In Italia lo spreco alimentare risale, si consuma soprattutto nelle case e ci costa 7 miliardi

In occasione della nona giornata dedicata allo spreco alimentare, il Waste Watcher fotografa la Penisola guardando ai rifiuti che produce

In Italia lo spreco alimentare risale del 15% rispetto ai due anni precedenti e si consuma soprattutto nelle case degli italiani. In occasione della nona Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, il 5 febbraio, il report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, in controtendenza con l’ultimo biennio, ci dice che in Italia il cibo gettato nella pattumiera di casa nel 2021 è costato ben 7.37 miliardi. Una cifra che vale il doppio di quanto ha stanziato il governo italiano per sostenere il contrasto al caro energia, e “pesa” 1.866.000 tonnellate. Spostandoci dalle case ai campi agricoli: le perdite ci costano 1.23 miliardi di euro ogni anno, mentre lo spreco alimentare nella grande distribuzione costa poco più di 1 miliardo e quello nell’industria poco meno (985.268.663 euro). Il totale, nel 2021, ammonta dunque a 10 miliardi e mezzo per l’intera filiera dello spreco in Italia.

Cifre che Antonio Parenti, capo della rappresentanza in Italia della Commissione europea così commenta: “Dopo un trend pluriannuale di riduzione dello spreco alimentare, l’ultimo report di Waste Watcher purtroppo registra un “ritorno alla normalità” sul fronte degli sprechi. L’Italia rimane comunque un Paese virtuoso se comparato alle cifre del mondo sviluppato. Ma”, prosegue Parenti: “dobbiamo comunque mantenere l’attenzione alta e sforzarci sia a livello individuale sia istituzionale per minimizzare gli sprechi”. Mentre Maurizio Martina, vice direttore generale Fao aggiunge: “Ogni anno nel mondo si sprecano mediamente quasi 74 chili di cibo a testa, più del peso medio di una persona. A livello mondiale, il totale degli sprechi alimentari è uguale a quello di 23 milioni di camion da 40 tonnellate a pieno carico che, allineati insieme, possono fare il giro della terra per ben sette volte. Quasi 1.4 miliardi di ettari di superficie agricola mondiale vengono usati per produrre cibo che poi non viene utilizzato. Tutto questo, mentre oltre 800 milioni di persone vivono nell’emergenza alimentare. Sono numeri impressionanti che devono farci riflettere ma soprattuto spingerci a reagire. Molto importante, in questo senso, il lavoro costante di monitoraggio svolto dalla Fao per quantificare la perdita e lo spreco di cibo e fornire assistenza ai paesi che si adoperano per contrastarli”.