La Corte Suprema respinge ancora il blocco della legge sull’aborto in Texas

Cliniche e medici abortisti hanno fatto ricorso contro la misura, che vieta l'interruzione di gravidanza dopo la sesta settimana, davanti al tribunale federale. Dopo il rinvio della Corte d'appello conservatrice il collegio dei nove giudici supremi lo ha respinto
corte suprema usa

I giudici della Corte suprema. Seduti (da sx): Samuel A. Alito, Clarence Thomas, John G. Roberts, Stephen G. Breyer, Sonia Sotomayor. In piedi (da sx): Brett M. Kavanaugh, Elena Kagan, Neil M. Gorsuch, and Amy Coney Barrett.

Un nuovo stop al blocco. E una delle norme più restrittive d’America resta in vigore. La Corte Suprema Americana ha respinto un nuovo tentativo di bloccare la legge che vieta l’aborto in Texas dopo le prime sei settimane. Una questione che va avanti ormai da mesi tra botte e risposte legali, accuse, proteste e pareri che si susseguono a più voci, dal governo alle piazze. L’ordine non è firmato, ma la divisione ideologica tra i togati è evidente, ed emerge dal fatto che i tre giudici liberal della Corte, ormai minoranza, hanno espresso il loro dissenso.

Il massimo collegio giudiziario si è rifiutato di rimandare ad un tribunale federale il ricorso contro la legge avviato da alcuni istituti sanitari dove si pratica l’aborto. Questa decisione arriva dopo che la Corte d’appello del quinto circuito, di tendenza conservatrice, lunedì scorso aveva rimandato la norma alla Corte Suprema del Texas, sempre controllata dai conservatori, mantenendo la misura in vigore.

Da mesi le donne americane protestano contro la misura in vigore in Texas che vieta l’aborto dopo le sei settimane

“Invece di bloccare la Corte del quinto circuito, che indulge nelle nuove tattiche dilatatorie del Texas, il collegio permette allo Stato, di nuovo, di estendere la privazione dei diritti costituzionali dei suoi cittadini attraverso manipolazioni procedurali. La Corte può voltare lo sguardo da un’altra parte, ma io non posso”, ha scritto nel suo messaggio di dissenso la giudice suprema Sonia Sotomayor, appoggiata dagli altri due liberal Stephen Breyer e Elena Kagan.

Un messaggio che però cade nel vuoto, visto che con ogni probabilità questa misura, così restrittiva da sembrare paradossale, tra ricorsi e tentativi di bloccarla, sospensioni e riattivazioni, proteste e controproteste, resterà in vigore a ancora a lungo. Con buona pace delle centinaia di donne, soprattutto, ma anche medici e politici che da mesi si oppongono alla sua applicazione.