Il sesso sempre più protagonista, ma anche tabù: dal pleausure gap ai sex toys, problemi e soluzioni sulla via del piacere

In occasione della giornata internazionale sul benessere sessuale emerge che gli esclusi dalle porte del piacere sono ancora tanti. Dalle donne che confermano un forte gap rispetto ai maschi ai disabili. L'impegno di Valigia rossa per l'empowerment femminile. Da raggiungere anche senza un partner in carne e ossa 

In una società iper-sessualizzata come la nostra, il sesso è ancora l’argomento proibito, è ancora tabù. La scrittrice Vivienne Cass ci apriva il suo libro, l’Orgasmo Sfuggente: “Parlare di orgasmi – scriveva – non è come parlare di che cosa cucinare per cena. Ma non sarebbe più divertente se fosse così?”. Pensiamoci, il sesso in effetti non è un argomento come un altro, in più di una occasione: non se ne parla a scuola, nonostante gli anni passati a discutere dell’introduzione dell’educazione sessuale fra i banchi. Non se ne parla neanche a casa e, per immaginare quanto poco, basta prendere in mano un pacchetto di assorbenti e vedere che un’azienda come Lines propone consulenti per informare il suo pubblico di neo-adolescenti su mestruazioni e prevenzione. Spesso, non se ne parla neanche tra amici e sempre troppo poco – dicono sessuologhi, sessuologhe e ricercatori/e – con il proprio partner a letto. Eppure farlo, oltre che molto divertente come suggeriva la Cass, sarebbe quantomeno doveroso. Perché, dalla giornata internazionale sul benessere sessuale di quest’anno, che come ogni anno si è celebrata il 4 settembre, emerge un dato: gli esclusi dalle porte del piacere nella società del sesso sono ancora tanti. 

The great wall of vagina opera dell’artista inglese Jamie McCartney conservata con l’intento di mostrare che “le vulve come le labbra sono diverse come i volti” e disincentivare la tendenza alla chirurgia labiale cosmetica. Foto presa dalla pagina Fb “The great wall of vagina”

Pleausure Gap: se le donne sono discriminate anche a letto 

Le prime a essere lasciate fuori dalla porta? Le donne. La World Association for Sexual Health (WAS), ente promotore della giornata, anche quest’anno conferma che il piacere sessuale femminile è tabù, ribadendo che il pleasure gap, ossia la differenza nel raggiungimento dell’orgasmo fra i sessi, sopravvive. I numeri dell’Istituto Europeo per l’uguaglianza di genere (Eige) sono infatti impietosi: al 2019, il 91% degli uomini dichiara di raggiungere sempre l’orgasmo contro uno sparuto 39% tra le donne. Una discrepanza del 56% che appare ancora più assurda, se si considera che quest’ultime, a differenza degli uomini, sono multi-orgasmiche. Dall’altra parte, a dispetto delle discriminazioni, le donne sono sempre più alla ricerca del piacere: il recente studio condotto da Ashley Madison, piattaforma online con oltre 70 milioni di iscritti in tutto il mondo alla ricerca di relazioni extraconiugali, rivela infatti che sono disposte a fare tutto, pur di sperimentare del sesso appagante. Anche ad andare oltre alla monogamia

“Si pensa in modo sbagliato che le donne perdano interesse nel sesso più velocemente rispetto agli uomini nelle relazioni durature”, afferma Christoph Kraemer, Managing Director di Ashley Madison per l’Europa, “Ed è assolutamente falso. Ora più che mai le donne non sono disposte a sacrificare la loro vita sessuale in cambio della monogamia. Se non raggiungono il piacere nella relazione, andranno a cercarlo altrove”. Dallo studio risulta infatti che il 61% delle donne intervistate, iscritte alla piattaforma, vede esauditi i propri desideri sessuali proprio dal partner secondario, trovando il piacere, l’orgasmo, nel tradimento.  

News dalla sessualità e false credenze: fare sesso durante il ciclo, punto CUV e orgasmo unique 

Sulla sessualità femminile associazioni femministe, enti e ricercatori, sono da anni a lavoro per sdoganare false credenze. Secondo i più recenti studi di sessuologia, confermati da più parti, la combo sesso e ciclo sarebbe ad esempio da rivalutare. “I giorni delle mestruazioni sono riscontrati essere un periodo di maggiore sensibilità al piacere, ovviamente se non si soffre di dolori o altro, e quindi potrebbe essere per alcune donne una bella scoperta”, dichiara la sessuologa Roberta Massa. Altra falsa credenza? La ricerca del famigerato Punto G, meta che – secondo più scuole di pensiero – andrebbe sostituita da quella della zona CUV: il complesso Clito-Uretro-Vaginale, una parte molto innervata con circa 8mila terminazioni nervose e molto spugnosa che “se stimolata e non trattenuta, favorisce orgasmi molto intensi”. Punto fisso, invece, resta il fatto che parlare di orgasmo vaginale e orgasmo clitorideo sia considerato un errore: l’orgasmo femminile è unico, ma ci sono due vie per raggiungerlo: o attraverso la stimolazione diretta del clitoride o, indiretta, durante la penetrazione. Inoltre, tante voci dalla sessuologia suggeriscono che durante i rapporti non si debba sovrapporre piacere e orgasmo, perché il primo è raggiungibile anche se non esplode nell’amplesso. 

Valigia Rossa, dalle presentazioni dei materassi ai sex toys

In Italia, a promuovere il diritto al piacere e l’empowerment femminile ci pensano da anni le consulenti de La vita in rosso (LaVR), che – principalmente nelle case delle italiane – vendono sex toys a domicilio, per il progetto Valigia Rossa. Oli stimolanti, gel baciabili, paperelle e massaggiatori vibranti, palline per allenare il pavimento pelvico, lubrificanti intimi e vibratori di tutti i tipi vengono presentati durante gli incontri dalle consulenti di LaVR, che oltre alla loro Valigia Rossa forniscono alle clienti “informazioni scientificamente corrette su salute e benessere sessuale”, ci spiega Scilla Fuochi una delle 110 consulenti LaVR, che – prima di diventarlo – ha affrontato un’accurata preparazione: corso di formazione, workshop, aggiornamenti online fino all’esame finale, in cui il team composto da diverse figure competenti in ambito comunicazione, commerciale e sessuologico, le ha dato il benestare per entrare da consulente nelle case delle italiane. Ogni anno La Valigia Rossa incontra circa 15mila donne e collabora con i più rinomati istituti di ricerca di sessuologia e università italiani, ma le sue riunioni sono intime e, invece che creme e pentolame, offrono una selezionata gamma di sex toys, accessori, cosmetica sensuale e prodotti di salute sessuale. 

Quanti anni hanno le donne che vi accolgono in casa?

“Incontriamo ragazze di 20 anni e donne di 60: di tutte le età, perché il piacere è per tutte le stagioni della vita”.

Proprio tutte?

“Tutte. Bisogna solo saper accettare i cambiamenti nel corso della crescita. La menopausa, ad esempio, è sempre stato vissuto come un periodo in cui la donna doveva appendere il piacere al chiodo, ma è una falsità, figlia di un costrutto culturale sbagliato, perché la sessualità si trasforma, ha un’evoluzione nel corso della vita, ma non si ferma”. 

Come si dovrebbero affrontare questi cambiamenti?

“Bisogna accettare la nuova condizione fisiologica, ormonale, il fatto che il proprio corpo cambi e dedicare un tempo maggiore alle proprie fantasie, alla scoperta del piacere personale. La menopausa, che è un periodo di cambiamento, potrebbe essere vissuta come un’occasione in cui sperimentare, conoscere meglio e riscoprire il proprio corpo. Magari aiutandosi con lubrificanti appositi o sex toys”. 

Per voi i sex toys sono fondamentali. 

“Sono uno strumento di empowerment femminile perché permettono alle donne di conoscersi in maniera molto più consapevole. Con i sex toys possono sperimentare un piacere diverso, conoscere nuovi punti del proprio corpo e toccare altri tipi di piacere”.  

Perché esiste il pleausure gap, il divario di piacere fra i sessi?

“Perché esiste un costrutto culturale che vuole il piacere sessuale femminile marginale rispetto a quello maschile. In passato, la priorità nel rapporto sessuale per la donna era l’appagamento del partner. È anche per questo che la ricerca sull’orgasmo femminile è stata a lungo messa in secondo piano. Fisiologicamente, il pleasure gap non dovrebbe esistere perché le donne – a differenza degli uomini che hanno bisogno di un periodo refrattario – possono essere multi-orgasmiche, riuscendo ad avere più orgasmi a poca distanza l’uno dall’altro”.

Svestito dai costrutti, il piacere cosa dovrebbe essere?

“Un concetto ampio che non si riduce esclusivamente all’orgasmo. Noi di Vg abbiamo coniato il termine ‘Pioge’, piacere oltre i genitali, per spiegarlo. Assimilare l’orgasmo al piacere è infatti riduttivo: l’esperienza sessuale non deve sempre essere finalizzata all’orgasmo, anche se è legata al piacere. Sono due esperienze che spesso si incontrano, ma che non devono per forza coesistere. E questo vale sia per gli uomini che per le donne”. 

Tra uomini e donne, nella coppia, come si dovrebbe affrontare il sesso?

Il dialogo in una coppia è fondamentale: bisogna sentirsi liberi di dire quello che ci piace e quello che non ci piace a letto. Se, nonostante questo, i problemi persistono, noi di Vg mettiamo a disposizione una rete di specialisti per affrontare le varie criticità. Nella coppia una sessualità non appagante è un problema: non comunicare crea frustrazione, incomprensioni e porta la relazione a un punto d’arresto nella vita sessuale e nella ricerca di piacere”. 

L’orgasmo è un diritto di tutti: la sessualità dei disabili tra tabù e vulnus giuridici 

Infine, nella giornata dedicata al Benessere Sessuale, non possiamo non parlare degli altri grandi esclusi dal piacere: i disabili. Come raccontato da Luce! nel suo approfondimento del 24 aprile, in Italia il compito di guidare le persone con disabilità alla scoperta dell’Eros è lasciato in mano a un comitato fondato da privati cittadini, il Lovegiver. Unica onlus che organizza corsi per Oeas, operatori all’emotività, all’affettività e alla sessualità e che in 8 anni (una al giorno) ha assistito 4.680 persone. Operatori, formati dal comitato in via gratuita, che in Olanda si chiamano assistenti sessuali e che sono riconosciuti dal servizio sanitario, rientrando come nel welfare dei cittadini. Nel nostro Paese, invece, la figura dell’assistente sessuale non è riconosciuta, perché non è prevista dalla legge.

Nel cimitero dei Ddl, giace dal 2014 il disegno di legge 1442 “Disposizioni in materia di sessualità assistita per persone con disabilità, volto a venire incontro a quelle persone in condizioni di disabilità che non possono intrattenere autonomamente rapporti interpersonali completi da un punto di vista affettivo, emotivo e sessuale. Vicepresidente del comitato LoveGiver, il professor Fabrizio Quattrini, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo clinico, presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica e coautore nel libro “LoveAbility – Assistenza sessuale alle persone con disabilità”, in un’intervista al Social Post nel 2020 a questo proposito disse: “Le Regioni hanno la possibilità di attuare una sperimentazione e a quel punto lo Stato potrebbe prenderlo come punto di riferimento per farlo diventare legge. Abbiamo avuto degli stimoli importanti in Emilia Romagna, Toscana e Lombardia, però poi anche lì ci sono state delle difficoltà, che non dipendono necessariamente dai vari partiti. Questo significa – continua – che ad oggi non esiste una regolamentazione giuridica per la figura dell’operatore, che non ha ancora un riconoscimento dal punto di vista politico, giuridico o lavorativo“. Insieme al comitato LoveGiver e al presidente Max Ulivieri, il professor Quattrini ha costruito un protocollo preciso, che prevede anche un tirocinio, rispetto alla figura dell’Oeas.