Jo Squillo: “Grazie a me il femminismo è diventato rock. E continuo a lottare”

Trent'anni fa con il suo 'Siamo donne' Jo Squillo ha incarnato l'icona di una stagione che ha cambiato l’Italia, molto più profondamente di quanto lo stereotipo degli anni '80 'superficiali e paninari' abbia per molto tempo voluto far credere. "Dal gender fluid all'ecologia: siamo stati i pionieri dei ragazzi di oggi"

Sabrina Salerno e Jo Squillo al Festival di Sanremo, il 13 febbraio 1991: il loro ‘Siamo donne’ si classifica solo al 13 posto, ma diventa ben presto un tormentone destinato a scalare le classifiche

Più di quarant’anni di ribalta ma Jo Squillo è sempre la stessa con il suo entusiasmo contagioso, le idee, la voglia di fare premiati dal pubblico. Della ragazza rivoluzionaria della fine degli anni Settanta cosa è rimasto?

“Non rinnego nulla del passato. Ero uno spirito libero, un po’ folle come i giovani di quel periodo che volevano costruire qualcosa di solido, dare segnali forti per un cambio di passo verso il nuovo millennio. Purtroppo a livello di battaglie sull’ecologia, sui diritti delle donne, sull’inclusione i risultati non sono stati quelli sperati. Ma noi ci credevamo”.

Nel 1980 tu, Giovanna Coletti, fondi il Partito Rock. Ti butti in politica con temi programmatici che sono in parte anticipatori di quelli del Movimento 5 Stelle?

“Il nostro programma era incentrato su arte, cultura e bellezza ma anche su ‘lavorare meno, lavorare tutti’ e sul rispetto dell’ambiente. Il capolista alle comunali di Milano ero io e dopo di me in lista c’era un senzatetto, poi intellettuali e tanta gente comune. Un’avventura affascinante perché eravamo a favore degli ultimi”.

Undici anni dopo la tua forza rivoluzionaria arriva sul palco di Sanremo per un manifesto femminista gridato insieme a Sabrina Salerno, non per la strada ma dalla ribalta canora più popolare.

“Fu un’altra avventura incredibile, che fece epoca. In questi giorni si celebrano i trent’anni di ‘Siamo donne’. Io e Sabrina abbiamo realizzato un promo per una serie di Netflix, un format sulla storia di tre ragazze ribelli, che è incentrato sul nostro pezzo che ebbe un effetto dirompente”

La tua vocazione all’attivismo è emersa anche nel 2013 con la onlus ‘Wall of dolls’ a favore delle donne vittime di violenza mentre prima, nel 2002, c’è stato il via al nuovo canale tematico su moda e musica, Tv moda, che è stato anticipatore.

“Tv Moda è un’avventura professionale ma anche imprenditoriale. Non ho investito in chiringuiti o in case ma in un progetto in cui credo perché il Made in Italy è un fiore all’occhiello. Wall of dolls, il muro delle bambole, è un’installazione permanente per combattere i femminicidi che sono un crimine contro l’umanità. Siamo partiti da Milano ma operiamo anche a Roma, Venezia, Genova, Trieste, Brescia. Facciamo rete per aiutare le donne che hanno bisogno dopo i drammi di cui sono state vittime. Perché oltre alle battaglie legali ci sono i problemi per affrontare la quotidianità, trovare un lavoro, crescere figli che hanno bisogno degli aiuti dei nonni. Insomma, c’è molto da fare ma noi ci siamo”.

Jo Squillo è stata anche attivista per i diritti civili e l’ambiente: “Ero uno spirito libero, un po’ folle come i giovani di quel periodo che volevano costruire qualcosa di solido, dare segnali forti per un cambio di passo verso il nuovo millennio”

Tante serate presentando e cantando quarant’anni di musica, poi arriva la pandemia. Dal terrazzo della tua casa, per radio e dalla Tv appelli alla resilienza, a non mollare. Ma Sanremo si doveva fare e soprattutto si doveva fare quel Festival che ci hanno proposto?

“Era necessario dare un segnale di ripartenza per il mondo della musica che come altri è in ginocchio. La musica è intrattenimento ma anche riflessione. Non avrei fatto quel tipo di Festival indirizzato a un pubblico giovane che non so quanto abbia apprezzato”.

Con il nuovo canale tematico “Luce!” il nostro gruppo editoriale mette al centro la lotta alle disuguaglianze e alle discriminazioni. E’ uno sforzo per educare alla tolleranza, all’accettazione del diverso. Obiettivi che tu hai sempre perseguito.

“E’ un’idea straordinaria che mi piace molto. La differenza è una ricchezza, una conquista di libertà per tutti. Il Covid ha fatto emergere la parte più rabbiosa della gente nel rapporto con la diversità. Non cadiamo in questa trappola e  ‘Luce!’ aiuterà a stimolare un pensiero migliore. Rimettiamoci in discussione come esseri umani e perseguiamo i valori veri.  E’ per tutto questo – conclude Jo Squillo – che aderisco con grande entusiasmo all’appello lanciato dal vostro canale tematico: Spegni il pregiudizio e accendi la Luce!”.