In Parlamento con casco da motociclista e giubbotto anti proiettile. È accaduto in Tunisia

L'avvocata e deputata Abir Moussi è stata protagonista della stravagante protesta contro la decisione di vietare le guardie di sicurezza private dei partiti. Sostenitrice dell'ex presidente autocratico Zine El Abidine Ben Ali, ha suscitato divertimento e rassegnazione tra i tunisini

È entrata e ha preso posto nel Parlamento tunisino indossando un casco e il giubbotto antiproiettile. E suscitando il divertimento, le occhiate e i meme dei presenti e di chi ha assistito alla scena sui social media.

La deputata Abir Moussi di sicuro è riuscita nel suo intento: attirare attenzione. Tutto è avvenuto il 4 maggio, dopo che lo speaker del Parlamento ha riferito di aver vietato le guardie di sicurezza private di tutti i partiti, in quanto alcune di esse sono state accusate di aggressione. Sostenitrice dell’ex presidente autocratico Zine El Abidine Ben Ali, che è stato estromesso nella rivolta del 2011 in Tunisia, davanti al suo posto in Aula ha posto una foto del predecessore di Ali, Habib Bourguiba. L’intera scena ha provocato risate ma anche gesti di rassegnazione tra i tunisini, stanchi delle lotte senza fine tra i blocchi religiosi e secolari del Parlamento e sempre più preoccupati dall’aumento dei casi di Covid-19 e dal crescente debito nazionale.

Avvocata di professione, è diventata uno dei politici più popolari – e più controversi – del paese da quando ha ottenuto un seggio  nel 2019. È un membro anziano del partito laico Free Destourian, conosciuto con il suo acronimo francese PDL, che ha preso 17 seggi nelle elezioni. Come riporta il Guardian, è abbastanza popolare tra gli elettori e nella sua classifica personale è seconda solo al presidente Kais Saied.

L’ex presidente Zine El Abidine Ben Ali è stato rovesciato il 14 gennaio 2011, in una rivoluzione che ha scatenato rivolte in tutta la regione, conosciuta come la Primavera Araba. Moussi nega spesso la legittimità della rivoluzione tunisina e afferma che il movimento islamista Ennahda, il maggior partito in Parlamento, è un gruppo terroristico che dovrebbe essere bandito. Sostiene anche il ritorno a una presidenza forte e a un apparato di sicurezza.
Come da un recente rapporto dell’Associated Press, dal 2011, in Tunisia i salari sono in calo e sono molto peggiorati i servizi pubblici. Il Paese deve affrontare anche il problema della disoccupazione, che è aumentata durante la pandemia del coronavirus dal 15% al 18%. E sono aumentati anche i tentativi di migrare verso l’Europa via mare.