Il presidente Draghi per la sospensione dei brevetti dei vaccini Covid: “Siamo aperti all’idea”

Il Premier rompe gli indugi e sposa l’ipotesi che aveva lanciato il presidente Usa Joe Biden qualche settimana fa

Il premier Mario Draghi e la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen

Per uscire veramente dalla pandemia tutte le persone devono essere vaccinate, compresi i cittadini dei Paesi più poveri o in via di sviluppo. È l’idea del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, che si schiera per la sospensione dei brevetti dei vaccini. “Mentre ci prepariamo per la prossima pandemia, la nostra priorità deve essere garantire che tutti noi superiamo quella attuale insieme. Dobbiamo vaccinare il mondo e farlo velocemente”, ha affermato aprendo, venerdì, i lavori del Global Health summit a Villa Pamphili (Roma).

“La pandemia Covid-19 – ha detto Draghi – ha dimostrato l’importanza della cooperazione internazionale per affrontare la crisi sanitaria attuale e quelle future. Dobbiamo guardare attraverso Paesi e discipline diversi se vogliamo capire cosa sia andato storto durante questa pandemia e cosa possiamo fare meglio in futuro“. Questo, in concreto, significa che “l’Italia è aperta alla sospensione dei brevetti dei vaccini contro il Covid“. “Dobbiamo anche aiutare i Paesi a basso reddito, compresa l’Africa, a produrre i propri vaccini” ha aggiunto, evidenziando poi che “probabilmente avremo bisogno di più cicli di vaccinazione in futuro, e aumentare la produzione è essenziale”.

Affermazioni, quelle del Premier italiano, che sposano quindi apertamente l’ipotesi che per primo, a livello di capi di Stato, aveva lanciato il presidente degli Stati Uniti qualche settimana fa. L’amministrazione Biden, infatti, aveva annunciato di essere favorevole a rimuovere le protezioni dei brevetti per i vaccini contro il Covid-19 e di essersi impegnata “attivamente” in questo senso nei negoziati alla World Trade Organization.

Dichiarazioni su cui non si è fatto attendere il parere della Commissione europea. La Presidente Ursula Von Der Leyen, in risposta alle affermazioni di Biden, aveva commentato: “L’Europa è pronta a discutere la proposta degli Stati Uniti per una deroga alla protezione della proprietà intellettuale per i vaccini anti Covid 19, ma chiede a tutti i Paesi produttori di vaccini di consentire l’esportazione e di evitare misure che interrompano le catene di approvvigionamento“. Concetto rimarcato durante il Global Health summit: “Oggi ci focalizziamo su tre obiettivi: controllare la pandemia dappertutto; assicurarci che i vaccini arrivino a tutti, non sono con la condivisione e l’export ma anche aumentando la capacità produttiva in tante regioni; prepararci meglio alle pandemie”. Sulla possibilità di sospendere i brevetti avanzata dal nostro Paese ha aggiunto che “l’Italia è aperta a questa idea, in modo mirato, limitato nel tempo e che non metta a repentaglio l’incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche”.

Insomma se da un lato si ristabilisce un “canale atlantico” tra Italia e Stati Uniti in termini di cooperazione nel contrasto alla pandemia, l’Unione Europea sembra al momento non volersi sbilanciare sulla sospensione dei brevetti. “Come Europa daremo 100 milioni di dosi ai Paesi a basso reddito entro la fine del 2021″ ha aggiunto Von der Leyen, concludendo il suo intervento con un elogio: “Non dobbiamo mai dimenticare la comunità scientifica. Se oggi abbiamo una speranza lo dobbiamo a uomini e donne che hanno dedicato la loro vita alla scienza”.