la curiosità resta alta. Anche perché le due opere sono apparse a giorni di distanza l’una dall’altra, senza che però nessuno si sia accorto, fino alla scoperta, del lavoro dell’artista. Il paragone con Bansky è quindi naturale, visto che da anni ci si interroga sull’identità del writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art al mondo anche grazie al fatto che mantiene l’anonimato.

La gigantesca installazione sulla croce, alta 15 metri, che sovrasta i resti di una antica torre ad Arcugnano

Le installazioni

La prima, enorme, sagoma bianca è comparsa il 16 gennaio 2022 seduta su un braccio della croce di ferro che sormonta i resti di una delle torri del paese. Una figura umana che sembra guardare verso il basso, giù per tutti i 15 metri di altezza della croce stessa. Come sia stato possibile portarcela e perché? Chi lo sa. Fatto sta che il 13 febbraio un altro angelo bianco questa volta è caduto dal cielo dritto dritto nel lago di Fimon. Il gigantesco manichino è per metà immerso nelle acque mentre la parte superiore del corpo emerge e sulla schiena riporta una scritta: “Svincolarsi dalle convinzioni dalle pose e dalle posizioni”, parole che sembrano tratte dalla canzone di Morgan Altrove. Di cosa è fatta l’opera? La frase vuole essere un indizio lasciato dal suo creatore? Il dubbio rimane e di risposte, per ora, non ce ne sono. Di leggende e storie invece, se ne sentono sempre di più, in zona.

Il secondo angelo bianco apparso nel lago di Fimon (@CorriereVeneto)

Il mistero che attira l’attenzione

Dopo la seconda, candida, apparizione il sindaco di Arcugnano Pellizzari ha intensificato le “indagini” per svelare l’identità dell’autore – o degli autori, visto che non c’è prova che sia uno solo – che non ne vuole sapere di uscire allo scoperto nonostante gli appelli. Dal Corriere del Veneto il critico Vittorio Sgarbi è convinto che si tratti di installazioni che “parlano al di là della biografia dell’autore, come è stato per Shakespeare”. Secondo lui “anonimato, provocazione e censura sono strumenti con cui l’artista si fa conoscere. Grazie al mistero, al giallo, si accende la curiosità, si fa parlare di sé, si muove l’attenzione dei media e in questo caso l’autore ha colto nel segno”. La mossa, in effetti, ha attirato una notevole attenzione da parte sia dei cittadini sia di un pubblico più ampio, catalizzato attraverso le immagini apparse sui social sul piccolo comune. Anche per questo Sgarbi attribuisce i manichini a un “Banksy vicentino”, che ripeterebbe in loco le “irruzioni a Venezia o altre realtà” del noto street artist.

Un’opera dello street artist più famoso al mondo, Banksy, è apparsa a Venezia nel 2019

Il Banksy vicentino

“È chiaro che l’artista ha una strategia: la sua azione punta a far sapere che esiste e la sua esistenza non corrisponde a una identità anagrafica, può anche rimanere anonimo”, suggerisce ancora il critico d’arte, dopo aver paragonato il misterioso artista degli angeli bianchi apparsi nell’hinterland di Vicenza con il writer inglese Banksy, noto per il suo stile fatto di stencil e denuncia, mistero e, allo stesso tempo, presenza costante in giro per il mondo, laddove sembra essere ‘necessario’. “Deve trovare come Banksy una sua cifra riconoscibile – spiega Sgarbi – prima il manichino in aria, sulla croce, poi in acqua, nel lago, e se lo ha fatto due volte c’è da aspettarsene una terza, una quarta…”. Nell’attesa, quasi speranzosa, che altri angeli si manifestino ad Arcugnano e dintorni, sui social network le ipotesi impazzano e la gente si sforza di dare un senso ai due manichini, di tradurne il messaggio  anche in riferimento alla frase che il secondo ha scritta sulla schiena. E poi c’è anche chi, come il videomaker CharliePix che ha realizzato i video delle due opere, sospetta che la seconda installazione sia opera di qualcun altro. Intanto “La ricerca continua” conclude il sindaco Pellizzari.