Kim Kardashian finanzia un volo per salvare oltre 30 calciatrici afghane e le loro famiglie

Dopo il ritorno dei talebani alle donne è stato proibito, tra le altre cose, di fare sport e tutte coloro che in passato sono state atlete oggi rischiano la morte. Ma a raccogliere il loro appello ci ha pensato la star americana, insieme al rabbino di New York e al proprietario del club inglese Leeds United

Usare la propria influenza, il proprio nome, ma anche i propri soldi per aiutare qualcuno che rischia una sorte terribile. Sempre più personaggi pubblici, dagli attivisti veri e propri alle star di Hollywood, si stanno occupando delle cause solidali, di dare il proprio contributo nella lotta per i diritti umani.

Kim Kardashian (ANSA)

Questa volta è stata Kim Kardashan, l’imprenditrice, attrice e modella statunitense, a compiere un bellissimo gesto di solidarietà. La protagonista, insieme alla sua famiglia, del reality show Al passo con i Kardashian, ha infatti finanziato un volo che ha portato (in salvo) dall’Afghanistan al Regno Unito oltre 30 adolescenti della squadra di calcio giovanile del Paese mediorientale, accompagnate dalle loro famiglie. La Associated Press ha dato notizia del loro arrivo all’aeroporto di Stansted, nei pressi di Londra. All’iniziativa hanno partecipato anche un rabbino di New York e il Leeds United, club della Premier League inglese.

Da settembre, poche settimane dopo il ritorno dei talebani al potere, alle donne afghane è proibito fare sport. Il nuovo governo, imponendo il ritorno alle leggi tradizionali della sharia, ha dichiarato che “i principi islamici si oppongono allo sport femminile. Non è adatto né necessario che le donne facciano sport”. Per coloro che hanno provato ad opporsi, ma anche per tutte le ragazze che in precedenza avevano praticato uno sport, magari esponendosi al pubblico internazionale (come il caso di Mahjabin Hakimi di cui avevamo parlato qui), un solo tragico destino: una punizione esemplare, la morte.

Kim Kardashian al Met Gala 2021

Da quel momento un gruppo multinazionale di società sportive e di organizzazioni per la difesa dei diritti umani si è mobilitato per cercare di evacuare tutte le atlete afghane. Anche il rabbino di New York, Moshe Margaretten, ha contributo a portare via le atlete da Kabul, lo stesso che aveva collaborato con Kardashian per sostenere la riforma del codice penale negli Stati Uniti e  per salvare i bambini separati dalle loro famiglie nella capitale afghana. Così, anche nel caso delle atlete, ha deciso di contattare la star della tv per chiedere aiuto. “Forse un’ora dopo, dopo la chiamata su Zoom, ho ricevuto un messaggio in cui Kim mi diceva di voler finanziare l’intero volo”, ha raccontato Margaretten. E pensare che, proprio all’inizio di settembre, Kim Kardashian è stata duramente criticata per aver partecipato al Met Gala 2021 di New York completamente vestita di nero dalla testa ai piedi. I suoi detrattori sostenevano infatti che non stesse considerando la situazione delle donne in Afghanistan, costrette a indossare il burqa dopo il ritorno dei talebani. Come si dice però, l’abito non fa il monaco, e la modella ha dimostrato coi fatti di avere invece molto a cuore il tema.

Alla missione di salvataggio ha partecipato, come abbiamo visto, anche il club della Premier League inglese Leeds United, il cui proprietario di maggioranza è l’italiano Andrea Radrizzani, che ha twittato: “Orgoglioso di essere parte della squadra per rendere tutto questo reale”. Le calciatrici stanno trascorrendo il periodo di quarantena di 10 giorni per il coronavirus, prima di iniziare la loro nuova vita in Gran Bretagna. Come loro tantissime altre donne, comprese le giornaliste, hanno ripetutamente chiesto alle istituzioni straniere di poter essere aiutate a fuggire dal Paese, ma molte di loro sono ancora bloccate nelle loro case in Afghanistan. E chissà che, nel prossimo futuro, non ci sia un nuovo intervento di Kim Kardashian o di altre star come lei per aiutarle.