In Emilia Romagna i senzatetto potranno avere un medico di base, prima regione a introdurlo

Le persone senza fissa dimora residenti in regione saranno supportate dai servizi sociali nella scelta e nella richiesta per avere l'assistenza sanitaria di base. "Per una sanità pubblica che curi allo stesso modo un povero come un ricco"

Se la civiltà si misura dal come vengono trattati gli ultimi, ciò che è successo oggi a Bologna si può considerare un grande traguardo per tutto il welfare italiano. L’Emilia-Romagna è la prima Regione nel nostro Paese che, attraverso una decisione storica, sancisce il diritto al medico di base per le persone senza fissa dimora. Lo stabilisce una legge promossa dal consigliere regionale Antonio Mumolo (Partito Democratico), firmata mercoledì 29 dicembre nel capoluogo dalla giunta regionale.

Il testo estende anche ai senzatetto, con residenza nella regione, la sanità di base pubblica e universale. Si tratta della prima legge (seppur locale) in Italia che colma questa mancanza. Orgogliosa del successo la vicepresidente Elly Schlein, delegata al Welfare, che è stata tra le principali sostenitrici insieme all’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini: “Un diritto fondamentale, quello alla salute, che non può essere negato a nessuno e che un’istituzione ha il dovere di garantire a tutti”. La scelta del medico ha una durata provvisoria limitata a un anno. Saranno i servizi sociali dei Comuni a prendere in carico i cittadini aventi diritto e a seguirli negli adempimenti necessari per l’iscrizione e la scelta del sanitario. L’unico vincolo per la persona è di restare entro i confini della Regione.

Per fare richiesta, il cittadino dovrà recarsi presso l’anagrafe sanitaria provvisto di apposito modulo, rilasciato dai servizi sociali del Comune. Necessari anche i documenti d’identità, il codice fiscale e l’estratto dell’atto di nascita. “Questa è la sanità pubblica e universalistica che vogliamo e per cui ogni giorno lavoriamo, insieme ai territori. Una sanità che garantisca assistenza e cure a tutti i suoi cittadini e cittadine, senza alcun tipo di distinzione – aggiungono gli assessori Donini e Schlein –. Una sanità, e un welfare, da cui nessuno rimanga escluso o ai margini. Questo è un provvedimento di cui siamo orgogliosi, che conferma il nostro impegno, traccia una nuova strada e raggiunge un importante obiettivo nella tutela dei diritti delle persone”. Anche il presidente Stefano Bonaccini festeggia il traguardo raggiunto sui suoi canali social. “Ora è ufficiale: medico di base anche per i senza fissa dimora in Emilia-Romagna, firmata la prima legge in Italia. Per una sanità pubblica che curi allo stesso modo un povero come un ricco“.