Jude, in marcia contro l’inquinamento: “Alle aziende costerà più utilizzare combustibili fossili che le rinnovabili”

L'11enne di Hebden Bridge in marcia con la famiglia verso Westminster. L'obiettivo raccogliere firme una petizione contro le emissioni: "Spero di portare questa petizione a 100mila firme in modo che possa essere discussa in Parlamento”

Si iniziano a intravedere i primi risultati dell’ “effetto” Greta Thumberg. La giovane attivista svedese, tra gli obiettivi che si è preposta, ha quello di sensibilizzare i suoi coetanei, i futuri abitanti della Terra, ad una vita più ecologica e nel rispetto dell’ambiente. Dopo il movimento “Friday for Future” i primi risultati e i primi “replicanti “iniziano a spuntare come margherite.

Jude, 11 anni, viene da un piccolo paese dello Yorkshire, Hebden Bridge, e negli ultimi giorni è diventato famoso in tutta Inghilterra. Il ragazzo infatti è stato intervistato dalla BBC all’alba della sua impresa: una marcia di 321 kilometri per l’ambiente. La partenza da Hebden Brige, poi il lungo viaggio fino ad un luogo simbolo dell’Inghilterra e, più in particolare di Londra: Westminster, la sede del Parlamento Britannico. L’obiettivo del ragazzo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui cambiamenti climatici e fare pressioni sui ministri britannici in merito alla necessità di una tassa sul carbonio. Una petizione per sollecitare un dibattito parlamentare in tal senso è stata lanciata a febbraio dalla campagna “Zero Carbon” e il governo si era impegnato a ridurre le emissioni del 78% entro il 2035:

L’orologio del parlamento inglese, il Big Ben.

“Spero di portare questa petizione a 100mila firme in modo che possa essere discussa in Parlamento – ha detto Jude – farebbe riflettere le aziende sul fatto che costerà loro di più utilizzare combustibili fossili piuttosto che le rinnovabili”.

Il bambino ha raccontato di essersi ispirato a un amico dello zio che ha girato il mondo su una bici per sensibilizzare sempre su questo tema e dal libro “Dire Predictions”, che a suo parere offriva soluzioni ai cambiamenti climatici, inclusa una tassa sul carbonio da cui il ragazzo ha preso spunto per la sua proposta. Jude, spera a sua volta di essere d’esempio per molti altri ragazzi: “Ho anche letto di un ragazzo in bicicletta partito da Palermo e arrivato fino in Inghilterra per cercare di aumentare la sensibilizzazione sui rifugiati”.

Jude ha programmato di percorrere ogni giorno 16 km a piedi per 21 giorni di fila. La madre, a margine dell’intervista all’emittente televisiva britannica ha detto che “il viaggio costituirebbe la vacanza estiva della famiglia” e che suo figlio “è un bambino determinato“.

E proprio la determinazione che caratterizza queste nuove generazioni di piccoli attivisti, pronti a cambiare il mondo a suon di marce e proteste pacifiche è l’assicurazione migliore per un futuro “green” e sostenibile.