In Somalia quattro bambini soldato sono stati condannati a morte

Il tribunale militare di Galkayo ha emesso la sentenza nei confronti di quatto ragazzi tra i 16 e i 18 anni per presunto coinvolgimento in gruppi armati. L'appello di Save the Children per scongiurare la condanna

Il tribunale militare di Galkayo in Somalia il 31 gennaio scorso ha condannato a morte quattro bambini soldato, quattro minori di età compresa tra i 16 e i 18 anni, arrestati nell’ottobre del 2020 nella regione di Mudug, nello Stato somalo del Puntland, per presunto coinvolgimento in gruppi armati. Altri due ragazzi, di 16 anni, sono stati condannati per lo stesso motivo rispettivamente a 30 e 20 anni di reclusione.

In Somalia quattro bambini soldato sono stati condannati a morte

La notizia è stata diffusa da Save the Children, che ha rivolto un appello alle autorità somale affinché la sentenza sia scongiurata. Secondo l’Ong, quanto deciso dai giudici viola la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia che la Somalia ha ratificato nel 2015 e che definisce gli impegni del Paese volti a proteggere i diritti dei bambini alla vita, alla sopravvivenza e garantisce loro un’adeguata protezione legale.

Queste sentenze giungono inoltre pochi giorni prima del 20° anniversario del Protocollo facoltativo della Convenzione sui diritti dell’infanzia sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati (OPAC), che vieta la partecipazione di persone di età inferiore ai 18 anni alle ostilità. Il giorno in cui è entrato in vigore, il 12 febbraio 2002, viene commemorato ogni anno come la “Giornata della mano rossa” per aumentare la consapevolezza sul reclutamento e l’uso dei bambini.

Save the Children ha lanciato un appello per far ritirare la condanna dei quattro ragazzi somali

 “Siamo profondamente preoccupati per queste condanne. La pena di morte e la reclusione a lungo termine degli adolescenti, indipendentemente dal loro crimine, non funziona come deterrente e certamente non è in linea con gli standard globali a cui la Somalia ha aderito”, dichiara il direttore di Save the Children Somalia, Mohamud Mohamed Hassan. Che aggiunge: “Questi ragazzi meritano una possibilità di riabilitazione, e sollecitiamo il governo a garantire la giustizia, pertanto esortiamo l’esecutivo del Puntland a rafforzare l’applicazione e l’attuazione del Puntland Juvenile Justice Act, per proteggere e trattare tutti i minori di età inferiore ai 18 anni in linea con gli standard sui diritti dell’infanzia”. “In tutta la Somalia – conclude Mohamed Hassan – i bambini devono essere protetti dal reclutamento e dall’uso da parte di gruppi armati. L’esperienza di essere associati a una forza o a un gruppo armato può avere un impatto devastante e conseguenze immediate e durature per ragazzi e ragazze, che vanno dallo sfruttamento e abuso alle lesioni fisiche o disabilità. Devono essere protetti, non puniti“.

Save the Children, che comunque riconosce i progressi del governo del Puntland verso la piena attuazione della legge sulla giustizia minorile, sottolinea che “il governo federale della Somalia e i suoi Stati membri dovrebbero garantire procedure legali a misura di minore per tutti i bambini e gli adolescenti accusati di un reato. Questi dovrebbero implicare l’assicurazione di un’adeguata rappresentanza legale e l’attuazione dei principi di giustizia minorile che sono diretti alla riabilitazione e al reinserimento del minore nella propria famiglia e comunità”.