Il padre di Michele, bimbo autistico: “Non portateci via nostro figlio, è malato, ha bisogno di noi”

Siena, l’appello disperato di una famiglia che ha un bambino nato con una pesante forma di autismo: "Ha dodici anni ma capacità intellettiva pari a quella di un piccino di 18 mesi. Non può andare a scuola"

“Faremo di tutto per non farci portare via nostro figlio”. E’ deciso ad andare fino in fondo Massimo Fratalocchi, pensionato senese, ex dipendente di banca, che con la moglie Tamara sta combattendo contro l’Istituto comprensivo frequentato dal figlio e contro il Comune di Siena, che lo accusano di abbandono scolastico.
Il braccio di ferro si sta consumando sul filo del rasoio: da una parte ci sono le leggi dello Stato, dall’altra le ragioni di una famiglia che da sempre lotta con la grave disabilità del bambino.

Massimo Fratalocchi mentre mostra alcuni carte della documentazione relativa a suo figlio Michele

Massimo Fratalocchi mentre mostra alcuni carte della documentazione relativa al figlio Michele

“Nostro figlio ha 12 anni – racconta Fratalocchi – ed è nato con una pesante forma di autismo, inoltre è afflitto da varie problematiche fisiche che lo rendono del tutto non autosufficente. Ci siamo rivolti a vari medici specialisti, ma la diagnosi è unanime: è totalmente compromesso il livello comunicativo del bambino, la sua capacità intellettiva è pari a un piccino di 18 mesi. Per i medici, il ragazzino non ha nessuna comprensione delle relazioni e dell’ambiente circostante e inoltre ha comportamenti pericolosi per la sua incolumità e per quella altrui”.
Di qui, anche alla luce della diagnosi formulata dalla Commissione per l’invalidità dell’Inps, il verdetto inappellabile: “Si ritiene il bambino non scolarizzabile permanentemente e in maniera definitiva, con conseguente esonero dall’obbligo scolastico”.

Istuzione domiciliare

Non concorda il dirigente dell’istituto comprensivo Mattioli di Siena, il professor Federico Frati che, dopo aver contattato più volte telefonicamente la famiglia Fratalocchi per parlare delle assenze da scuola del bimbo, ha inviato una lettera proponendo un progetto di istruzione domiciliare: nei primi incontri alla presenza dei coniugi Fratalocchi, “gli insegnanti entreranno in punta di piedi” nella vita del bambino con stimoli sensoriali, cognitivi e affettivi piacevoli», scrive il preside. L’obiettivo? “Cercare di giungere a una soluzione utile per tutti, in primo luogo per il bambino”.

Sono in aumento i casi di autismo certificati nel corso dell’ultimo anno

Il 28 gennaio scadeva il termine per l’iscrizione alla scuola media, ma la famiglia non ha provveduto.

Il precedente

“Già nel 2017 avevamo presentato all’Ufficio Istruzione del Comune la documentazione medica relativa alla salute di nostro figlio – spiega il padre – e ci era stato detto che era sufficiente a esentarlo dalla frequenza scolastica. Ora il preside ci accusa di ledere il diritto allo studio del minore e anche il Comune ha sposato questa tesi”. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mail con cui sabato si annunciava alla famiglia che l’assessore Paolo Benini aveva proceduto a segnalare il caso di ’abbandono scolastico’ al sindaco Luigi De Mossi.

“Temiamo l’intervento dei servizi sociali – conclude Fratalocchi – che potrebbero portare nostro figlio in una casa famiglia”. Di qui la denuncia presentata ieri mattina ai carabinieri di Siena.