Keychange, l’associazione femminile che vuole abbattere il gender gap nel mondo della musica

L’idea di associarsi per far valere i propri diritti, nasce da dati che ci restituiscono uno spaccato del settore dello show business abbastanza preoccupante: nel mondo della musica il 70% degli impiegati sono uomini.

Sempre più sotto la lente di ingrandimento le disparità di genere nel mondo del lavoro. Non solo per le professioni più comuni, ma anche in un’ambiente apparentemente più equo e aperto come quello della musica.

Ed è per questa ragione che è nata Keychange, un “movimento pionieristico internazionale”, come amano definirsi, composto da sole donne che si propone come obbiettivo la parità di genere sui palchi e dietro le quinte. L’idea di queste artiste di associarsi per far valere i propri diritti, nasce da dati che ci restituiscono uno spaccato del settore dello show business abbastanza preoccupante: nel mondo della musica il 70% degli impiegati sono uomini. Ma non è tutto.

Gli artisti maschi sono generalmente più richiesti dagli organizzatori di concerti e festival, coprendo quasi il 76% degli eventi, contro il 14% di gruppi misti e un misero 12% di artiste donne. Inoltre, come dimostrato praticamente in ogni settore, mediamente le donne sono pagate il 30% in meno rispetto ad un cantante uomo con seguito e fama simili. Una discriminazione che non si limita ai performer, ma si estende nelle pieghe di un settore dai mille risvolti. Per esempio, Keychange sottolinea come anche il mondo delle case discografiche sia a puro appannaggio maschile: soltanto il 15% delle etichette sono gestite da donne. Una percentuale che si assottiglia ancora di più se si guarda alla categoria dei produttori, sempre più importanti nel processo di creazione delle hit di oggi, dove, tra i 600 artigiani del beat più in voga, appena il 2% è donna.

Una situazione  non più sostenibile. Keychange ha nel mirino il 2022 come anno per avvicinarsi il più possibile a quelli che sono i loro obiettivi. Quello, forse, di più immediata realizzazione è la rappresentanza al 50% negli eventi e nei festival di spicco.

Sono tantissime, e provengono da ogni latitudine, le artiste che hanno abbracciato questo progetto. A rappresentare l’Italia c’è Margherita Vicario. L’artista romana non ha ancora scelto, per nostra fortuna, se consegnare il suo cuore al mondo della recitazione (tante le apparizioni sul piccolo e sul grande schermo) o alla musica ma ha chiaro i suoi doveri da artista donna emergente. Da qualche mese è uscito il suo ultimo disco “Bingo“, con il quale sta girando la Penisola in un tour ricco di date e di sold out. Margherita, nelle sue canzoni e non solo, si batte per la diversità e l’integrazione. Non sorprende quindi che sia una degli “ambassador di Keychange: “La storia ci dice tutto su quello che stiamo vivendo oggi. Da un punto di vista socio-politico, la nostra storia (quella di Keychange) è molto recente, quindi è obbligatorio per noi provare a dare un contributo. La cosa importante è remare tutti nella stessa direzione, uomini e donne insieme”.

“Al momento la priorità è aumentare la partecipazione alla causa, poi gli artisti faranno il resto. Abbiamo bisogno di partecipazione, numeri e percentuali per iniziare una rivoluzione. Le emozioni e l’irrazionalità giocano un ruolo molto importante nel nostro lavoro. Sul palco i concetti non sono spiegati perché diventano tangibili”.