Il pugile in carrozzina che torna a camminare: “Sono rinato, ma ho ancora un sogno da realizzare”

Antonio Del Lungo, 41 anni, nel 2018 è stato costretto in carrozzina da un'infezione midollare. Ma non si è arreso e vedendo la possibilità di tornare in piedi ha fatto di tutto perché si realizzasse

Antonio del Lungo, 41 anni, pugile per passione, a causa di un’infezione midollare ha perso per un periodo l’uso delle gambe

Un atleta che dimostra come la vera marcia in più risieda non nei muscoli ma nella forza d’animo. Un pugile che, a un certo punto, nel 2018, un’infezione midollare costringe su una carrozzina. Un uomo che riparte da zero, ce la mette tutta e piano piano da quella carrozzina si rialza, torna a stare in piedi, riprende a camminare. È una straordinaria storia di coraggio, tenacia e resilienza quella di Antonio Del Lungo, che oggi ha 41 anni.

“Sono dovuto rinascere ma non ho mai smesso di crederci. A casa, per conto mio, cammino, faccio addominali e lavoro su di me perché so che c’è ancora un margine di recupero. Mi sono molto affezionato a Villa Il Sorriso, a tutto lo staff. Devo a loro se sono tornato a camminare a metà del 2019, alle parallele, con i tutori. A un certo punto ne ho mantenuto uno solo, più leggero, in carbonio”. È così che a maggio dell’anno scorso Antonio raccontava la sua storia, che si è dovuta scontrare anche col difficile periodo del lockdown. Ma neppure quando tutto il mondo si è dovuto chiudere in casa, lui si è fermato. Nel 2020 infatti, quando per il Covid l’attività del centro è stata sospesa, Antonio è stato seguito con videochiamate attraverso le quali è riuscito a condividere l’attività fisica a distanza.

Grazie allo staff di Villa Il Sorriso e alla sua grande forza di volontà è riuscito pian piano a rialzarsi

Cresciuto a Panzano e ora residente a Greve in Chianti, in provincia di Firenze, Antonio Del Lungo, pugile per passione, quando è arrivato a Villa Il Sorriso, il centro di riabilitazione intensiva per pazienti con lesioni midollari e sclerosi multipla nel presidio San Felice a Ema della Asl Toscana centro, aveva solo l’uso degli arti superiori. Il percorso è stato lungo, ma non appena ha iniziato a vedere i segni di un recupero parziale, vi si è buttato a capofitto. La sua è una storia straordinaria, nella quale fondamentale è stata anche la perseveranza dello staff della struttura sanitaria. Oggi Antonio si sposta con la carrozzina, ma in casa si muove sulle proprie gambe con l’aiuto di tutori che agevolano il passo e fa le scale. Ha anche ripreso la patente. Il recupero è stato notevole e ancora ci sono margini di miglioramento. “Adesso cammino con un po’ di paura – spiega -. La gamba destra non ha problemi, ma quella sinistra è maggiormente a rischio quindi bisogna fare attenzione”.

Antonio si muove in carrozzina, ma appena può torna a camminare sulle sue gambe. “Sono migliorato tanto ma so che c’è ancora margine”

Ora una nuova sfida: quella di poter usufruire di un tutore di ultima generazione (si chiama C-Brace), in grado di migliorare ancora la condizione alla gamba sinistra, quella che ha avuto più danni. Un sogno che ha un costo molto alto, pari a 55mila euro. Per contribuire a realizzarlo, e sostenere Antonio e la sua famiglia in questa spesa, è stato lanciato un crowdfunding sulla piattaforma Gofundme. “Questo tutore mi permetterebbe di stare di più in piedi, camminare con una posizione corretta. Ho fatto diversi progressi: tuttora mi muovo con un tutore rigido o con una ‘molla’ che mi dà una mano sulla gamba sinistra. Il C-Brace migliorerebbe la situazione. L’azienda ha anche una sede a Campi Bisenzio, dove io faccio riabilitazione”. La campagna di crowdfunding, avviata da qualche giorno, sta andando molto bene: sono stati raccolti oltre 22mila euro, le donazioni sono 280.

Del Lungo ha lanciato un crowdfunding per raccogliere i fondi necessari all’acquisto di tutori di ultima generazione

“Sono molto contento della grande generosità che vedo – dice Antonio -. Alcuni sono miei amici, ma altre persone non le conosco personalmente. Arrivano donazioni da tutta Italia, perché magari hanno conosciuto la mia storia sui social o sulla stampa”. Quello che a Del Lungo non manca è la forza d’animo: “L’ho sempre avuta e pensare che prima di questo problema ero pure ipocondriaco – confessa ridendo -. Naturalmente i momenti difficili ci sono stati, ma ho sempre superato tutto con tranquillità. Anche io a volte sono stupito di come ho affrontato questa situazione. E voglio ringraziare tutti”. La nuova sfida passa (anche) dalla generosità degli altri: “Mi piacerebbe che lo Stato italiano desse un contributo maggiore a persone che vivono queste situazioni – afferma -. So che in Germania o in Inghilterra passano il 75% della spesa di un tutore del genere, qui è diverso. È vero che non ho pagato gli strumenti precedenti e di questo sono felice, però erano importi diversi, più bassi. Sarebbe un bel gesto riconoscere una percentuale della cifra totale: magari in futuro cambierà qualcosa”. Per fare una donazione è sufficiente andare sulla piattaforma al nickname ‘SuperAnto’ o cercare Antonio del Lungo sui motori di ricerca.