Il Violino del Mare, fatto con il legno dei barconi dei migranti: “Un simbolo del loro dramma”

Il progetto Metamorfosi, promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, consiste nel far creare ai detenuti del carcere di Milano Opera strumenti musicali utilizzando il legno delle barche dei profughi. Il presidente Mondadori: "Un gesto di testimonianza"

“Queste barche dovevano essere distrutte, noi le abbiamo chieste per trasformarle in simboli del dramma dell’immigrazione“. Con queste parole Arnoldo Mosca Mondadori ha annunciato l’avvio del progetto Metamorfosi, grazie al quale il legno delle barche usate dai migranti per arrivare in Italia sarà trasformato in violini e altri strumenti musicali. Il progetto, promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, in collaborazione con il ministero dell’Interno, l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, è stato presentato mercoledì 23 febbraio nella Casa di Reclusione Milano-Opera.

Il Violino del Mare mostrato a Papa Francesco

Il primo violino fatto con il legno delle barche dei migranti è già stato realizzato. Si chiama “Violino del Mare“. Il presidente della Fondazione Arnoldo Mosca Mondadori ha spiegato che “per produrre questo violino ci sono voluti circa due mesi e mezzo e assieme ad altri strumenti che verranno prodotti nello stesso modo comporrà ‘l’Orchestra del Mare‘ destinata a portare questa musica nel mondo”.

Il Ministero dell’Interno ha affidato alla Fondazione dieci barconi che nei mesi scorsi sono arrivati a Lampedusa. Le imbarcazioni sono state quindi affidate al Laboratorio di liuteria e falegnameria del carcere di Opera. Qui le persone che stanno scontando la pena lavoreranno per costruire vari strumenti musicali: violini, viole e violoncelli. Gli strumenti verranno quindi prestati a orchestre italiane e straniere che li utilizzeranno nei concerti in tutto il mondo.

I barconi dai quali viene ricavato il legno per i violini

Il presidente Mondadori ha commentato che si tratta di “un gesto di testimonianza”. “Questi strumenti musicali – prosegue – potranno essere suonati portando con loro una cultura della conoscenza, dell’accoglienza e dell’integrazione attraverso la bellezza e le armonie. Vogliamo che le persone, soprattutto i più giovani, possano conoscere e divenire consapevoli del dramma che vivono quotidianamente, in tanti Paesi del mondo, i migranti, costretti a fuggire da guerre, persecuzioni, povertà, carestie. È un progetto che parla attraverso l’arte e la spiritualità, andando oltre qualsiasi strumentalizzazione politica di un tema così delicato, davanti al quale bisogna fare prima di tutto silenzio”.

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha dichiarato che “il progetto ‘Metamorfosi’ è un’occasione importantissima per promuovere una nuova coscienza su un tema complesso e drammatico come quello delle migrazioni. L’iniziativa evidenzia la capacità di istituzioni e società civile di camminare insieme verso un impegno comune: offrire un nuovo progetto di vita grazie al lavoro di chi sta espiando la propria pena nel carcere di Opera ed in altri istituti penitenziari che aderiranno al progetto. Il fatto che il legno dei barconi arrivati a Lampedusa prenderà la forma di strumenti musicali assume un forte valore simbolico, un segno di speranza come i presepi già realizzati per il Natale 2021”.

Al progetto Metamorfosi ha collaborato l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli

Un messaggio di apprezzamento dell’iniziativa è arrivato anche dalla ministra della Giustizia, Marta Cartabia. “Accogliendo queste dieci imbarcazioni, oggi diamo una seconda vita ad assi all’apparenza irrecuperabili, che potranno invece essere sublimate in strumenti musicali. Allo stesso tempo, diamo una seconda occasione a chi, mentre espia la sua pena, lavorerà per trasformare quei barconi in un violino, una viola e un violoncello”, ha sottolineato, nel messaggio di saluto inviato al carcere milanese. Cartabia ha espresso “gratitudine per i passi in avanti del progetto ‘Metamorfosi’ per la nascita di un”Orchestra del mare’, concepita a Opera. All’apparenza quasi un ossimoro per un carcere di massima sicurezza. Invece è un progetto concreto che unisce Milano e Lampedusa; che intreccia le speranze, e i drammi dei migranti con le attese, e i dolori, dei detenuti, nel linguaggio universale della musica”.