In Austria arriva la legge sul suicidio assistito: via libera dalla Corte Costituzionale

A potersi sottoporre alla procedura saranno solo persone adulte, malati terminali o che si trovano in una condizione di malattia irreversibile e debilitante, dopo il via libera di due medici

Liberarsi dalla sofferenza, da quella che in Italia qualcuno ha definito una tortura, d’ora in poi sarà un po’ più semplice. O perlomeno legale, almeno in Austria. Nel Paese è infatti entrata in vigore una legge che permette, a specifiche condizioni e in casi ben delineati, il suicidio assistito. Si tratta, quindi, dell’opzione in cui il paziente si auto-somministra il farmaco letale: da sabato scorso, 1 gennaio 2022, i malati terminali o coloro che si trovano in una condizione di malattia irreversibile e debilitante, possono scegliere di adottare disposizioni per la cosiddetta morte assistita.

In Austria via libero al suicidio assistito per gli adulti, rimane illegale invece l’eutanasia

Già legale nella vicina Svizzera, è stata anche depenalizzata in diversi Paesi europei, tra cui Spagna, Belgio e Paesi Bassi. Il Parlamento austriaco ha approvato la nuova legge a dicembre, dopo una sentenza della Corte Costituzionale sulla questione. Un po’ come accaduto nel nostro Paese insomma, dove l’ultimo tassello sul tema dell’aiuto al suicidio era stato apposto dalla scriminante ad hoc introdotta dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 242/2019 sul cosiddetto “caso dj Fabo”. Tuttavia da allora in Italia di passi avanti ce ne sono stati ben pochi, con un disegno di legge che giace semi sepolto in Parlamento e l’incognita referendaria per la primavera prossima, vera svolta in caso di successo.

La pratica del suicidio assistito, in Austria, sarà strettamente regolata, con ogni caso valutato da due medici, uno dei quali esperto di medicina palliativa. Dai funzionari del governo arriva anche la notizia che l’esecutivo ha anche stanziato fondi per sviluppare proprio le cure palliative per assicurare che nessuno scelga di morire quando sono disponibili altre opzioni. Inoltre la legge riguarda solo questa opzione, mentre l’assistenza attiva al suicidio (l’eutanasia) rimarrà illegale, e le nuove regole escludono  esplicitamente dai soggetti che possono accedervi i minori o le persone con disturbi mentali.

Per quanto riguarda la procedura, gli adulti che vorranno porre fine alla loro vita dovranno presentare una diagnosi ad hoc e avere la conferma che siano in grado di prendere spontaneamente e con coscienza le proprie decisioni. Insomma la cosiddetta facoltà di intendere e di volere. Dopo aver ottenuto l’approvazione dei due medici, i pazienti dovranno aspettare 12 settimane per riflettere sulla loro decisione o due settimane per chi è affetto da una malattia terminale. Dopo questo periodo di ‘riflessione’ se ancora decisi a procedere potranno ottenere i farmaci letali in una farmacia, dopo averne dato notifica a un avvocato o a un notaio. Per prevenire gli abusi, i nomi delle farmacie che vendono questi farmaci saranno rivelati solo ai legali che riceveranno queste notifiche, e non saranno pubblicizzati.

Il Parlamento austriaco ha approvato la legge sul suicidio assistito

Fino ad ora, secondo la legge austriaca, chiunque abbia indotto o aiutato qualcuno a togliersi la vita rischiava fino a cinque anni di carcere. Poi, l’anno scorso, il divieto assoluto di morte assistita è stato revocato da una corte federale, in quanto –come stabilito dalla stessa– “violava il diritto all’autodeterminazione“. Tuttavia la pena rimarrà in vigore nei casi di eutanasia, per coloro che determineranno attivamente la morte di un’altra persona su sua “seria ed enfatica richiesta”. Prima che le nuove regole fossero approvate dal Parlamento, però, alcuni oppositori politici sostenevano che queste ponessero troppi ostacoli a coloro che cercavano la morte assistita, mentre altri sostenevano l’esatto opposto, che le restrizioni erano invece troppo poche e che una valutazione psichiatrica non era sufficiente per valutare la capacità decisionale dei pazienti. Comunque sia la legge è ormai entrata in vigore e per tutti coloro che ne troveranno giovamento e per i loro cari, nel rispetto ovviamente della vita stessa ma anche della persona, prima di tutto, sarà una conquista di libertà che ha un valore infinitamente più grande della discussione politica.