Donne e soldi, un binomio difficile ma possibile. Come? Lo spiega Ami Fall: “Signore, è ora di contare!”

Sui social, dov'è sbarcata nel 2019 come @pecuniami, aiuta chi vuole prendere in mano la propria situazione finanziaria. L'intervista all''amica che lavora in banca" che racconta il gender gap nell’accesso al credito come una realtà radicata che sono in 5 Paesi al mondo - Canada, Estonia, Ungheria Nuova Zelanda e Slovenia - non esiste

Donne e soldi, si può? Sì. Amimata Gabriella Fall, per gli amici Ami, sul web Pecuniami, – “L’amica che lavora in banca”, prestata ai social (con successo) -, è riuscita a far andare d’accordo le due parole. E spiega come in Signore, è ora di contare!, dove il punto esclamativo fa parte dell’allenamento. Il sottotitolo recita infatti “manuale di consapevolezza finanziaria”.

Ami Fall-pecuniami

Amimata Gabriella Fall, per gli amici Ami, sul web Pecuniami, da oltre 20 anni lavora in banca

Di solito si ha il desiderio di avere più soldi e insieme l’ansia di rimanere senza. Vale anche per le donne?
“Le donne hanno sicuramente più paura di perdere il denaro. Non puntano alla super performance, non si dicono ‘diventerò ricca’, ma cercano una gestione equilibrata che garantisca serenità”.

Mettono prima il benessere, dunque?
“Sì, anche troppo. Hanno talmente paura di preoccuparsi che a volte non osano neanche uscire dalla zona di comfort”.

Tra gli esercizi che suggerisce, fare i conti su quel cappotto di cashmire e pensare se è davvero un investimento, prima di allungare la carta di credito. Ma è bene anche sapere tutto sul ‘bancalese’, come lo chiama lei?
“La cosa importante è che noi, come quando andiamo dal dottore, siamo in grado di descrivere i nostri sintomi a chi ci deve aiutare nelle scelte finanziarie”.

Ami Fall

Sui social Pecuniami aiuta chi le chiede consiglio per gestire la propria situazione finanziaria: molte donne ma anche qualche uomo

Insomma dobbiamo far comprendere bene i nostri obiettivi?
“Esatto. Tipo: fra sei mesi voglio andare in vacanza, fra 10 anni voglio comprare casa, tra 5 voglio fare un master. E mai fermarsi al primo professionista. Proprio come si fa con i medici”.

Ma le donne, che tendono a delegare le finanze all’uomo di casa, quando maneggiano il denaro hanno l’ansia da prestazione?
“Sicuramente. Anche perché hanno meno soldi in tasca e quindi ne percepiscono ancora di più il valore. Tra gender gap e carriere non costanti, per le donne i soldi risparmiati hanno ancora più peso rispetto agli uomini. Che magari trovano anche meno difficoltà ad ottenere aumenti, sul lavoro“.

In altre parole, le donne sui soldi si sentono poco adeguate?
“Sicuramente c’è anche questo elemento, perché sono materie che non si imparano a scuola. È la risposta che le signore danno anche quando si fanno i sondaggi. Non lo hanno studiato e quindi non sono sicure che quello che stanno facendo sia corretto”.

Gender gap nell’accesso al credito. Lei scrive che solo in 5 Paesi – Canada, Estonia, Ungheria Nuova Zelanda e Slovenia – non c’è questo problema. Che cosa vuol dire?
“Ho iniziato la mia attività di divulgazione nel 2018, proprio colpita dai dati della Banca d’Italia che si riferivano addirittura al 2009. Indicavano esattamente questo, che le imprese femminili avevano difficoltà ad accedere al credito”.

Ami Fall - social

Ami Fall: “Le donne hanno sicuramente più paura di perdere il denaro, ne hanno meno in tasca e ne percepiscono maggiormente il valore”

Ma nel frattempo le cose sono migliorate?
“Direi proprio di no. Le imprese femminili per quanto siano meglio gestite, più piccole, vengono comunque percepite da chi fa le analisi come più pericolose. E quindi lo stesso credito viene concesso più difficilmente”.

Una scena tipo, in banca, oggi.
“Parto da una situazione che mi sono sempre immaginata. Tutte queste ragazze imprenditrici digitali che vanno in banca a chiedere ad esempio 5mila euro per una stampante 3D. Trovandosi magari davanti un funzionario non aggiornatissimo, magari un uomo che le prende un po’ sottogamba. E si sentono rivolgere la domanda fatidica: non può venire a firmare la garanzia tuo padre o tuo marito?”.

Fantasia o realtà?
“Situazioni che mi vengono raccontate spesso”.

E invece in quei 5 Paesi…
“Uomini e donne entrano in banca con la stessa probabilità di ottenere un finanziamento, a parità di condizioni”.

Siamo in economia di guerra. Che cosa le chiedono le persone in questo periodo per sentirsi al sicuro, mentre sale l’ansia di perdere tutto?
“Tanti sono rimasti come congelati nell’atto di investire. Qualcuno era pronto a farlo e ora dubita. Oppure si chiede: disinvesto? O anche: posso ancora comprare casa?”.

Insomma, grande smarrimento. Lei che consigli dà?
“Dipende sempre dalla nostra propensione al rischio. Se non si ha paura di perdere nel breve periodo, allora questo è un buon momento per investire. Perché è come se comprassimo ai saldi. Ma per farlo, bisogna ragionare guardando avanti, almeno 5-10 anni”.

AMI FALL

In un periodo come quello attuale, di grande smarrimento, la consulente consiglia di investire sulle energie alternative e sulla sostenibilità aziendale

E su cosa è meglio orientarsi, a suo parere?
“Se sono ottimista, posso continuare a puntare sul mercato delle energie alternative, sempre in un’ottica di medio-lungo periodo. Non è che domani faccio i soldi”.

In generale?
“Credo che nei prossimi anni farà la differenza chi ha comunque investito sulla sostenibilità aziendale. Vuol dire industriale ed economica ma anche umana”.

Nel frattempo, che riscontri ha dalla sua attività social?
“La cosa che mi fa più felice è quando mi scrivono donne di qualunque età ma anche uomini, perché ho un 10% di zoccolo duro di lettori uomini”.

Per dirle cosa?
“Mi mettono al corrente delle loro scelte, ‘Grazie a te oggi ho un fondo pensioni, grazie a te ho deciso di prendermi cura del mio budget, grazie a te sono andata in banca a parlare…’. Questi per me sono risultati fantastici. Perché dimostrano forza e sicurezza in se stessi”.