Irene Micelotta, parà e mamma: “Carriera in divisa? Si può fare, ma non chiamatemi colonnella”

Classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, è il primo ufficiale superiore donna esploratore del Tuscania. Sposata con una figlia di 11 anni, stempera i toni sui confronti di genere: "La priorità è la sostanza, sono finiti i tempi in cui si parlava di incapacità femminile"
Irene Micelotta, classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, primo ufficiale superiore donna, esploratore del Tuscania

“Il carattere dei calabresi? Siamo delle rocce con una grande dignità“. Le parole della grande cantante Mia Martini, calabrese doc e orgogliosa di esserlo, calzano a pennello a chi ha scelto di fare una vita incentrata su obblighi, regole, privazioni e tanta tanta motivazione.

 Irene Micelotta, classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, primo ufficiale superiore donna, esploratore del Tuscania


Irene Micelotta, classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, primo ufficiale superiore donna, esploratore del Tuscania

Irene Micelotta, classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, primo ufficiale superiore donna, esploratore del Tuscania. Irene è sposata ed ha una figlia di 11 anni. “Cerco di stare il più possibile con mia figlia che frequenta la scuola al di fuori della caserma. Per lei ormai questa è casa sua, conosce bene l’ambiente militare ma non è facile conciliare questo lavoro con la famiglia e soprattutto quando sono in missione e l’assenza è lunga mi pesa molto“.

Il tenente colonnello Micelotta è un esempio nella Seconda Brigata Mobile dei Carabinieri sotto la guida del generale Stefano Iasson, perché lei è l’unica ad avercela fatta, ad aver superato brillantemente tutte le prove. E’ l’unica paracadutista esploratrice dell’Arma che fa discesa libera lanciandosi da 5mila metri. “La Micelotta è stata tenace ed ha una prestanza fisica che le ha permesso di arrivare a questo punto – dice il generale – ed eccola qua esploratrice del Tuscania responsabile di operazioni molto delicate. Reggere certi sforzi, portare i pesi non è facile per una donna e solo chi ha un fisico dotato può raggiungere il traguardo”.

 Irene Micelotta, classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, primo ufficiale superiore donna, esploratore del Tuscania


Irene Micelotta, classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, primo ufficiale superiore donna, esploratore del Tuscania

Dopo la laurea in Scienze Motorie all’Isef di Roma, nel 2000 ha vinto il concorso pubblico e si è arruolata all’Accademia Militare di Modena, laurea in Giurisprudenza a La Sapienza poi in Scienze della sicurezza interna ed esterna. Ha superato dieci mesi di corso molto selettivo che manda a casa in media 75 allievi su 100. Grazie alla sua volontà, determinazione e potenza fisica, la Micelotta è stata nel Kosovo (2012) e in Israele/Palestina (Hebron) nel 2013 nel ruolo di capo divisione operazioni.

 Irene Micelotta, classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, primo ufficiale superiore donna, esploratore del Tuscania


Irene Micelotta, 46 anni, bronzo con la nazionale italiana di caduta libera al campionato del Belgio

In volo

La passione per lo sport l’ha aiutata molto, dalla boxe al nuoto e al recente bronzo con la nazionale italiana di caduta libera al campionato del Belgio. A 46 anni è l’unica paracadutista esploratrice dell’Arma dei carabinieri che fa “discesa” libera lanciandosi da 5mila metri. All’origine era una passione: abbandonarsi al vuoto e trovare l’equilibrio in questo. Una sfida con se stessa prima che con la forza di gravità. Poi quella passione – allenata nel tempo – è diventata il lasciapassare per ricoprire incarichi di primo piano nell’Arma sul fronte delle missioni all’estero.
“L’Arma dei Carabinieri è la mia casa – dice il tenente colonnello Micelotta – ho 46 anni e da 22 sono in servizio. Fare questa vita non è semplice, né naturale per una donna. A volte sento la solitudine di non poter condividere certe cose con delle donne, ma il contatto con le colleghe è costante. Ci confrontiamo su tante cose. Mi fa piacere che negli ultimi tempi si stiano avvicinando tante ragazze giovani, ce ne sono alcune molto valide”.

 Irene Micelotta, classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, primo ufficiale superiore donna, esploratore del Tuscania


Irene Micelotta, classe 1975, tenente colonnello dei Carabinieri, primo ufficiale superiore donna, esploratore del Tuscania

“Non chiamatemi colonnella”

Irene Micelotta si fa chiamare colonnello, nessuna declinazione al femminile per il suo grado perché ‘colonnella’ ha un significato ben preciso nell’ambiente militare ovvero ’prima compagnia di un reggimento comandata dal colonnello’.
Non importa il nome, per il tenente colonnello la priorità è la sostanza del suo impegno. Il suo fisico è perfetto, sguardo duro ma sorriso affabile, Irene si mantiene al passo con i suoi colleghi grazie ad un costante allenamento: “Mi piacciono molto il nuoto e anche le arti marziali. Mi piace tanto correre anche fuori dalla caserma. Negli anni ’90, quando ancora era vietato alle donne, facevo pugilato e lotta libera femminile. Ora i tempi sono cambiati, per fortuna anche le donne hanno molte più possibilità. Se tu, come persona in generale e donna in particolare, vuoi metterti in gioco su un’attività che richiede una preparazione fisica e non – attenzione – una prestanza fisica lo puoi fare perché i reparti di tutte le forze armate sono oggi avvicinabili dalle donne. Non è più tempo di parlare di incapacità femminile

L’arrivo al corso nel Tuscania

Dopo l’addestramento, tanti i riconoscimenti e le missioni per il tenente colonnello Irene Micelotta (foto tratta da Instagram)

Dopo l’addestramento, tanti i riconoscimenti e le missioni per il tenente colonnello Irene Micelotta (foto tratta da Instagram)

“Quando sono arrivata al corso nel Tuscania – ricorda il tenente colonnello Micelotta – avevo 32 anni, c’erano pochissime donne e gli altri allievi erano uomini di 22, 23 o 24 anni. Per me finire quel corso ha significato vincere. E’ importante sottolineare un aspetto: in corsi come quello non c’è una differenziazione neanche formale tra uomo e donna perché tutti gli allievi sono tenuti a raggiungere determinati obiettivi e specifici risultati stabiliti dai protocolli. In contesti come questo cade l’idea obsoleta del ’superuomo’ o della ’superdonna’, si deve resistere un anno alla fatica psicofisica. Se hai la febbre la devi sopportare altrimenti ti fermi e sei fuori, se ti rompi un dito vale lo stesso principio e non importa chi tu sia ma quello che riesci ad affrontare”.

La carriera

Dopo l’addestramento, i riconoscimenti che ne sono seguiti, il comando di una compagnia territoriale come quella di Cecina, sono arrivate le missioni: in Kosovo e poi in Palestina dove la Micelotta, nel 2013, ha ricoperto l’incarico “di comando reale nella missione ‘Tiph’ oggi chiusa – ricorda – una missione che esiste fin dagli anni Novanta ed è legata al rispetto dei negoziati tra Israele e Palestina sull’occupazione dei territori di confine”. All’epoca si occupò dell’impiego di tutti gli osservatori militari arrivati da Turchia, Italia, Svizzera, Danimarca, Norvegia e Svezia.

Ma qualche cruccio, per una donna che deve condividere gli spazi con un esercito di soli uomini, c’è: “La cosa che mi manca di più è non potermi colorare i capelli come vorrei e non poter portare gli orecchini”. Ma la divisa non permette distrazioni.