In un liceo del Valdarno la discriminazione si combatte con la creatività degli studenti

Al Giovanni da San Giovanni cento ragazz* stanno preparando un contest contro l'omofobia e il disablism: "Alla base di ogni discriminazione c'è l'ignoranza"

Sfidare la creatività degli studenti delle quarte e quinte classi del liceo e suscitare riflessioni sul tema della discriminazione, dall’omofobia al disablism – cioè il bullismo o la discriminazione contro le persone disabili -, alla discriminazione di genere: è questo l’obiettivo del contest che si è aperto lo scorso 17 febbraio, al liceo Giovanni da San Giovanni del Valdarno.

Una gara di ‘creatività inclusiva’ organizzato dal Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università di Siena, con sede ad Arezzo, in collaborazione con l’assessorato alle Pari opportunità del Comune di San Giovanni Valdarno nell’ambito della Rete Ready, la Coop Firenze di San Giovanni Valdarno e il liceo valdarnese.

Le studentesse e gli studenti del liceo Giovanni da San Giovanni di San Giovanni Valdarno

Creatività contro la discriminazione, come funziona il contest

Sono circa cento gli studenti che, insieme alle loro classi (5A-5C-5I e 4C), hanno aderito al contest, raccogliendo le proposte di almeno dieci progetti fra cortometraggi, podcast, video e racconti. I partecipanti dovranno presentare un video o un pezzo musicale, una graphic novel, un racconto, un’opera pittorica o altro, che sia frutto della loro creatività e che contenga una proposta di intervento sui temi dell’inclusione, della discriminazione e del bullismo. I due progetti giudicati più meritevoli dalla giuria riceveranno un attestato durante una premiazione in programma il 17 maggio 2022 presso il campus universitario del Pionta, saranno diffusi sui social e sulla stampa e offriranno lo spunto per una riflessione sociale e una ricerca scientifica.

“Alla base di ogni discriminazione c’è l’ignoranza di un fenomeno – ha detto Lavinia della 5A, in qualità di portavoce di un gruppo che intende lavorare sul pregiudizio nei confronti della malattia mentale – . Chi soffre di un disturbo psicologico si chiude per paura del giudizio, ma quello che invece riduce la discriminazione è il confronto e il permettere a chi ne soffre di parlarne”. Alyssia della 4C ha aggiunto: “Credo sia importante la sensibilizzazione, che non è solo cambiare il punto di vista di chi è “contro” qualcosa o qualcuno ma anche il provare a far riflettere chi non si è mai posto il problema della discriminazione”. Per Teresa della 5C “è da bambini che inizia il percorso di normalizzazione verso tutte le minoranze o verso tutti i problemi di discriminazione. È da lì che si può iniziare a proporre modelli diversi di pensiero”.