La carabiniera salva dal suicidio una madre: voleva gettarsi da un ponte tibetano nel Bellunese

La donna aveva scavalcato le protezioni laterali e si diceva intenzionata a buttarsi, non lasciando avvicinare nessuno tranne Martina Pigliapoco, la giovane militare che è riuscita a instaurare un dialogo e poi a farla desistere dal terribile gesto

Domenica, 8 di mattina. Alla Centrale dei carabinieri arriva una telefonata da Perarolo di Cadore, nel Bellunese. È urgente, c’è una donna che vuole buttarsi di sotto da un ponte tibetano di una strada forestale. Quando la prima pattuglia partita da Cortina D’Ampezzo arriva sul posto la trova al di là delle recinzioni laterali, con le gambe a penzoloni, sotto di lei un canalone profondo 80 metri. Il vuoto, senza scampo. Bisogna fare presto. I due, giunti sul posto, un graduato esperto e un giovane carabiniera, Martina Pigliapoco, della stazione di San Vito di Cadore, si rendono immediatamente conto che la donna non era una escursionista in pericolo, ma che ha intenzione di farla finita.

Pigliapoco si avvicina alla signora, in condizioni disperate, e riesce ad allacciare un contatto verbale, presto diventato un rapporto di fiducia reciproca. Tutto sembra andare per il meglio, sembra aprirsi la speranza di una rapida conclusione positiva della vicenda. Ma la donna, una madre di tre figli originaria del Trevigiano, si dice intenzionata a buttarsi. Le cause sconosciute. Non consente a nessuno di avvicinarsi né tantomeno di parlarle, tranne alla giovane in uniforme, che si trova seduta a terra a pochi metri da lei. Tra le due si crea una sorta di legame empatico, parlano di tutto fino a che l’argomento arriva proprio ai bambini, come consigliato alla carabiniera da un collega, esperto mediatore, a distanza.

In quel momento, nella testa della donna appesa al ponte, scatta qualcosa: l’amore per i suoi figli e i sensi di colpa che avrebbe generato in loro il gesto della madre sono le giuste leve per farle cambiare idea sul suicidio. Allora raccogliendo tutte le sue forze, ha infine riscavalcato il parapetto, tornando sul ponte dove ha abbracciato la giovane militare. Quella che poteva essere una tragedia, così, si è trasformata in una storia di coraggio a lieto fine.