Insulti razzisti da un tifoso: squadra esce dal campo, solidarietà dagli avversari: sarà partita persa?

In provincia di Treviso tifoso di casa offende un giocatore ospite, il capitano ribatte allo spettatore chiamandolo "ignorante", l'arbitro lo espelle e la squadra esce dal campo. Rappresentanti di entrambe le squadre hanno firmato il verbale. Partita persa? "Deciderà il giudice"

Gli insulti razzisti dagli spettatori nei confronti di un giocatore di colore hanno indotto i compagni di squadra ad abbandonare il campo, causando così l’interruzione della gara svoltasi il 10 ottobre. È accaduto ieri – scrive il quotidiano Il Gazzettino – a Cison di Valmarino (Treviso), nella partita di Prima Categoria tra la squadra di casa e il San Michele Salsa di Vittorio Veneto (Treviso). L’episodio è avvenuto al 25’ del primo tempo, quando dalle tribune si è sentito un chiaro epiteto razzista nei confronti del giocatore della squadra ospite, Ouseynou Deidhiou. Il capitano del San Michele, Miki Sansoni, ha dato dell’”ignorante” allo spettatore, venendo espulso dall’arbitro.

A questo punto il capitano ha fatto uscire dal campo i compagni e la partita è stata sospesa. La decisione ha ricevuto il plauso sia dell’allenatore avversario che del dirigente del San Michele, che per inciso è un ex amministratore della Lega: «I ragazzi in campo – ha dichiarato – sono persone adulte, libere, intelligenti e mature. Ci assumeremo tutte le responsabilità, qualsiasi sia la decisione del Giudice sportivo, coscienti del fatto che è stato compiuto un atto giusto».

 

Vittima di nazionalità italiana, parla dialetto

Il giocatore bersaglio dell’attacco verbale è di nazionalità italiana, ha 24 anni, parla perfettamente il dialetto locale ed è impiegato come posatore di cartongesso in un’azienda del circondario. Lo spettatore che ha pronunciato la frase, secondo quanto si è appreso, sarebbe il padre di uno dei calciatori della squadra di casa.

 

“Gara persa? Aspettiamo il giudice sportivo”

“Per il 99% dei casi se si abbandona una partita la gara è persa, ma vediamo cosa dirà il giudice sportivo sulla base della relazione dell’arbitro, con allegati i verbali firmati dai capitani delle due squadre” ha detto all’indomani della gara Sergio Faraon, direttore generale della società sportiva San Michele Salsa, di Vittorio Veneto. “Sotto il profilo sportivo lasciare la gara è un errore, ma per la dimensione morale del gesto non posso che condividere in pieno la scelta del mio capitano – aggiunge Faraon –  Abbiamo assistito a un chiarissimo atto di razzismo, un insulto urlato in un momento in cui nello stadio c’era silenzio generale. Con i colleghi della Cisonese siamo amici da sempre e anche loro mi hanno espresso tutto il loro dispiacere per quanto accaduto”.

 

“Fino a nove undicesimi stranieri”

 

Faraon, da 44 anni dirigente sportivo, ex assessore allo sport, tesserato della Lega e fiduciario del Coni, aggiunge anche di non aver mai registrato in precedenza episodi analoghi contro il calciatore di colore del San Michele Salsa, dove milita ormai da tre anni. “Quello dei giocatori figli di immigrati è un tema ormai ampiamente superato nel mondo sportivo – aggiunge – dato che in ogni squadra oggi è normale trovare tre o quattro ragazzi di famiglie straniere. In una formazione juniores di Conegliano – conclude Faraon – lo scorso anno gli iscritti di colore erano nove su undici“.