Italia da favola alle Paralimpiadi: tre ori dal nuoto, argento dal fioretto a squadre, bronzo da judo e triathlon

Gli azzurri marciano a grandi falcate verso il record stabilito a Rio. Barlaam, Trini e la staffetta femminile (squalificati gli Usa) sono d'oro, Bebe e le compagne del fioretto, Ghiretti e Terzi d'argento, Bronzo per Gilli in piscina, la judoka Costa e il triathleta Achenza, Nove podi in un giorno e tanta voglia di migliorarsi ancora

Ancora grandi soddisfazioni per lo sport italiano dalle paralimpiadi di Tokyo 2020. Nove medaglie in un giorno: dal nuoto  tre ori, due argento e un bronzo ai quali si aggiungono l’aregnto  nel fioretto a squadre della scherma capitanata da Bebe Vio e i bronzi nel judo di Carolina Costae nel triathlon di Giovanni Achenza. Le medaglie sono in tutto ventisei.

E’ la meglio gioventù che tiene alto il nome dell’Italia. Ops, fra i medagliati c’è anche un cinquantenne, Giovanni Achenza, (leggi l’articolo) triathleta che ha vinto il bronzo. Dopo la premiazione annuncia che punta a Parigi 2024. Nel suo intimo, se davvero progetta quel traguardo, è giovanissimo.
Ecco il diario di una domenica perfetta.

 

Tre ori nel nuoto

 

Barlaam, freccia a tempo di record

 

Il più atteso e tecnicamente pregiato è arrivato da Simone Baarlan, velocista delle piscine che ha conquistato il successo nei 50 metri stile libero classe S9 con il record paralimpico di 24“71, Secondo il russo Denis Tarasov, della (24“99) e lo statunitense Jamal Hill (25“19). Sulla gara il vincitore ha dichiarato che “Non era facile arrivare con tutte le aspettative del mondo alle spalle, un po’ me la stavo facendo sotto ma è andata bene – ha sorriso Simone ai microfoni di Rai Sport – Questo oro mi dà euforia e carica per i prossimi giorni di gara”.
“Oggi è stata una montagna russa di emozioni (e disegnerà l’attrazione di un luna park) ed essere premiato da Luca mi ha fatto sentire ancora di più la vicinanza del mondo paralimpico italiano, un onore pazzesco”, ha dichiarato Simone a proposito della premiazione che Luca Pancalli presidente del Comitato Italiano Paralimpico ha voluto personalmente effettuare come riconoscimento al valore e alla storia di Barlaam. La mia società, la Polha Varese, ha avuto una parte importantissima nel mio percorso e tutte le società sul territorio italiano – ha aggiunto Barlaam – stanno facendo un lavoro fondamentale per la crescita della Nazionale, che sta migliorando esponenzialmente anno dopo anno, grazie allo scouting di Federazione e comitati regionali che stanno trovando sempre nuovi atleti o nuovi bambini che piano piano diventeranno atleti. E speriamo che l’onda non sia ancora finita”.

 


Trimi, prima nel dorso

 

Oro anche per Arjola Trimi, 34 anni, nata a Tirana, tesserata per la Polha Varese, nei 50 dorso S3. La lombarda ha nuotato in 51“34, 3“77 più veloce della britannica Ellie Challis (55“11) e 5“89 della atleta della Rpc Iulia Shishova (57“03). “Non mi aspettavo un tempo così basso e sono davvero tanto felice. Questo oro vuol dire tantissimo, ho dovuto fare della resilienza il punto di partenza per ogni situazione e questo oro significa che sono riuscita a fare qualcosa di importante”. Arjola si effonde poi in un elogio dell’ementyo in cui si trova più a suo agio: “L’acqua per me è libertà assoluta di esprimermi, mi sento libera di dare il massimo anche nei momenti più difficili. La mia famiglia mi è sempre stata vicina, senza di loro non sarei dove sono oggi”

 


Staffetta, oro a sorpresa

 

Prime al mondo al termine di una gara da brividi la staffetta 4×50 donne composta da Alessia Scortechini (S10), Giulia Terzi (S7), Vittoria Bianco (S9)e Xenia Palazzo (S8). Le ragazze vincono con il tempo di 4“24.85, davanti all’Australia (4“26.82) e al Canada (4“30.40). A lungo in sospeso, il risultato è stato ufficializzato dopo circa due ora: gli Stati Uniti avevano toccato il traguardo per primi, ma una irregolarità in un cambio aveva indotto la giuria a squalificare e a mantenere la decisione anche dopo il ricorso statunitense. Anche la Gran Bretagna, giunta quarta aveva fatto ricorso contro un cambio delle australiane. La premiazione si svolgerà nella giornata di lunedì 30.

 

Terzi arriva seconda

 

Nei 400 stile libero S7, Giulia Terzi ha ottenuto la medaglia d’argento in 5“06.32. Davanti a lei la statunitense McKenzie Coan (5:05.84). Terzo posto per un’altra americana, Julia Gaffney (5:11.89). “Nell’ultimo 100 ho visto l’americana McKenzie scappare via ma ho dato il massimo, quindi sono contenta. O e lei siamo state appiccicate fino alla fine: è stata una bella gara, divertente e già sfidare le americane è emozionante, c’è molta adrenalina”.

 

Ghiretti, che rimonta

 

Rimonta impressionante di Giulia Ghiretti, 27 anni, di Parma, che, con il tempo di 1’50“36, ha ottenuto la medaglia d’argento nella gara dei 100 metri rana femminile SB4 di nuoto. L’oro è stato vinto dall’ungherese Fanni Illes (1’44“41), il bronzo è andato alla cinese Cuan Yao (1’50“77). Sesta piazza per Monica Boggioni, con il tempo di 1’58“28.
Bronzo

 

Carlotta Gilli, collezionista di medaglie

Carlotta Gilli  consegue il bronzo che rappresenta la quarta medaglia personale della ventenne nuotatrice di MoncalieriTerza nella gara sui 50 stile libero della categoria S12/S13 toccando in 27”07, a 40 centesimi dal suo record del mondo S13 stabilito il 29 giugno 2018 a Roma. Nuova campionessa olimpica si è laureata la brasiliana Maria Caolina Gomes Santiago (26”82) davanti alla russa Anna Krivshina (27”06). Per Gilli, portacolori delle Fiamme Oro, soprannominata ‘Il Delfino di Muncale’, il bronzo di oggi segue l’oro sui 100 farfalla e gli argenti sui 100 dorso e 400 stile libero.

 

Scherma d’argento a squadre

 

La Nazionale italiana di scherma femminile è medaglia d’argento nel fioretto ai Giochi Paralimpici di Tokyo. Le azzurre Ionela Andreea Mogos e Loredana Trigilia, trascinate dall’olimpionica Bebe Vio, sono state sconfitte in finale dalla Cina per 45-41. “Siamo felicissime, siamo migliorate rispetto a Rio. Per l’oro tocchera’ aspettare Parigi”. Bebe Vio guarda gia’ al 2024 dopo la finale a squadre del fioretto femminile persa contro la Cina a Tokyo. “Ci abbiamo creduto fin dalla prima stoccata, abbiamo lottato per arrivare fin qui e ringraziamo lo staff: sono fiera di far parte di questa squadra”, ha aggiunto a RaiSport la campionessa veneta, ieri oro nell’individuale. La Vio era riuscita a riportare sotto 41-40 l’Italia nell’ultimo assalto, che fra l’altro e’ stato l’unico che ha perso in questa Paralimpiade: “Abbiamo dato tutto quello che avevamo”. “Avevo pensato di ritirarmi ma penso che mi tocchi rimanere fino a Parigi”, sorride Loredana Trigilia mentre Ionela Andreea Mogos chiosa: “Se credevamo all’oro sul 41-40? Noi ci crediamo sempre, ma e’ un bellissimo argento e ce lo godiamo. Ho iniziato un po’ male questa Paralimpiade ma ho finito alla grande”.

 

 

La judoka Costa, nel nome del padre

 

Carolina Costa è medaglia di bronzo nel judo femminile +70kg ai Giochi di Tokyo 2020. Costa, atleta di classificazione B2 alla sua prima partecipazione assoluta a una Paralimpiade, ha battuto per ippon l’ucraina Anastasiia Harnik nella finale disputata sul tatami del Nippon Budokan.
“Sono abbastanza emozionata e allo stesso tempo stanca, dopo cinque anni di preparazione e di ottimi risultati devo dire che anche se non è arrivato l’oro per me questo è comunque oro. La dedico a mio padre, al mio allenatore che c’è stato sempre 24 su 24, alla mia famiglia e a tutti quelli che mi sostengono”. Lo ha detto Carolina Costa, medaglia di bronzo nel judo femminile +70kg ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, parlando nella mixed zone del Nippon Budokan subito dopo la premiazione. “Il mio obiettivo adesso è Parigi: abbiamo aggiunto un anno per arrivare a Tokyo ma ne abbiamo tolto uno per Parigi, poi il prossimo anno ci sono i Mondiali. Insomma, un’altra montagna da scalare”, ha sottolineato Costa. Che però ha qualcosa da recriminare a se stessa: “Avrei potuto  prendere benissimo l’oro, in semifinale ho perso un po’ di concentrazione e infatti mi ha battuto (riferito alla kazaka Zarina Baibatina, ndr) per un mio sbaglio: le ho regalato la finale”, il mea culpa in zona mista. Che, però, non la scoraggia: “Peccato, ma una medaglia la porto a casa, il metallo c’è. È la prima di una lunga serie