Isole Barbados, via la Regina Elisabetta, ora è la repubblica delle donne: dalla presidente all’eroina nazionale Rihanna

Archiviata una regina se ne fa un'altra, anzi tante altre. Una rivoluzione pacifica nel Paese caraibico ha tagliato definitivamente il cordone ombelicale con la vecchia Madre Patria. Ma le posizioni di vertice rimangono alle donne

In un colpo hanno deposto Queen Elizabeth da regina del loro paese, hanno istituito la repubblica e affidato ad altrettante donne le cariche più importanti dello Stato. Quando si dice rivoluzione pacifica. Alle Barbados islands, nemmeno trecentomila anime nel paradiso dei Caraibi, si è appena consumata una svolta epocale, accelerata da  un movente economico: la Cina, impegnata nel Risiko dei paesi emergenti, ha promesso investimenti per miliardi di dollari. Per quelli, val bene recidere definitivamente il cordone ombelicale con la ex madrepatria, dalla quale – sudditanza a Queen Elizabeth a parte – si era raggiunta l’indipendenza nel 1966.

La primo Ministro delle Barbados Mia Mottley con la Presidente Sandra Mason ‘incoronano’ Rihanna come eroina nazionale (Pool/Getty Images/AFP)

Da allora le Barbados sono autonome, salvo il riconoscimento della regina britannica come Capo dello Stato, condizione ancora in vigore in due paesi non proprio di piccolo conto, come Canada e Australia.
Il taglio dell’ultimo legame con l’Europa avviene su un doppio binario. Da un lato la lenta marcia per superare i retaggi dell’era coloniale, testimoniata dalla parabola della statua di Orazio Nelson, che in origine guardava la capitale Bridgetown, quindi fu voltata e infine distrutta. Dall’altro lato, gli allettamenti cinesi, concretizzatisi in mezzo miliardo di investimenti come sorta di “anello di fidanzamento” e con la prospettiva concreta delle doti miliardarie già dispensate alle isole sorelle Trinidad e Tobago, Antigua, Giamaica, passate sotto l’egida economica del Dragone. Alla deposizione della Regina Elisabetta ha presenziato il principe Carlo, nel segno di una  rivoluzione col sorriso, completata dall’ascesa delle donne al vertice della  repubblica: presidente è Sandra Mason in perfetta continuità col passato, giacché era luogotenente della corona inglese. Mia Mottley è leader del governo, mentre a Donna Babb-Agard è affidata la guida della magistratura. Da una regnante (quella vera) ad un’altra, simbolica: durante la cerimonia ‘sua maestà’ Rihanna, regina del pop mondiale e originaria proprio delle Isole,  è stata ‘incoronata’ eroina nazionale dalla nuova primo ministro Mottley. Le Barbados, con quel nome che evoca un tratto somatico orgogliosamente maschile è un Paese a trazione femminile. Un bel contrasto, non c’è che dire.