“Iseeyou”, il camp artistico dell’associazione Lidia Dice per prevenire la violenza di genere

Il camp si è svolto a Torino dal dal 26 al 28 novembre scorso e ha visto la partecipazione gratuita di 15 giovani donne dai 15 ai 25 anni che si sono immerse all'interno di un percorso ricco di stimoli e opportunità volte a conoscere sé stesse

Non nasconderti. Fidati di me“: recita così la frase in inglese impressa sui manifesti del camp artistico ISEEYOU ideato da Lidia Dice, un’associazione non profit nata nel 2016 dal desiderio di Lidia Carew, ballerina, attrice e performer, di scovare e dar voce ai cosiddetti “cigni neri di cui nessuno parla perché sfuggono ai modelli e sono quindi gravemente sottovalutati”.

L’obiettivo di Lidia e dei suoi collaboratori è infatti quello di dare modo a chi ha un sogno di credere nelle proprie capacità; un percorso che possa aiutare a trasformare le difficoltà in opportunità, affinché un passato difficile non incida negativamente sul futuro. È un camp artistico che propone un percorso pedagogico ed esperienziale di prevenzione alla violenza, in particolare quella di genere. Il camp, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, si è svolto a Torino dal 26 al 28 novembre scorso e ha visto la partecipazione gratuita di 15 giovani donne dai 15 ai 25 anni, le quali si sono immerse col corpo e con la mente all’interno di un percorso ricco di stimoli e opportunità volte a conoscere sé stesse.

Il nome stesso dell’associazione racchiude in sé i principi cardine sui quali si basa il progetto: Lidia “Dice”, perché è un percorso formato dai differenti punti di vista, dalle diverse esperienze e dalle voci delle persone che le raccontano. Durante le tre giornate di camp sono stati numerosi i professionisti che hanno messo a disposizione le proprie storie: si è azionato il CORPO, con Lidia e altre performer e coreografe, le quali hanno lavorato con le ragazze sulla consapevolezza del fisico nello spazio e sul rafforzamento dell’autostima. Si è parlato di IMMAGINE con nomi importanti del mondo del make- up, e infine si è dato importanza alla VOCE, grazie al contributo di vocal coach, speaker radiofonici e autori. Ogni coach ha condiviso la propria esperienza di vita, dimostrando alle ragazze che, per quanto sia difficile raggiungere un obiettivo, con gli strumenti necessari è più facile affrontare situazioni difficili.

Essere una donna implica una serie di limiti e complessità che ancora oggi si fa faticano a sradicare. L’educazione ai sentimenti è un obiettivo ancora lontano per pensare ad un cambiamento di modi di pensare, ancora troppo radicati e ottusi all’interno della nostra società. E allora, citando la famosa frase “se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna”, possiamo dire che: se la violenza non viene estirpata all’origine, saranno le donne a munirsi degli strumenti necessari a combatterla.
L’idea di Lidia è quindi quella di lavorare sulla prevenzione alla violenza, fornendo alle ragazze l’autostima e la consapevolezza necessarie affinché possano affrontare ogni tipo di situazione sia a livello mentale, sia a livello fisico.