“Io, influencer e modella in sedia a rotelle: dal bullismo di una prof al red carpet di Venezia, Chiedo rispetto, non compatimento”

Affetta da una malattia congenita, famiglia numerosa, Benedetta De Luca, 34 anni, campana è fra le prime modelle in carrozzina o con stampelle in Italia. Paladina dei disabili che spera di assistere come avvocata, disegna e indossa capi, sogna di "scrivere l'autobiografia e di sposare presto il fidanzato"

Un ciclone biondo. Benedetta De Luca, 34 anni il prossimo dicembre, modella e influencer, è affetta da agenesia del sacro, malformazione congenita che la obbliga a utilizzare stampelle e sedia a rotelle. Lunghe chiome e fisico da pin-up, Benedetta, origini salernitane,  non va a caccia di sconti. “Detesto chi tratta noi disabili con commiserazione – premette -. Non mi sono mai arresa alle difficoltà. Per me la distanza tra i sogni e realtà si chiama azione”.

 

Benedetta neonata

Il suo è stato un percorso in salita

“Ho una famiglia meravigliosa, che non mi ha mai fatto sentire diversa e mi ha regalato un’infanzia serena, nonostante la malattia. Una partenza fortunata, lo ammetto, purtroppo per molti non è così. Crescendo però mi sono dovuta confrontare con il mondo esterno, spesso impreparato a fronteggiare la disabilità, sia da un punto di vista materiale che psicologico. Ho sfidato barriere non solo architettoniche. Più di una volta sono stata oggetto di compatimento, subendo frasi del tipo: ‘sei talmente bella, che peccato…’ Atteggiamenti pietistici che trovo del tutto fuori luogo”.

 

Qual è secondo lei il modo giusto di porsi?

“Credo possa essere sintetizzato dalle parole normalità e rispetto”.

 

La persona a cui è più grata in assoluto?

“Sicuramente mia madre. Mi ha sempre spronato a credere che la malattia non fosse un ostacolo, che avrei potuto fare tutto. Lei è stata la guerriera numero uno. A un certo punto però mi ha ‘scaricato‘. “Ti ho dato un bel paio di ali – mi disse-  ora devi volare da sola”.

 

All’ultimo festival del cinema di Venezia ha sfilato sul red carpet, portando la disabilità in passerella. Quali emozioni?

“Ho respirato un’atmosfera meravigliosa, ero al settimo cielo. C’erano modelle altissime e bellissime. Temevo che nessun fotografo si sarebbe interessato a me. I fatti mi hanno smentito e allora ho capito che forse – finalmente – la società sta diventando sempre più inclusiva e meno legata a stereotipi sulla bellezza“.

 

Benedetta, nel giorno della laurea in Giurisprudenza

Lei si batte da anni per i diritti dei disabili.

“Al tema ho dedicato anche la mia tesi. Sono laureata in Giurisprudenza e sto sostenendo l’esame per diventare avvocato. Le ingiustizie proprio non le sopporto”.

 

È mai stata bullizzata?

“Sì e tutto è incredibilmente partito da un’insegnante. Ricordo che mi esclusero da una gita riservata agli studenti più meritevoli – io ero tra quelli – perché la destinazione non era priva di barriere architettoniche. Allora protestai con la professoressa che mi disse: “De Luca, devi cominciare a capire che ci sono cose che non potrai mai fare”. I miei compagni si sentirono così legittimati a sostenere quel punto di vista e nessuno mi difese. Fu terribile.”

 

Nel 2014 ha preso parte a un reality riservato ai diversamente abili.

“Era una produzione spagnola ambientata a Tenerife. Una specie di Grande Fratello con tante prove da superare. Eravamo un gruppo stupendo e molto solidale. La concorrente con cui ho legato di più era una ragazza priva di un arto. Ricordo che ironizzavamo sulla nostra condizione: lei mi diceva ‘tu sì che sei in gamba’ e io ribattevo: vieni qui che ti do una mano. Sono arrivata seconda, perché ho perso la gara di cucina. Purtroppo non so fare neanche una pasta al tonno!”.

Benedetta De Luca col fidanzato

 

Forse è bene che si attrezzi in vista dei fiori d’arancio.

(Ride) “Sì, sogno di indossare presto l’abito bianco. Sono innamoratissima del mio fidanzato, conosciuto grazie ad amici comuni. Mi ha chiesto di uscire facendomi recapitare un mazzo di rose rosse mentre ero dal parrucchiere. Un gesto d’altri tempi che mi ha conquistata”.

 

A proposito di vestiti, lei ha disegnato anche abiti per disabili.

Benedetta De Luca

“Nella nostra condizione non è sempre facile essere eleganti perché gli abiti devono poter essere indossati comodamente. Ma non mi sembra giusto dover rinunciare alla moda e quindi ho ideato alcuni modelli. Sono anche ambasciatrice di un’azienda di prodotti per la cura del corpo che ha impostato la campagna pubblicitaria sull’inclusività. Sa che secondo le ricerche di mercato il 70% dei consumatori apprezza questo tipo di scelta? Non credo sia soltanto più una questione di mission sociale ma una potenziale strategia di sviluppo economico”.

 

Un sogno nel cassetto?

“Ho scritto un libro dove racconto la mia storia e do consigli su come lavorare sulla propria autostima. Vorrei trovare un editore interessato a pubblicarlo”.