Iryna Vereshchuk, da “Voterei Putin” a “Morte ai russi”. Chi è (davvero) la vicepremier ucraina, volto simbolo della resistenza

Dal Parlamento alla mimetica militare, dalle foto istituzionali a quelle di propaganda. La trasformazione della vice prima ministra dell'Ucraina è evidente. Nel 2013, quando era sindaca di Rava Ruska, disse in un'intervista: "Putin fa bene alla Russia, come tutti i presidenti dovrebbero fare agisce nell'interesse del suo Paese"

Fa strano scorrere la pagina Instagram di Iryna Vereshchuk, la vicepremier ucraina. Il 16 febbraio, otto giorni prima dell’inizio della guerra in Ucraina, postava una foto di lei stessa sorridente accanto a quattro donne, cantanti di un folkloristico coro ucraino. E scriveva: “Siamo una nazione molto bella e cantante!”, aggiungendo alla didascalia l’emoji di un abbraccio. Il 24 febbraio, il giorno in cui è iniziata l’invasione russa, la vicepremier ucraina ha postato un’altra foto, di lei stessa, non più sorridente ma seria in volto e con addosso la mimetica verde militare. “Se il destino ci ha messo alla prova, allora lo affronteremo. Degnamente! Morte ai nemici! Gloria all’Ucraina!“, ha scritto la vicepremier nella didascalia della foto.

Le foto di Iryna Vereshcuck su Instagram prima e dopo l’inizio della guerra in Ucraina. A sinistra la vicepremier ucraina posa con quattro ragazze di un coro ucraino, nella seconda indossa la mimetica militare e scrive: “Morte ai nemici, gloria all’Ucraina!”

Iryna Vereshcuck, chi è la vicepremier volto della resistenza in Ucraina

La trasformazione della vicepremier ucraina è evidente. Dalle foto istituzionali a quelle di propaganda. Dal Parlamento alla guerra. Ma chi è Iryna Vereshcuck, la vicepremier diventata volto della resistenza in Ucraina? Classe 1979, Iryna Vereshcuck è nata il 30 novembre a Rava Ruska, vicino Leopoli, una delle città tra le più bombardate nel Paese in guerra con la Russia. La vicepremier, 43 anni, si è diplomata all’Istituto Militare del Politecnico di Leopoli in “Informazione Internazionale”, prestando in seguito servizio per cinque anni come ufficiale nell’esercito ucraino. L’ufficiale ha poi conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Leopoli. È diventata avvocata, e il 30 ottobre 2010 è stata eletta sindaco della sua città natale, Rava Ruska. All’epoca era la più giovane donna sindaco dell’Ucraina: aveva 31 anni. Dopo aver governato la città per cinque anni, Vereshcuck ha continuato la sua vita accademica, studiando in Polonia e diventando nel 2016 presidente di un Centro internazionale di studi e ricerche sul Mar Nero e sul Baltico. Tornata a frequentare la vita pubblica, dopo alterne vicende politiche, nel 2021 Iryna Vereshcuck si candida al Parlamento ucraino per il partito ‘Servitore del popolo’, lo stesso del presidente ucraino Volodymyr Zelenski, e viene eletta. Iryna viene quindi nominata vice primo ministro dell’Ucraina e ministro dei territori temporaneamente occupati e degli sfollati interni.

La vicepremier ucraina Iryna Vereshcuck, 43 anni (Foto tratta dal suo profilo Instagram)

Quando nel 2013 disse: “Voterei per Putin, fa bene alla Russia”

Della vita privata della vicepremier ucraina Iryna Vereshcuck non si sa molto. Si è sposata due volte e ha due figli. Di lei alcuni giornali ucraini ricordano quando nel 2013 in un’intervista a Kommersant, uno dei maggiori quotidiani politico-finanziari della Russia, disse: “Se avessimo un presidente come Vladimir Putin, voterei per lui. Fa bene alla Russia”, ha dichiarato l’attuale vicepremier ucraina. E alla domanda del giornalista russo di Kommersant “Che vuol dire fa bene alla Russia?”, Iryna Vereshcuck rispose: “Agisce nell’interesse del suo Paese. Ogni presidente dovrebbe difendere il suo Paese in quel modo. È naturale!”.

Iryna Vereshcuck è stata eletta nel 2010 sindaco di Rava Ruska. Aveva solo 31 anni, ed è infatti la più giovane donna in tutta l’Ucraina a essere diventata primo cittadino (Foto tratta dal suo profilo Instagram)

L’intervista fu rilasciata nel 2013, quando ancora non era scoppiata la crisi della Crimea, con la conseguente annessione da parte russa nel 2014. Nel 2021, sette anni dopo l’annessione della Crimea alla Russia, Iryna Vereshcuck venne nominata ministro dei territori temporaneamente occupati in Ucraina. Dopo la sua nomina, nel suo discorso al Parlamento Iryna Vereshcuck sottolineò che intendeva “attuare le disposizioni dei regolamenti e dei programmi pertinenti, compreso il Piano per l’attuazione della strategia di disoccupazione e reinserimento della Crimea” in Ucraina. Così disse Iryna Vereshcuck in Parlamento il 4 novembre 2021. Tra i “compiti prioritari” che la ministra si impose di attuare c’era anche “garantire finanziamenti adeguati per progetti di reinserimento, mobilitare gli sforzi finanziari dei partner internazionali per attuare progetti dal Donbass e dalla Crimea, perseguire una politica di informazione rivolta ai residenti dei territori occupati, nonché portare avanti un’attività diplomatica (con la Russia, ndr) legale e attiva”.

Oggi Iryna Vereshcuck si appella alla Nato per chiedere una no fly zone. “O la guerra peggiorerà”, ha dichiarato la vicepremier a Otto e mezzo su La7

La vicepremier ucraina oggi: “Se l’Occidente non ferma Putin la guerra peggiorerà”

Tre mesi dopo il suo discorso a favore del reinserimento della Crimea, la vicepremier ucraina Iryna Vereshcuck si è ritrovata in guerra con la Russia. Oggi la vicepremier utilizza i suoi canali social per informare la popolazione tramite foto e video su quanto sta accadendo in Ucraina, sulla situazione della guerra, sui corridoi umanitari, su quante vittime ogni giorno vengono registrate, sui bombardamenti nelle città. Non mancano ovviamente appelli alla Nato per la no fly zone, più volte richiesta dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lunedì 14 marzo a Otto e Mezzo su La7, la vicepremier ucraina ha dichiarato che “È la posizione dell’Occidente ad aver provocato Putin a fare quello che sta succedendo adesso in Ucraina. Nel 2014 lui doveva essere fermato. Nel 2014 c’erano delle sanzioni molto deboli e i rapporti economici e commerciali andavano avanti e questo gli ha fatto capire (a Vladimir Putin, ndr) che l’Occidente non lo ferma, non ha la volontà di fermarlo. Ma la guerra c’è e la guerra peggiorerà se non lo fermiamo adesso”, ha così dichiarato la vicepremier ucraina a Otto e mezzo.